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Posso prelevare sopra il limite allo sportello?

11 Marzo 2020
Posso prelevare sopra il limite allo sportello?

Tetto massimo di prelievo in contanti al bancomat e allo sportello: esiste un limite e cosa si rischia se lo si supera?

Quanti soldi contanti si possono prelevare in un solo giorno? E in un mese? Sono domande che ogni privato si è fatto almeno una volta nella propria vita. Cercare una risposta certa e precisa non è facile, almeno su internet. 

Si fa spesso confusione, ad esempio, sui limiti previsti dalla legge sui pagamenti in contanti e quelli invece disposti per contrastare le attività illecite e della criminalità organizzata.

Quando poi si parla di limiti, subentrano anche quelli per così dire “tecnici”, ossia collegati al contratto che lega il correntista alla propria banca e che non hanno nulla a che fare con la normativa fiscale o sull’antiriciclaggio. Viene infatti imposto un tetto massimo al prelievo tutte le volte che si una carta bancomat. Di qui una ricorrente domanda: posso prelevare sopra il limite allo sportello? In buona sostanza, chi si rivolge al cassiere del proprio istituto di credito piuttosto che alla macchinetta Atm, può incassare qualsiasi importo o è prevista una limitazione? Cerchiamo di fare il punto della situazione e di individuare tutti i limiti di prelievo in contanti previsti dalla attuale normativa. 

Limiti al prelievo in contanti al bancomat

Ogni tessera bancomat prevede una limitazione al prelievo: limitazione sia giornaliera che mensile. Lo scopo è quello di evitare che, nel caso di furto o smarrimento della carta, qualche malintenzionato possa svuotare, in un colpo solo, tutto il conto corrente o gran parte di esso. È quindi una forma di tutela tanto per il correntista quanto per l’istituto di credito (che potrebbe anche essere obbligato a risarcire il proprio cliente per la perdita quando la frode avviene senza che quest’ultimo abbia alcuna colpa). 

Di solito viene previsto un limite di prelievo che varia intorno a circa 500 euro giornalieri e, comunque, entro massimo 2.500/5.000 euro mensili. In tali limiti sono ricompresi anche i pagamenti effettuati tramite Pos. 

Tuttavia il cliente, a proprio rischio, può chiedere alla banca di innalzare tale limite secondo le proprie esigenze (si pensi a un imprenditore o a un professionista che, per il proprio lavoro, è costretto a viaggiare spesso e a spendere tanto). 

Posso prelevare sopra il limite allo sportello?

Allo sportello non esistono più i limiti di prelievo previsti per il bancomat. Questo perché non c’è più ragione di temere che il denaro possa finire in mani sbagliate visto che a firmare la distinta è lo stesso correntista. Dunque cessa l’esigenza di tutela prevista invece per le macchinette Atm. Pertanto, chi ha già prelevato 500 euro al bancomat o più di 5.000 euro nell’arco del mese e per ciò la propria tessera non gli consente di effettuare ulteriori operazioni, può rivolgersi all’interno della propria banca (presso qualsiasi filiale) e prelevare altri contanti. 

Qui sorge un secondo problema: esistono dei limiti per il prelievo di contanti anche allo sportello? E qui veniamo all’aspetto sul quale, almeno in rete, regna maggiore confusione. Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Limiti prelievi contanti allo sportello

Tutti sanno che la normativa in materia di pagamenti tracciabili impone una soglia massima all’uso di contanti per lo scambio di denaro tra privati. Questo significa che per una vendita, una donazione o un prestito tra privati non si può superare tale limite. Limite che dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 è pari a 2.000 euro e che dal 1° gennaio 2022 è pari a 1.000 euro. 

Ebbene questa normativa non si applica ai prelievi di contanti in banca. Ciò perché, ogni volta che si fa un versamento un prelievo dal conto, i soldi non passano dalla mano di una persona a quelle di un’altra ma resta nella disponibilità dello stesso soggetto che è il correntista. La banca infatti è una semplice custode del denaro ma non ne acquista la proprietà. Quindi è un po’ come un passaggio di soldi dalla mano destra a quella sinistra. 

L’unico soggetto a cui si applicano i limiti di tracciabilità per i prelievi dal conto è l’imprenditore. Per questi infatti la legge vieta un prelievo superiore a 1.000 euro al giorno e a 5.000 euro al mese. Oltre questa soglia c’è l’obbligo di indicare nelle scritture contabili l’esatto impiego che si è fatto del denaro attinto dal conto.

Una volta chiarito che, almeno per i privati, non si applicano ai prelievi in banca i limiti di tracciabilità, vediamo invece quali divieti impone la normativa. In verità, non c’è alcun tetto al prelievo di contanti dal proprio conto e, in teoria, ogni correntista potrebbe prelevare qualsiasi importo voglia. Tuttavia, a partire da 10.000 euro in poi, il dipendente allo sportello è tenuto a chiedere al cliente per quale scopo è destinata la somma di contanti richiesta; contestualmente, lo stesso dipendente invia una segnalazione alla Uif, l’Unità di informazione finanziaria. Quest’ultima fa una valutazione sulle motivazioni offerte del privato e, se le ritiene non sufficienti, invia una comunicazione alla Procura della Repubblica. Il Pm, a sua volta, verificherà se sussistono gli estremi di un reato ed eventualmente aprirà un procedimento dando luogo all’attività investigativa. 



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