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Coronavirus: negozi e attività che restano chiusi

12 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: negozi e attività che restano chiusi

Dai bar ai ristoranti, dal parrucchiere all’estetista, dal negozio di scarpe a quello di elettronica: ecco chi terrà giù la serranda per 15 giorni.

Il decreto che trasforma l’Italia in un’intera zona rossa, approvato ieri dalla Presidenza del Consiglio e reso pubblico da Giuseppe Conte, costringe a chiudere tutti i negozi e le attività che non sono di prima necessità o di servizio pubblico indispensabile (leggi l’elenco completo di chi resta aperto). Si parla, quindi, di bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici, ecc.

Nel dettaglio, ecco che cosa dice il provvedimento su chi deve rimanere chiuso da oggi e per 15 giorni:

  • le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività;
  • i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari;
  • le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale;
  • le attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti).

Conte ha aggiunto che la chiusura di queste attività di protrarrà per due settimane. Trascorso questo periodo, ha precisato il premier, «vedremo i risultati».

Una frase che si presta a una doppia interpretazione. Conte assicura che, con l’impegno responsabile ed il sacrificio di tutti, sarà possibile «vedere i risultati» del contenimento del contagio e fare dei passi avanti fondamentali per uscire dall’attuale situazione di emergenza. Ma si può leggere anche in questo modo: tra due settimane «vedremo i risultati «e si deciderà se tornare lentamente alla normalità oppure prorogare il decreto entrato in vigore oggi. Dipende, ovviamente, da noi.



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