L’esperto | Articoli

Testamento segreto: ultime sentenze

30 Maggio 2021
Testamento segreto: ultime sentenze

Revoca tacita, distruzione, lacerazione, cancellazione del testamento; incapacità del testatore all’atto della presentazione della scheda.

Ritiro testamento segreto

La revoca di un testamento olografo, laddove non venga effettuata in modo espresso ovvero attraverso apposita dichiarazione del testatore, deve concretarsi attraverso uno degli atti regolamentati dal codice civile negli artt. 682 e seguenti in quanto, in linea generale, la revoca tacita non è ammessa ma deve ricalcare una delle forme che implichino la inequivoca volontà del testatore di revocare le sue precedenti disposizioni testamentarie attraverso la redazione di un testamento posteriore, la distruzione di tutte le copie del testamento olografo, il ritiro del testamento segreto olografico, il ritiro del testamento segreto, l’alienazione o la trasformazione della cosa legata.

Ne consegue che, nel caso in cui il testamento olografo sia stato redatto in più copie, la revoca tacita ex art. 684 del codice civile può realizzarsi soltanto mediante la distruzione di tutti gli esemplari.

Tribunale Bari, Sezione 1, Civile, Sentenza, 24/09/2014, n. 4239

Indagini ematologiche e genetiche

Nel giudizio diretto ad ottenere una sentenza dichiarativa della paternità naturale, le indagini ematologiche e genetiche sul DNA possono fornire elementi di valutazione non solo per escludere, ma anche per affermare il rapporto biologico di paternità.

(Nella specie, la S.C. ha fatto applicazione dell’art. 127 del codice civile spagnolo, che ammette nei giudizi di filiazione “l’investigazione di paternità e di maternità mediante tutti i tipi di prova, inclusa la biologica”, analogamente all’art. 269, comma 2, c.c.).

Cassazione civile sez. I, 14/07/2011, n.15568

Testamento segreto dattiloscritto

Poiché la dichiarazione, con la quale il testatore dichiara al notaio – in sede di ricezione di un testamento segreto – che nel piego al medesimo consegnato è contenuto il suo testamento genera una vera e propria presunzione di autenticità, che assiste la scheda testamentaria, costituisce onere esclusivo di colui che assume la falsità della sottoscrizione apposta in calce a una scheda testamentaria dattiloscritta la dimostrazione della sua non conformità a quella effettiva del testatore.

Tribunale Milano, Sezione 4, Civile, Sentenza, 18/01/2002, n. 220

Imparzialità del notaio

La disposizione di cui al comma 1, n. 3, dell’art. 28 della legge notarile è osta a presidio dell’imparzialità del notaio e, conseguentemente, la valutazione della sussistenza o no dell’interesse dell’atto, in essa contemplato, va effettuato ex ante e non ex post, e perciò in termini di mera potenzialità che l’atto possa essere rogato al fine di soddisfare un interesse del notario o di uno dei soggetti indicati nella norma. Ne consegue che si rende del tutto irrilevante il fatto che le parti dell’atto, in concreto, non abbiamo eventualmente ricevuto danno alcuno dall’atto rogato.

Corte di Cassazione, Sezione 3, Civile, Sentenza, 23/05/2001, n. 7028

L’apposizione di una postilla dattiloscritta al verbale

Il testamento olografo o segreto, che è atto del testatore, è cosa distinta dalla pubblicazione dello stesso, che è atto del notaio, consistente non in una semplice attività materiale ma in un vero e proprio atto pubblico.

Pertanto, l’apposizione da parte del notaio di una postilla dattiloscritta al verbale già redatto per pubblicare un testamento olografo e successivamente utilizzato per pubblicarne un secondo dà luogo ad un’ipotesi di falso verbale e di atto espressamente vietato dalla legge con conseguente applicazione dell’art. 28 della l. n. 89 del 1913.

Cassazione civile sez. III, 25/02/2000, n.2138

Pubblicazione del testamento segreto

La pubblicazione del testamento olografo (o di quello segreto) non costituisce elemento di validità né di efficacia del testamento stesso, ma è necessaria al solo scopo di ottenere, da chi non voglia espressamente consentirvi, l’esecuzione delle disposizioni in esso contenute.

