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Verbale accertamento stato dei luoghi

14 Maggio 2020 | Autore:
Verbale accertamento stato dei luoghi

Come redigere questo atto che documenta, per il processo, la ricerca delle tracce utili a ricostruire la scena e la dinamica di verificazione del reato.

C’è stato un delitto. O un abuso edilizio, non importa. In entrambi i casi, è stato commesso un reato (un grave delitto il primo, una contravvenzione il secondo) ma per accertarlo è necessario svolgere un sopralluogo per vedere come stanno le cose, acquisire le prove, ricostruire i fatti accaduti.

Si tratta di esaminare la scena, eseguire rilievi, scattare foto, accertare determinate circostanze utili alle indagini e all’individuazione dei responsabili; dunque occorre accertare lo stato dei luoghi: è un compito tipico della polizia giudiziaria, che lo svolge e lo documenta redigendo un apposito verbale.

Pensa a un incidente stradale, in cui serve ricostruire la dinamica di verificazione e per farlo bisogna acquisire in maniera certa e inoppugnabile una serie di elementi che serviranno nel processo, anche a fini risarcitori, per stabilire di chi è la colpa.

Se sei un agente oppure sei un indiziato di reato e ti trovi alle prese con un verbale di accertamento sullo stato dei luoghi, qui trovi le informazioni necessarie per capire di che atto si tratta, come va compilato e quali informazioni contiene.

Ti anticipo che si tratta di un atto fondamentale, che in molti casi segna la differenza tra un’assoluzione ed una condanna: contiene, infatti, la documentazione di operazioni irripetibili, perché lo stato dei luoghi è soggetto a modificazioni nel tempo e il verbale lo cristallizza nel momento in cui le cose si trovavano quando c’è stato l’accertamento della polizia giudiziaria e sono stati effettuati i rilievi.

Chi redige il verbale

La polizia giudiziaria è la prima a intervenire per accertare i reati. Opera d’iniziativa o su delega del pubblico ministero che dirige le indagini e tra i suoi compiti, stabiliti dalla legge [1], rientra quello di ricercare le cose e le tracce pertinenti al reato e di procedere alla conservazione di esse e dello stato dei luoghi.

Sarà dunque precipuo compito della polizia giudiziaria curare la redazione del verbale e tutte le attività connesse, dal repertamento delle prove acquisite alla trasmissione degli atti al pubblico ministero. Si tratta infatti di un atto tipicamente compiuto nell’immediatezza, prima che il Pm abbia assunto la direzione delle indagini e in momenti nei quali non è in grado di intervenire tempestivamente prima che le tracce del reato si disperdano, come vedremo tra poco.

I rilievi sui luoghi

Nella nostra prospettiva, ricercare significa rilevare, cioè andare a cercare, individuare e scoprire queste tracce utili a capire cosa è accaduto, a ricostruire il modo di verificazione e da qui a individuare i responsabili della condotta illecita, gli autori del reato.

Potranno essere operazioni di misurazione o di descrizione ma anche attività più impegnative e molto complesse (pensiamo ai rilievi scientifici dei Ris per l’individuazione delle tracce di Dna sulla scena del delitto); nella maggior parte dei casi, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria che intervengono si aiutano con strumenti di rilevazione, che cambiano a seconda delle circostanze, come quelli in dotazione alla Polizia stradale per i rilievi in caso di incidenti e quelli delle Polizie locali per l’individuazione degli abusi urbanistici, edilizi o ambientali.

Come conservare lo stato dei luoghi

Per “conservare”, in termini di atti processuali, questo stato dei luoghi, c’è un unico modo valido: quello di redigere un verbale di accertamento che lo documenti  in termini esatti, dando conto dei rilievi svolti e di tutte le altre operazioni compiute, ad esempio indicando anche gli eventuali ausiliari di cui ci si è avvalsi e gli strumenti tecnici utilizzati.

Tutte le altre ricostruzioni sarebbero incerte, compresa la testimonianza degli agenti operanti, che sarebbe contestabile per quanto attiene gli aspetti di percezione soggettiva, oltre che dell’eventuale perdita di memoria a distanza di tempo.

Il resoconto fornito al giudice non sarebbe fedele come quello documentato nell’atto, appunto il verbale di accertamento dello stato dei luoghi, che ha questo preciso compito.

Le modificazioni dei luoghi

Per questo, conservare lo stato dei luoghi significa anche accertarlo nell’unico modo processualmente corretto. Nel momento in cui si redige il verbale si effettuano entrambe le operazioni, quella di accertamento e quella di conservazione di cose che in quel momento sono disponibili ma in futuro potrebbero non esserlo più.

