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Mantenimento nipoti: ultime sentenze

27 Aprile 2020
Mantenimento nipoti: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: parenti del minore; mantenimento dei nipoti; tutela dei legami familiari; nipoti minori viventi a carico degli ascendenti; mantenimento dei nipoti minorenni con conseguente imposizione del vincolo di destinazione.

La disciplina sugli obblighi dei nipoti è contenuta nell’articolo 316-bis del Codice civile. In proporzione alle proprie disponibilità economiche e alle capacità di lavoro professionale o casalingo, i genitori hanno l’obbligo di sostenere i bisogni dei propri figli fin quando non diventano autonomi e indipendenti. Nel caso in cui i genitori non dovessero avere a disposizione i mezzi sufficienti per provvedere alle necessità dei figli, allora devono intervenire i nonni e provvedere al mantenimento dei nipoti. Per maggiori informazioni, leggi le ultime sentenze.

Obbligo dei nonni di contribuire al mantenimento dei nipoti

L’obbligo dei nonni di contribuire al mantenimento dei nipoti scatta solo se i genitori dimostrano di non essere in grado di provvedere né di incrementare il loro reddito. Di conseguenza, la nuora non può chiedere alla suocera gli alimenti per i nipoti perché l’ex marito è inadempiente.

Ad affermarlo è la Cassazione per la quale l’obbligo di mantenere i figli minori spetta prima di tutto ai genitori, con la conseguenza che se uno dei due non vuole adempiere il suo dovere, l’altro è tenuto a far fronte per intero alle loro esigenze, fermo restando la possibilità di citare in giudizio il genitore inadempiente per ottenere un contributo calibrato sulle sue possibilità.

Cassazione civile sez. VI, 02/05/2018, n.10419

Assegno per il nucleo familiare per i nipoti in linea retta

Il titolare di pensione di reversibilità da lavoro dipendente, in seguito al decesso del coniuge, non ha diritto a percepire l’assegno per il nucleo familiare per i nipoti in linea retta, minorenni non conviventi, se non dimostra di provvedere al mantenimento degli stessi.

Cassazione civile sez. lav., 06/03/2015, n.4608

Mantenimento dei nipoti

L’art. 2645 ter c.c. è norma “sugli effetti” e non “sugli atti”; in particolare, la citata disposizione riguarda esclusivamente gli effetti, complementari rispetto a quelli traslativi ed obbligatori, delle singole figure negoziali a cui accede il vincolo di destinazione e non consente la configurazione di un “negozio destinatorio puro”, cioè di una nuova figura negoziale atipica imperniata sulla causa destinatoria. Ne consegue l’inammissibilità del cosiddetto “vincolo di destinazione autoimposto” in cui l’effetto destinatorio sia collegato ad un atto privo di effetti.

(Nella specie, i coniugi – premettendo di contribuire in maniera rilevante al mantenimento dei nipoti – hanno individuato, quale condizione della separazione, la destinazione di un immobile e dei frutti di questo al mantenimento dei nipoti minorenni con conseguente imposizione del vincolo di destinazione sopra citato sulla quota di proprietà di ciascuno riguardante l’immobile, senza in alcun modo operare alcun trasferimento della proprietà immobiliare).

Tribunale Reggio Emilia, 22/06/2012

Educazione e mantenimento dei nipoti

In caso di decesso di entrambi i genitori per fatto illecito di un terzo, qualora i nonni si sostituiscano ai genitori provvedendo al mantenimento e all’educazione dei nipoti superstiti e accollandosi tutte le relative spese, il pregiudizio patrimoniale conseguente alla morte dei genitori si ripercuote non a carico dei figli, ma a carico dei nonni ai quali spetta il diritto al relativo risarcimento.

Cassazione civile sez. III, 25/07/2002, n.10898

Reddito sufficiente al mantenimento

La disposizione dell’art. 38 d.P.R. 26 aprile 1957 n. 818 – la quale, nel testo integrato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 180 del 12/20 maggio 1999, include tra i destinatari diretti ed immediati della pensione di reversibilità, i nipoti minori viventi a carico degli ascendenti – trova applicazione a partire dal 17 agosto 1995, data di entrata in vigore della l. 8 agosto 1995 n. 335, per effetto dell’estensione normativa di cui all’art. 1 comma 41 di detta legge, alle forme esclusive e sostitutive del regime pensionistico dell’assicurazione generale obbligatoria; l’operatività del citato art. 38 è legata al presupposto che sia fornita dimostrazione della “vivenza a carico” dell’ascendente del minore, non potendo tale condizione dirsi provata in via presuntiva quando quest’ultimo conviva, nella stessa abitazione, sia con l’ascendente che con entrambi i genitori, o con uno soltanto di essi, in possesso di reddito sufficiente al suo mantenimento.

