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Come evitare che cadano i capelli

13 Maggio 2020 | Autore: Ilaria Losapio
Come evitare che cadano i capelli

La caduta dei capelli è uno dei problemi estetici più diffusi al mondo. Elenchiamo i metodi di prevenzione e i possibili rimedi.

In una società fondata sull’immagine come quella contemporanea, la caduta dei capelli può rappresentare un problema non indifferente in grado di minare l’autostima della persona e comprometterne addirittura la salute mentale (non è raro, infatti, che si sviluppino disturbi depressivi).

Di seguito, alcuni comportamenti che si possono mettere in pratica per evitare la caduta dei capelli. Per prima cosa, conosciamo meglio il problema: il ciclo di vita del capello si articola in tre fasi, una di crescita, una di stazionarietà e una di caduta. Tale ciclo trifasico ha solitamente una durata media di 4/5 anni.

La caduta dei capelli, dunque, non deve generare preoccupazione poichè si tratta di un normale processo fisiologico di rinnovamento della capigliatura (a meno che non se ne perda più di un centinaio al giorno). Tuttavia, è doveroso precisare che il numero di capelli che possono cadere quotidianamente è difficile da quantificare, giacchè dipende da diversi fattori come ad esempio il sesso, l’età, la condizione di salute, i metodi e la frequenza del lavaggio, lo stress, i cambiamenti stagionali, le diete sbagliate, la chemioterapia, la foltezza della chioma, le malattie cutanee come la dermatite seborroica e la genetica.

È vero che gli uomini sono più soggetti alla malattia delle donne?

Come è ormai risaputo, la caduta risulta più consistente negli uomini che alle donne. Diverse ricerche evidenziano che circa il 70% degli uomini è destinato a perdere i capelli nell’arco della vita, mentre solo il 25% delle donne presenta questo tipo di problema. Negli anni Quaranta, l’endocrinologo e anatomista americano James Hamil, condusse un interessante esperimento sulla calvizie utilizzando come “cavie” alcuni ragazzi affetti da disturbi mentali che venivano castrati prima di raggiungere la pubertà. I risultati registrarono una tendenza al diradamento dei capelli estremamente inferiore rispetto a coetanei non sottoposti a questo tipo di trattamento. Si individuò, dunque, nel testosterone una delle principali cause della caduta dei capelli, pur essendo quest’ultimo indispensabile per lo sviluppo cerebrale, muscolare e sessuale.

È, invece, meno noto come i cambi di stagione contribuiscano a un incremento della perdita dei capelli; nella stagione autunnale è normale perdere più capelli del solito, poichè il corpo segue i ritmi della natura: con l’irrigidimento delle temperature, gli organismi animali e vegetali sviluppano forme di adattamento simili tra loro: gli alberi perdono le foglie, gli animali il pelo e gli esseri umani i capelli.

Diversi studi scientifici affermano che la causa della caduta più abbondante dei capelli in alcune stagioni sia da ricercare nei mesi precedenti l’effettiva manifestazione del fenomeno: sembrerebbe che l’esposizione ai raggi UV nei mesi estivi danneggi il bulbo, causando così la perdita del capello qualche mese dopo, appunto, in autunno. Durante la primavera, invece, il cuoio capelluto mostrerebbe i danni provocati dal rigido clima invernale, causando una vasocostrizione che andrà a danneggiare nuovamente i bulbi, provocando la caduta dei capelli.

Uno stato di salute cagionevole può facilitare l’insorgenza del disturbo?

Sì, può concorrere alla caduta dei capelli anche un’eventuale fragilità sanitaria. Per esempio, l’utilizzo di alcuni farmaci e alcune malattie possono facilitare l’insorgenza di questa problematica.

Come posso prendermi cura, a casa, dei miei capelli?

La fase di lavaggio/asciugatura è la più delicata ed è quella che richiede maggiori attenzioni. È importante lavare i capelli con cura evitando un eccessivo sfregamento della cute (si indebolirebbe, in questo modo, il cuoio capelluto). Al fine di prevenire lo sfibramento è bene utilizzare prodotti in grado di agire in modo delicato sul capello, tutelandone la naturale integrità. Attenzione anche al livello di calore rilasciato dai vari asciugacapelli e piastre liscianti o arriccianti: le alte temperature possono rovinare il capello e in alcuni casi il danno apportato è irreparabile.

È essenziale, oltretutto, effettuare una visita tricologica in giovane età, anche se non si sono ancora manifestati i primi sintomi del diradamento, allo scopo di ricevere le necessarie indicazioni sui prodotti più adatti al tipo di capello che si possiede. Negli ultimi anni la tricologia ha ampliato notevolmente i propri orizzonti di conoscenza e può pertanto offrire soluzioni più che valide per contrastare la cadura dei capelli. Rivolgetevi a tricologi esperti e fidati per le diagnosi, facendo attenzione a non incappare in qualche truffatore che vede in voi soltanto una fonte sicura di guadagno.

I rimedi alla calvizie sono innumerevoli, oltre che più o meno efficaci, e vanno dall’utilizzo di olii rinvigorenti alla somministrazione di veri e propri farmaci (come la finasteride o il minoxidil). Occorre ricordare, però, che l’efficacia di questi principi attivi è possibile solo se i follicoli piliferi hanno mantenuto, almeno in parte, la loro vitalità e non si sono ancora atrofizzati del tutto. Un intervento tempestivo è, dunque, fondamentale affinchè possa verificarsi un reale miglioramento. Si può anche scegliere tra massaggi (che stimolano la microcircolazione cutanea), laser terapie, fototerapie e crioterapie, che oggi rappresentano le cure più all’avanguardia (anche se non alla portata di tutte le tasche).

E se la situazione fosse irreversibile?