Ciò serve tanto più quanto le cose sono soggette a modificazioni: tracce di frenata sull’asfalto che possono scomparire con la pioggia, interventi manomissivi dell’autore del reato o di chi ha interesse a celare le prove, dispersione di alcuni elementi volatili dovuta al semplice trascorrere del tempo.

Una conseguenza processuale importante di questi fenomeni è che così i verbali di accertamento sullo stato dei luoghi diventano, nella maggior parte dei casi, atti irripetibili e possono transitare direttamente come prove nel fascicolo dibattimentale del processo [2], che il giudice potrà utilizzare per la decisione.

Per questo in molti casi non è più necessario mantenere in sequestro molti oggetti che hanno preso parte al crimine nel senso che recano tracce della sua commissione, come i locali e gli autoveicoli.

Oltre al verbale di sequestro (che, però, nella maggior parte dei casi, si limita a descrivere i beni nello stato in cui si trovano, senza compiere su di essi rilievi approfonditi), diventa determinante il verbale di accertamento dello stato dei luoghi, che sarà l’atto idoneo a dimostrare tutte le attività ricostruttive necessarie ai fini processuali.

Verbale di accertamento: quali elementi

Gli ufficiali o agenti di polizia giudiziaria che intervengono per effettuare l’accertamento devono innanzitutto individuare gli elementi significativi presenti sulla scena, quelli dai quali potranno desumersi le tracce del reato o indicazioni utili per rivelare chi sono gli autori.

Non sempre questi elementi balzano agli occhi e “parlano” direttamente; occorrerà invece esaminarli e approfondirli, e in questo lavoro aiuterà la descrizione delle attività svolte, che dovrà essere riportata nel verbale in tutti i suoi passaggi.

Il solo fatto di dover redigere questo apposito verbale aiuterà gli operatori a procedere secondo una serie di step logici in base ai quali gradueranno il lavoro fatto e amplieranno o restringeranno il campo d’azione a seconda delle esigenze.

Ad esempio, sulla scena di un delitto commesso in un’abitazione occorre esaminare non solo il cadavere e la stanza dove si trova, ma anche gli ambienti circostanti, le scale, le finestre le vie d’accesso e di fuga. In un incidente stradale occorrerà descrivere la segnaletica vigente su quel tratto di strada, che potrebbe trovarsi collocata a qualche centinaio di metri prima, sulla traiettoria percorsa dai veicoli coinvolti.

Come redigere il verbale

La redazione del verbale è obbligatoria [3] altrimenti l’atto compiuto in diverse forme non potrebbe essere utilizzato nel processo. Come ogni verbale, dovrà contenere come elementi essenziali i nominativi degli ufficiali o agenti che lo hanno redatto, la data e il luogo, le attività compiute e la sottoscrizione.

Ci sono però ulteriori elementi specifici che il verbale di accertamento dello stato dei luoghi deve riportare, altrimenti non adempierebbe alla sua funzione tipica e non realizzerebbe gli scopi che abbiamo indicato. Vediamo quali sono.

Il verbale deve indicare i motivi per i quali sussiste pericolo che le cose, tracce o luoghi relativi al reato si alterino, disperdano o modifichino, e della circostanza che non può intervenire tempestivamente il pubblico ministero (altrimenti sarà lui ad assumere sul posto la direzione delle indagini e a compiere l’atto).

Se occorre anche sottoporre a sequestro le cose esaminate, dovrà essere redatto un verbale di sequestro a parte. Se l’indagato o il suo difensore o altre persone sono presenti, se ne dovrà dare atto nel verbale. Si tratta di un atto che consente al difensore il diritto di presenziare, ma non di essere preavvertito del suo compimento .

Il verbale di accertamento dovrà contenere una chiara, completa e precisa descrizione dei luoghi in esame. In questo potranno aiutare anche le riprese fotografiche o video (o anche i rilievi planimetrici, se si tratta di strade o fabbricati) che saranno poste a corredo del verbale stesso, ma il criterio di fondo è quello di riuscire a far conoscere, attraverso la descrizione riportata, quei luoghi a chi non c’è mai stato.

Da qui bisogna arrivare al lato investigativo e cioè cogliere tutte le implicazioni utili alle indagini, gli elementi rappresentativi della scena e il loro significato probatorio, se dal primo esame già emerge. Tutto questo in maniera oggettiva e possibilmente senza commenti, da riservare invece ad atti diversi e successivi, come le informative di reato indirizzate al pubblico ministero.

Dovranno infine essere resocontate tutte le attività compiute dagli operatori e dai loro ausiliari tecnici, come il repertamento o l’estrazione di campioni, elementi o tracce, dalle più grosse (come un autoveicolo estratto da un fosso al margine della carreggiata con l’ausilio di un carro attrezzi) alle microscopiche, come peli, polveri o tracce organiche da indumenti o oggetti. I rilievi tecnici richiederanno, però, la redazione di un apposito verbale a parte.



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