Corte appello Torino, 26/05/1983

Revoca delle disposizioni testamentarie 

La revoca del testamento, quando non è espressa (art. 680 c.c.), cioè manifestata con apposita dichiarazione del testatore, deve concretarsi in uno degli atti incompatibili con una precedente disposizione testamentaria, che la legge indica nel testamento posteriore (art. 682 c.c.), nella distruzione del testamento olografo (art. 684 c.c.), nel ritiro del testamento segreto olografico (art. 684 c.c.), nel ritiro del testamento segreto (art. 685 c.c.) e nell’alienazione o trasformazione della cosa legata (art. 686 c.c.). Quest’ultima forma di revoca tacita del testamento si riferisce, però, alle sole disposizioni a titolo particolare e non a quelle a titolo universale, che non sono assoggettabili a revoca con tale mezzo.

Cassazione civile sez. II, 26/11/1987, n.8780

Ricevimento del testamento segreto

L’attestazione del notaio, contenuta nell’atto di ricevimento del testamento segreto, circa lo stato di piena capacità mentale del presentatore della scheda, pur non impedendo ai soggetti interessati di provare il contrario rappresenta tuttavia un fatto da cui è lecito dedurre almeno la mancanza di segni apparenti di incapacità del testatore all’atto della presentazione della scheda.

Cassazione civile sez. II, 04/05/1982, n.2741

Pubblicazione di un testamento olografo o segreto 

L’espressione “ricevere un atto”, usata dalla legge notarile, va intesa non nel senso di accettare materialmente un documento, bensì in quello di indagare la volontà delle parti, interpretarla ed esprimerla in forma giuridica in modo che possa conseguire gli effetti voluti dalle parti stesse. Ne consegue che in caso di pubblicazione di un testamento olografo o segreto l’atto “ricevuto” dal notaio è l’atto di pubblicazione, il quale nulla aggiunge alla validità o eventuale invalidità del testamento, in ordine alla quale pertanto non è impegnata la responsabilità del notaio.

Corte appello Palermo, 15/12/1978

Presunzione di autenticità della scheda testamentaria consegnata al notaio

Pur dovendosi ammettere, nel testamento segreto, la netta distinzione tra scritto privato (la scheda testamentaria vera e propria) ed atto pubblico (verbale di consegna al notaio), non può, tuttavia, non riconoscersi che la dichiarazione resa dal testatore al notaio, che nel piego e contenuto il suo testamento, genera quanto meno una presunzione di conformità di quanto contenuto nella scheda alla reale volontà testamentaria del disponente, integrando quella dichiarazione, da parte dell’autore, un atto di riconoscimento della propria scrittura, come documento designato a tramandare le Disposizioni di ultima volontà.

Sulla base di detta presunzione di autenticità deve affermarsi che incombe a colui che disconosce il testamento segreto l’Onere di avanzare, dopo aver creato con l’impugnativa uno stato di dubbiezza sul valore della scheda testamentaria conservata dal notaio, la richiesta di verificazione della scrittura, onde generare una definitiva situazione di certezza probatoria in ordine alla genuinità o meno delle Disposizioni di ultima volontà, e ciò al preciso fine di vincere la presunzione di autenticità che sussiste la scheda ed il conseguente stato di poziorita che presidia colui che intende avvalersene.