Corte Conti, (Lombardia) sez. reg. giurisd., 04/07/2002, n.1365

Procedimenti in materia di potestà genitoriale

In tema di tutela dei minori, il nonno, in assenza di un interferenza ingiustificata dei genitori, non ha un autonomo diritto nei confronti dei nipoti a pretendere il mantenimento dei rapporti familiari con costoro, tenuto conto che i nipoti, dal canto loro, hanno la facoltà e la libertà, secondo la concreta capacità di discernimento, di rifiutare tale relazione. Ne consegue che i genitori possono legittimamente impedire tali contatti con il nonno, in presenza di una plausibile ragione fondata sull’interesse dei figli minorenni.

Nella specie, il giudice minorile, in applicazione del riferito principio di diritto, ha escluso che fosse ravvisabile un qualche tipo di apprezzabile interesse dei minori a intrattenere rapporti obbligati con il nonno, verso il quale nutrivano un sentimento di timore, stante la persistenza di una profonda contrapposizione che opponeva l’ascendente ai genitori dei minori.

Tribunale Palermo, Decreto, 15/11/2010

L’obbligo di concorso degli ascendenti, nel mantenimento dei nipoti

Ai sensi dell’art. 316-bis c.c., l’obbligo di concorso degli ascendenti, nel mantenimento dei nipoti, deve ritenersi sussistente non solo nei casi di impossibilità oggettiva di provvedere al mantenimento della prole da parte dei genitori, ma anche in quello di omissione volontaria da parte di entrambi o di uno solo di essi, laddove l’altro non sia in grado di provvedervi da solo, posto che lo scopo della norma è quello di salvaguardare con la necessaria celerità e in modo assoluto i minori.

Tribunale Parma, Civile, Sentenza, 13/05/2014



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9 Commenti

  1. Prima di imbracciare le armi di un’azione giudiziaria, mi chiedo quali siano gli obblighi dei nonni verso i nipoti. I nonni sono obbligati a mantenere i nipoti?

    1. La disciplina sugli obblighi dei nipoti è sancita dall’articolo 316-bis del Codice civile. La norma è molto chiara e non necessita di spiegazioni. In particolare, viene ribadito l’obbligo, in capo ai genitori, di provvedere – ciascuno in proporzione alle proprie disponibilità economiche e capacità di lavoro professionale o casalingo – alle esigenze dei figli fino a quando questi non diventano autonomi e indipendenti.Solo se il padre e la madre non hanno mezzi sufficienti per sostenere i bisogni dei figli, vi devono provvedere «gli altri ascendenti in ordine di prossimità» ossia, innanzitutto, i nonni.Tale regola vale sia anche per le coppie non sposate che per i figli adottivi.Dunque, se entrambi i genitori non sono in grado di mantenere i propri figli, i nonni di questi ultimi devono fornire ai genitori stessi (ossia ai propri figli) i mezzi necessari affinché possano adempiere ai loro doveri nei confronti dei figli.La norma si riferisce sia ai nonni materni che paterni, ciascuno in proporzione alle proprie capacità economiche. Quindi, ben potrà essere che, se uno dei nonni non ha reddito o ha una pensione minima, debbano adempiere gli altri ancora in vita.Alla luce di ciò, i nonni sono obbligati a mantenere i nipoti solo se sia il padre che la madre di questi non hanno capacità economiche.

  2. Il rapporto tra nonni e nipoti è sempre speciale. Sono dei secondi genitori, sempre presenti, soprattutto quando mamma e papà sono alle prese con i ritmi lavorativi: ti crescono, ti danno un punto di riferimento, ti proteggono. Può capitare, purtroppo, che queste relazioni possano essere messe a repentaglio da incomprensioni con i genitori o da altre cause straordinarie, non controllabili, tali da compromettere i diritti dei nonni di vedere i propri nipoti.