Laddove la situazione sia irreversibile, esistono oggi moderne tecniche di trapianto di capelli in grado di offrire risultati più che soddisfacenti in un periodo di tempo relativamente ridotto. Il trapianto di capelli costituisce una vera e propria operazione chirurgica, eseguita da medici specializzati. Si tratta in questo caso di un trattamento definitivo: i follicoli trapiantati vengono prelevati da altre zone del corpo del paziente, solitamente meno sensibili all’azione del testosterone.

La legge può tutelarmi in presenza di una situazione grave?

Nei casi di alopecia totale (in cui a cadere non solo solo i capelli, ma tutti i peli superflui presenti sul corpo) è possibile richiedere il riconoscimento di invalidità, secondo quanto previsto dalla legge 104/92. Per ottenere tale riconoscimento, il soggetto in questione deve munirsi di un certificato (rilasciato dal medico di base) che assicuri la presenza della patologia e compilare la domanda per attivare la richiesta di invalidità civile.

La difesa rimane, beninteso, la migliore strategia di attacco; pertanto, l’adozione di pratiche preventive continua a rivestire un’importanza basilare nel contrastare tale problematica. Tra queste pratiche troviamo l’igiene, il mangiare sano, la protezione dei capelli dal sole e l’astensione dal fumo, anche da quello passivo.

A questo punto, viene naturale porsi una domanda: la ricrescita dei capelli è possibile? Si,è possibile, ma solo in alcuni casi. La scienza tricologica continua a mostrare riserbo verso quegli atteggiamenti ottimistici che possono risultare fuorvianti, soprattutto se generalizzati.

C’è da dire che nella società odierna orientata al profitto si stanno diffondendo a macchia d’olio sedicenti dottori e pseudo professionisti con dubbie doti mediche ma indubbie capacità di vendita, i quali asseriscono di poter curare l’alopecia attraverso il semplice utilizzo di particolari prodotti da loro sponsorizzati; inoltre, il continuo bombardamento mediatico su questo tema riesce a dare false speranze anche ai più scettici.

L’unica figura professionale capace di dare indicazioni sicure in base alla personale cartella clinica del paziente è il dermatologo. Spetterà a quest’ultimo valutare in modo oggettivo lo stato di salute del capello, a partire dal quale sarà possibile impostare la terapia più opportuna monitorando costantemente i risultati che si andranno a ottenere.

Nei casi in cui il follicolo risultasse ormai atrofizzato, invece, sarà impossibile attuare qualsiasi tipo di protocollo. Un follicolo atrofizzato produce infatti capelli estremamante sottili e deboli, quasi impossibili da vedere; a questo grado di deperimento, il capello non può essere riparato.

Ci sono esami che posso effettuare per monitorare la situazione?

È possibile effettuare alcuni test valutativi della salute del capello, assolutamente necessari prima di adottare cure specifiche.

Vi sono, ad esempio, esami rapidi e non invasivi volti a verificare la presenza di problemi di calvizie precoce e diradamento; si parla in questo caso di esami come la tricoscopia o la dermatoscopia applicata al cuoio capelluto, oggi eseguibile molto velocemente con l’handyscope (un dermatoscopio manuale disponibile come app sullo smartphone), che permette distinguere i casi di caduta temporanea (ad esempio dovuta a una condizione di forte stress) dai casi più gravi di alopecia; vi è poi il tricogramma, che si concretizza in un’attenta analisi del capello al microscopio, valutandone la quota del capello in fase di crescita rispetto a quella in caduta e stabilendo se si tratta di una condizione di destabilizzazione fisiologica o di una più allarmante condizione patologica. Per le diagnosi più difficoltose si può effettuare, invece, una biopsia del cuoio capelluto; si tratta però di un’operazione molto più complessa e invasiva.

Non si può escludere, tuttavia, la possibilità che la problematica sia originata da uno stato di salute generale non ottimale; si consiglia dunque un’ecografia tiroidea per verificare il corretto funzionamento ormonale. Non è raro, inoltre, che la fastidiosa presenza di sebo e forfora sul cuoio capelluto sia dovuta, nelle donne, al malfunzionamento di alcune ghiandole; è consigliabile, a tal proposito, un’ecografia ovarica.

Sul mercato è, inoltre, disponibile il Test Genetico DX per l’alopecia androgenetica che, pur non garantendo un’efficacia assoluta, può permettere una diagnosi precoce in grado di aumentare enormemente l’incisività della terapia.

L’alimentazione è importante per la salute dei capelli?

Al di là delle varie diagnosi e terapie, resta incontrovertibile il fatto che un’alimentazione sana ed equilibrata, ricca di frutta e verdura, sia indispensabile per mantenere in salute il corpo, e quindi anche il cuoio capelluto.

Si consiglia, in particolare, di introdurre nella dieta: i broccoli (soprattutto se consumati crudi), in quanto contribuiscono alla corretta ossigenazione dei tessuti essendo ricchi di ferro e vitamina C; le uova, fonte naturale di omega 3 e 6, ricche di magnesio e selenio che contribuiscono a mantenere i capelli sani e forti; le carote, che contengono vitamine in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi; le noci, particolarmente ricche di omega 3 e zinco, dalle note proprietà ricostituenti e antiossidanti; il pollo, contenente molte proteine essenziali per la salute dei capelli; i pomodori, ricchi di licopene, un carotenoide indispensabile per la protezione dei capelli.

Tra le erbe troviamo invece l’ortica, fonte di vitamine e sali minerali, i fiori di Bach e le foglie di ulivo. Sono inoltre consigliate compresse o capsule a base di lievito di birra, contenente  aminoacidi essenziali, e impacchi di aloe vera.



Di Ilaria Losapio


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