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Coronavirus: la svolta di Merkel che può far bene all’Italia

11 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: la svolta di Merkel che può far bene all’Italia

La cancelliera tedesca si scopre vulnerabile, prevede un disastro in Germania ed apre alla flessibilità sui conti: un’occasione da non sprecare.

Non è proprio come Margaret Thatcher, ma poco le manca. Se c’è un’icona in grado di descrivere i 15 anni di Angela Dorothea Merkel alla cancelleria tedesca, somiglia molto a quella della Dama di Ferro che l’indimenticabile primo ministro britannico impersonò negli anni ’80 e si portò nella tomba. Dire Merkel significa dire «rigore». Pronunciare il suo nome in Europa equivale a pensare che, per qualsiasi piccola concessione, per sistemare il minimo sgarro, si va a sbattere contro un muro. Inutile negare che, nell’immaginario collettivo, esiste l’equazione «Merkel = capo dell’Europa». Berlusconi provò a descriverla con parole sue. Furono talmente sfortunate – conosciamo il senso della misura dell’ex Cavaliere – che diventarono una sconcia ed inopportuna barzelletta. Un’altra volta provò a strapparle un sorriso ad un vertice italo-tedesco facendole «cucù» dietro una statua. Con risultati disastrosi.

Angela Dorothea, troppo vicina geograficamente alla Banca centrale europea che ha sede a Francoforte, è diventata famosa, tra le altre cose, per avere risposto di no ogni volta che negli ultimi sei anni un premier italiano si azzardava a chiedere di un minimo di flessibilità sul Patto di Stabilità dell’Ue. Altro che «cucù» spuntando da dietro un monumento sotto il sole di Trieste: nemmeno la serietà ed il protocollo imposto dalle gelide stanze delle istituzioni hanno convinto la cancelliera tedesca a qualche piccolo strappo per questioni di necessità locali. Nein, era il solito ritornello. L’ultima sua concessione risale al 2014, quando disse che applicare la flessibilità era possibile ma sempre nel rispetto del Patto. Dopodiché, ogni tentativo di sgarrare di qualche decimale è stata una vera battaglia. Lo scrittore brasiliano Paulo Coelho diceva: «Un guerriero non può abbassare la testa, altrimenti perde di vista l’orizzonte dei suoi sogni».

I sogni della guerriera Angela Dorothea Merkel si scontrano ora con un interlocutore che non ascolta i diktat della cancelliera. Perché, purtroppo, contro di lui la cancelliera nulla può, anzi: è lui ad imporre i suoi diktat. Si chiama coronavirus.

La Merkel si è dovuta arrendere all’evidenza. «Il virus è tra noi, ed è a rischio il 70% dei cittadini», ha commentato preoccupata. Significa che due tedeschi su tre potrebbero rimanere contagiati. Una catastrofe per un Paese abituato a collocarsi un gradino al di sopra di tutti gli altri.

Merkel è provata, ma Angela Dorothea non può tradire tensione ed emozione quando sostiene che «la priorità è rallentare la diffusione del virus. È indispensabile – aggiunge la cancelliera – per mettere a fuoco quali misure siano opportune sulla base delle indicazioni degli esperti».

Ecco, allora, che pronuncia quella frase finora uscita dalla bocca di qualsiasi altro capo di Governo europeo ma non certo dalla sua: «Il «Patto di stabilità dell’Eurozona va usato con flessibilità». Merkel sa che non si sentirà dire «Nein»: conviene a tutti, perché tutti in Europa, chi più chi meno, si ritrovano sulla stessa barca. Compresa la Francia di Emmanuele Macron, fedele alleato ed ombra perenne della prima dama di Berlino: anche Macron è chiamato in queste ore a combattere l’emergenza coronavirus, che nel suo Paese conta quasi 2.000 contagi e più di 30 morti.

Conviene soprattutto all’Italia, che da settimane studiava il modo di convincere l’Europa a schivare i paletti zelantemente custoditi da Berlino. Il nostro è lo Stato europeo più colpito in assoluto dal coronavirus, il secondo a livello mondiale in termini numerici. Le ripercussioni che questa situazione sta avendo sull’economia sono sotto gli occhi di tutti, ma possono diventare ancora più disastrose a breve e medio termine se le autorità decideranno – come pare succederà, purtroppo – il blocco totale del Paese, garantendo solo i servizi essenziali e di emergenza. Se c’è uno Stato membro dell’Ue, appartenente all’area euro, che ha bisogno di sgarrare per evitare la bancarotta, quello è proprio il nostro.

Il fatto che ora la cancelliera Merkel si trovi a battagliare sullo stesso fronte e parli della necessità di applicare il Patto di stabilità in modo flessibile, rappresenta un’occasione d’oro per l’Italia. Viene servita sul vassoio d’argento la possibilità di rimuovere quei paletti che hanno provocato non pochi grattacapi a chi doveva firmare una legge di Bilancio ogni mese di dicembre e di ricollocarli a seconda di quello che praticamente – e non solo teoricamente – può aiutare l’economia dei singoli Paesi in un momento così traumatico e delicato come quello che stiamo vivendo. Adesso o mai più, insomma. Adesso che la coppia Macron-Merkel, così citata e così odiata dal centrodestra, ha scoperto la propria vulnerabilità e la necessità di cambiare le regole del gioco.



1 Commento

  1. E’ da mo’ che aspetto la Germania al varco… Spero che finalmente anche Frau Markel si trovi nella condizione di dover fare una “gita di piacere” dritta dritta in direzione di Canossa. Ci sarà pure, da qualche parte, un po’ di giustizia distributiva mirata a rintuzzare e contrastare l’arroganza teutonica… Vico, intervieni!!!

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