Corte di Cassazione, Sezione 2, Civile, Sentenza, 20/01/1962, n. 83



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

11 Commenti

    1. Scrivere un testamento olografo è abbastanza semplice se si tiene conto dei tre requisiti fondamentali che il legislatore italiano ha fissato ai fini della redazione. Il mancato rispetto degli stessi incide sulla validità dell’atto.
      Ecco quali sono i requisiti.
      Olografia
      Il testamento deve essere scritto a mano dal testatore, di suo pugno, con grafia chiara e leggibile. Il difetto di tale requisito determina la nullità del testamento. Pertanto, se lo stesso è scritto con la macchina da scrivere o è stampato con il computer, è nullo. Così com’è nullo se viene scritto da un terzo anche sotto dettatura del testatore.Il nostro legislatore ha stabilito questa regola rigida al fine di assicurare una maggiore tutela alla volontà del testatore che, se espressa con mezzi meccanici, potrebbe essere facilmente alterata.E’ possibile scrivere in stampatello ed anche in dialetto o in una delle così dette lingue morte (in latino, in greco, ecc.), purché conosciute dall’autore. Inoltre, la scrittura autografa può essere fatta con qualsiasi mezzo (penna, carbone, gesso, ecc.) e su qualunque materia come ad esempio carta, stoffa, legno, pietra purché idonea a riceverla.Il testamento può assumere la forma anche di una lettera; quello che importa è che nella stessa siano chiaramente espresse le ultime volontà del testatore.
      Data
      Il testamento deve essere datato dal testatore. Deve cioè riportare l’indicazione del giorno, del mese e dell’anno in cui è stato redatto. In tal modo si potrà individuare in modo esatto il momento in cui l’atto si è formato.La datazione quindi, ha due scopi fondamentali.In presenza di più testamenti con contenuto differente, la data serve per stabilire quale dei due sia efficace, ovvero l’ultimo.Qualora dovessero insorgere contestazioni, la data serve per valutare se al momento delle stesura del testamento il suo autore fosse capace di intendere e di volere.Sono valide datazioni del tipo “il giorno di Natale del 2017” in quanto è scontato che si tratta del 25 dicembre 2017; allo stesso modo sono valide le date apposte sia all’inizio sia alla fine del testamento mentre la mancanza della data o l’indicazione di una non veritiera come ad esempio il 31 giugno 2014, determina l’annullabilità dell’atto.
      Sottoscrizione
      Il testamento deve essere firmato dal testatore alla fine dell’atto. La sottoscrizione serve per identificare con certezza l’autore e, pertanto, deve riportare la firma leggibile di chi lo ha scritto. Se il documento si compone di più pagine, è consigliato apporre la firma su ciascuna di esse.Si possono adoperare anche soprannomi, pseudonimi o altre forme equipollenti (ad esempio in un testamento/lettera indirizzata dal padre ad una figlia, è valido firmarsi “papà”). Tuttavia, è preferibile utilizzare con il proprio nome e cognome anagrafico al fine di non ingenerare dubbi sull’identità del testatore.La mancanza della sottoscrizione determina la nullità del testamento.

    2. Alla morte del testatore, affinché le disposizioni contenute nel testamento assumano efficacia, è necessario che lo stesso venga pubblicato. Pertanto, chiunque sia in possesso di un testamento olografo, appena viene a sapere della morte del testatore deve recarsi presso un notaio. Questi provvede alla pubblicazione del testamento che consiste nella redazione di un verbale, nel quale il notaio trascrive pedissequamente il suo contenuto, anche nel caso in cui il documento dovesse contenere disposizioni nulle (ad esempio manca la firma del testatore) o annullabili (ad esempio il testamento non è datato).Alla redazione del verbale, il notaio procede in presenza di due testimoni. Il testamento pubblicato viene quindi trascritto nel registro delle successioni, collocato presso la cancelleria del tribunale dell’ultima residenza del defunto, dopodiché si può procedere alla sua esecuzione.

    1. Iniziamo dai vantaggi che comporta il testamento pubblico. Come tutti gli atti pubblici, il testamento redatto davanti al notaio fa pubblica fede fino a querela di falso: ciò significa che il documento fa piena prova per tutto quello che il notaio attesta essere avvenuto in sua presenza nell’esercizio delle sue funzioni.Un erede corre sempre il rischio di non poter provare la veridicità di un testamento; tuttavia qualora il testamento sia redatto davanti ad un notaio, il rischio non esiste praticamente più. Non solo. La forma pubblica assicura anche la conservazione dell’atto. Fino alla morte del testatore, il notaio conserva il testamento in appositi fascicoli, e lo registra nel repertorio per gli atti di ultima volontà. Un’ulteriore copia dell’atto viene, poi, inviata all’archivio notarile in modo che non vada mai dispersa.Infine, questa forma permette alle persone analfabete di fare testamento e così pure a tutte quelle che non sono in grado di scrivere a causa di una malattia o di una infermità. Difatti, chi ha la mano tremula o paralizzata non può far scrivere il proprio testamento da un’altra persona o redigerlo al computer per poi limitarsi solo a firmarlo.Vediamo ora gli inconvenienti. Il testamento pubblico non è gratuito: devono infatti essere corrisposti degli onorari al notaio per l’opera prestata. Se il notaio è tenuto alla discrezione, ovvero al segreto professionale, lo stesso non vale per i testimoni. Niente impedisce ai testimoni indelicati di divulgare il contenuto del documento alle persone interessate. Questo rischio può essere tuttavia eliminato usando una diversa forma di testamento, che è chiamata appunto “testamento segreto“.Il testamento olografo è la forma più semplice e meno costosa con cui un soggetto può disporre dei propri beni. Esso viene redatto dal suo autore su di un foglio di carta e con una normalissima penna. Non può essere scritto al computer e firmato. La grafia deve essere leggibile, ma non diversa da quella solita del suo autore.Gli svantaggi di tale forma di testamento si notano sotto il profilo contenutistico (l’autore normalmente non è un esperto di diritto e pertanto potrebbe non essere in grado di esprimere le ultime volontà in maniera chiara o valida) e sotto il profilo della conservazione del testamento che, non essendo affidata a un notaio, presenta il rischio di smarrimento, distruzione, reperibilità da parte degli eredi e, quindi, soppressione, alterazione, falsificazione da parte di chi lo rinvenga. A tali problemi si può, in parte, ovviare depositando una o più copie del testamento presso persone di propria fiducia. Il testatore, infatti, potrebbe redigere ben più di un testamento olografo – purché tutti con lo stesso contenuto – a patto che i relativi originali siano tutti tra loro uguali.

