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Lo sai che? Condivisione di materiale pedoporno su emule: state attenti, ma non troppo

Lo sai che? Pubblicato il 31 dicembre 2011

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 dicembre 2011

Quali responsabilità per l’ignaro utente di un software di filesharing che, incappando in un fake, esegua il download di un file video a contenuto pedopornografico?

Vi sarà capitato di essere convinti di scaricare dalla rete un file con un determinato contenuto, mentre, a download completato, vi siete accorti che il contenuto era invece di tutt’altro tipo e, come spesso succede, a contenuto pornografico. A volte, purtroppo, capita anche che il materiale sia anche di carattere pedopornografico. C’è, in questo caso, il pericolo di incappare in qualche indagine ed essere oggetto di un processo penale? L’interrogativo ricorre spesso, per via della confusione che spesso si fa tra violazione dei diritti d’autore e reati di altra natura: è infatti vero che, se anche non si voleva scaricare il fake, si è comunque commesso un illecito (il download di un file spesso protetto dal copyright). Ebbene, a scanso di equivoci, si deve sapere che scaricare e condividere, attraverso un software Peer To Peer (come emule, ecc.), un fake (ossia un file che, dietro un titolo lecito – come, per esempio, quello di un cartone animato – in realtà nasconde materiale pedopornografico), non integra il reato di pornografia minorile [1].

Affinché infatti si configuri tale illecito è necessario il dolo, ossia la volontà e la coscienza di commettere il fatto. L’utente deve quindi essere consapevole di scaricare un file pedoporno, il che non è possibile fino a quando il download non è stato del tutto completato.

Sembra un concetto di difficile comprensione, ma non è così. Cercherò di spiegarlo nel più semplice dei modi.

Come sanno i più esperti, quando si scarica un file da Emule, Edonkey o altri software P2P [2], c’è il rischio di “incappare” nei cosiddetti fake, ossia files che, con titoli falsi, sono tuttavia di provenienza illecita (per es.: un file pirata, un filmato pedoporno).

Capita così che, in perfetta buona fede, l’utente creda di scaricare un file lecito, mentre invece ne sta scaricando uno di tutt’altro “genere”. Purtroppo, non c’è modo di prendere coscienza di ciò se non a download completato, quando il file sarà visibile (prima di tale momento, il pc non riesce infatti a leggere il filmato).

Il problema si complica per il fatto che molti programmi P2P, già durante la fase di download, condividono automaticamente, con gli altri utenti online, le parti del file in download, sebbene ancora non sia scaricato per intero. Il che significa, nel caso di un fake, che si sta mettendo in circolazione un file illecito.

Ebbene, se al termine del download l’utente si accorge di avere tra le mani un file pedopornografico, dovrà innanzitutto cancellarlo. Ciò perché, in primo luogo, la semplice detenzione di file pedoporno (sul proprio hard disk) è reato. In secondo luogo, bisogna evitare che il materiale venga rimesso di nuovo in circolo sulla rete, attraverso la predetta condivisione automatica con altri utenti. Tale condotta, infatti, configurerebbe il reato di pubblicazione di materiale pedopornografico.

Dall’altro lato, però, non si è responsabili per la condivisione del suddetto file avvenuta durante la fase del download. In tal caso, come ha sottolineato la Cassazione del 2007, non sussiste il reato, perché manca il dolo, ossia la consapevolezza di stare scaricando e condividendo del materiale illecito.

Per completezza, si sappia che la consultazione di materiale pedopornografico, invece, non è reato, per cui visionarlo in rete è assolutamente legittimo purché non se ne faccia una copia sul proprio computer.

note

[1] Art. 600 ter cod. pen.

[2] Peer To Peer.


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2 Commenti

  1. IO SCARICO MOLTO DA EMULE MA NON CONDIVIDO I MIEI FILE I FILE CHE SCARICO VANNO SUBITO SUL MIO SERVER NAS PROTETTO DA INTRUSIONI

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