    1. La tutela del rapporto tra nonno e nipote è prevista dal codice civile: gli ascendenti hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. Da ciò deriva che il nonno al quale è impedito l’esercizio di tale diritto può ricorrere al giudice del luogo di residenza abituale del minore affinché siano adottati i provvedimenti più idonei nell’esclusivo interesse del minore.Questa previsione è poi confermata anche dalla Carta dei diritti dell’uomo, fornita dalla Corte europea secondo la quale ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza. Il significativo rapporto affettivo instauratosi tra nonni e nipoti può essere, quindi, tutelato come vita familiare. La mancanza di tutela integra una violazione espressa della legge. Questo diritto non compete solo al nonno biologico, ma anche ad ogni altra persona che affianchi quest’ultimo, sia essa il coniuge o il convivente, e che abbia instaurato con il minore una stabile relazione affettiva, dalla quale lo stesso possa trarre beneficio sul piano dell’educazione e dello sviluppo.Inoltre, la tutela prescinde da comportamenti pregiudizievoli dei genitori nei confronti dei figli, non essendo soggetta ad alcun vincolo di subordinazione. Se, ad esempio, c’è stato un provvedimento di allontanamento di uno dei genitori dal figlio, per la pericolosità dell’individuo stesso, questo non ostacolerà ai nonni paterni di poter frequentare il minore stesso, sempre previa valutazione degli interessi del nipote.

  3. Cosa può fare un nonno solo e con una pensione al di sotto del minimo per costringere il nipote ingrato a sostenerlo e fargli la spesa, pagargli le medicine e un affitto? C’è un obbligo dei nipoti di versare gli alimenti ai nonni?

    1. La prima norma che viene in soccorso dei nonni senza reddito o con una pensione molto bassa è l’articolo 433 del codice civile. La disposizione parla dell’obbligo agli alimenti cui sono soggetti tutti i familiari secondo un ordine cronologico dettato in base alla prossimità con il bisognoso.Gli alimenti sono costituiti da una prestazione economica, parametrata in base alle possibilità di chi è tenuto a versarli, volta a soddisfare solo le esigenze di sopravvivenza del destinatario. Leggi la nostra guida sugli alimenti. Si differenziano dal «mantenimento» (ad esempio quello che versa l’ex coniuge dopo la separazione) che mira invece a soddisfare tutte le esigenze di vita del mantenuto, anche quelle non strettamente necessarie alla sopravvivenza. Al contrario gli alimenti mirano a garantire solo il sostentamento e sono quindi una somma nettamente inferiore al mantenimento.Chi deve versare gli alimenti? Il primo soggetto tenuto a garantire gli alimenti è il coniuge del beneficiario. Se quest’ultimo è deceduto o anch’esso versa in condizioni di bisogno, l’obbligo degli alimenti ricade sui figli (anche adottivi) e, solo in mancanza di questi ultimi, il dovere scatta in capo ai nipoti.Dunque, se il nonno è ancora sposato e/o ha figli e uno qualsiasi di tali soggetti ha la capacità economica di provvedere a versargli gli alimenti, i nipoti non sono tenuti a farlo. Se anche il nonno fosse nelle condizioni per chiedere ai propri nipoti i soldi necessari alla propria sopravvivenza, non può farlo oltre i limiti di reddito di questi ultimi. Quindi dovrà innanzitutto formulare la domanda nei confronti di tutti i nipoti e non solo di uno. Poi, nei confronti di ciascuno di questi, potrà chiedere solo la somma che è in grado di pagare, tenendo conto della possibilità di agire anche contro gli altri.

  4. Ho un nonno molto povero, la cui pensione è di 300 euro e che spesso non riesce a mangiare. Di recente si è ammalato ma non ha i soldi per acquistare le medicine. Mi chiedo se nonno potrebbe farmi causa per ottenere i soldi visto che i miei genitori – figli del nonno povero – non vi vogliono provvedere per eccessivo egoismo.Grazie in anticipo

    1. La risposta è negativa: se vi è un parente più stretto rispetto ai nipoti per provvedere al versamento degli alimenti nei confronti del nonno è quest’ultimo che vi deve provvedere. E se non vuole farlo spontaneamente, il richiedente dovrà fargli causa ma non per questo può pretendere gli alimenti dai nipoti.

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