    1. Il testamento pubblico è ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni. I testimoni devono essere maggiorenni, capaci d’agire, cittadini italiani o stranieri residenti in Italia e non devono essere interessati nell’atto.Non possono fare da testimoni i non vedenti, gli audiolesi, i portatori di handicap relativo alla facoltà di parlare, tutti i parenti in linea retta e in linea collaterale fino al 3° grado, gli affini e il coniuge del notaio e del testatore, e coloro i quali non sanno o non vogliono firmare.Il testatore dichiara al notaio quali sono le sue disposizioni e quest’ultimo deve provvedere a che vengano messe per iscritto. Non è necessario, ovviamente, che l’atto sia redatto di pugno del notaio stesso. In nessun caso, il notaio può modificare o completare le ultime volontà del testatore. Il notaio si deve limitare a fornire chiarimenti o spiegazioni sulle conseguenze pratiche e giuridiche delle disposizioni così come gli sono state esposte, oppure dare suggerimenti su come conseguire un certo risultato (ad esempio dividere l’eredità tra i figli rispettando le quote di legittima di ciascuno di essi).Una volta redatto il testo del testamento pubblico, il notaio ne dà lettura al testatore e ai testimoni per il consenso finale. Di ciò va dato poi menzione nell’atto.Il documento deve essere firmato dal notaio, dal testatore e dai testimoni. Il testamento è ugualmente valido se il testatore non sa o non può firmare. In questo caso è sufficiente farne menzione nell’atto, precisando la natura dell’impedimento.

    2. Esistono sostanzialmente tre tipi di testamento. Il testamento olografo è quello più conosciuto: si tratta del testamento “fatto in casa”, senza l’assistenza di un pubblico ufficiale, senza costi ma senza neanche le garanzie di genuinità e di conservazione dell’atto che, pertanto, può essere più facilmente contestabile. Poi, c’è il testamento pubblico, che invece è quello redatto davanti a un notaio e da questi conservato fino a quando non decede l’interessato; nel qual caso, sarà il pubblico ufficiale a convocare gli eredi per comunicare loro le ultime volontà del defunto. Infine, c’è il testamento segreto, che è quello redatto di proprio pugno ma poi consegnato, in busta chiusa, a un notaio affinché lo custodisca.Ognuno di questi testamenti presenta dei vantaggi e degli svantaggi.

    3. Se un soggetto muore senza lasciare testamento, si apre la successione legittima. Quindi, la sua eredità verrà distribuita tra gli eredi in base alle norme previste dal legislatore italiano in materia. Se chi muore è senza eredi, l’eredità sarà devoluta in favore dello Stato.

    1. Il testamento segreto è scritto dal testatore o da un terzo e poi consegnato in busta chiusa ad un notaio, affinché custodisca tale scheda testamentaria e la renda pubblica dopo la morte del testatore.Questo tipo di testamento permette al testatore di tenere celato il contenuto delle sue ultime volontà, avendo però la sicurezza circa la conservazione e la pubblicazione dopo la morte. Tuttavia, presenta gli svantaggi tipici dell’atto scritto in proprio: incertezza sulla scelta delle espressioni da usare, rischio di ambiguità, frasi o concetti atecnici con errori di diritto. Inoltre presenta dei costi dovuti alla presenza del notaio.Per tali motivi, è scarsamente diffuso nella prassi.

Rispondi a Carlo Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube