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La superbufala sul Coronavirus corre sui social

12 Marzo 2020
La superbufala sul Coronavirus corre sui social

Un post su Facebook annuncia che il mondo si fermerà completamente per 21 giorni se non si bloccherà l’epidemia. Molti ci credono, ecco perché.

Le bufale corrono sui social e su Whatsapp ma questa è davvero grossa: un post apparso su Facebook e circolato in fretta fino a diventare virale annuncia che «Il mondo si fermerà per 21 giorni», se l’epidemia di Coronavirus non verrà bloccata entro il 15 marzo dichiarando «il biocontenimento BSL-4».

La cosa più grave è che queste affermazioni vengono attribuite a una fonte ufficiale, cioè «il Dipartimento della Protezione civile in collaborazione col Governo».

Il messaggio prosegue con le indicazioni catastrofiche di quello che succederà: «borse, parlamenti, scuole, aeroporti, uffici, treni, attività commerciali… tutto chiuso, fermo» e parla addirittura di «checkpoint militari approntati per i rifornimenti necessari» dove ogni famiglia dovrà recarsi.

Riportata così può sembrare, come in effetti è, una balla colossale, ma chi la legge sui social pubblicata nel profilo degli amici o in un gruppo, oppure la vede arrivare su Whatsapp da una persona cara, è indotto a crederci e a mettersi in allarme. E magari anche a diffonderla ad altri amici e conoscenti.

È accaduto proprio così: la bufala ha circolato ed è diventata virale, al punto che il Dipartimento della Protezione civile ha dovuto formulare una smentita.

In effetti il il biocontenimento BSL-4 non  è un “protocollo” da adottare per mettere in quarantena o in isolamento la popolazione, ma esiste veramente come il più alto grado del “livello di biosicurezza” che è obbligatorio adottare nei laboratori che trattano agenti biologici pericolosi, come i virus.

Anche per questo il messaggio è subdolo e pericoloso: mescola qualche elemento vero con considerazioni inverosimili, attribuisce questa miscela a fonti ufficiali e così crea conseguenze che scatenano il panico, anche perché fornisce immagini molto vivide di ciò che potrebbe accadere, come i checkpoint militari presso cui rifornirsi nel caso in cui tutti i supermercati e negozi di generi alimentari fossero davvero chiusi.

Per spegnere l’allarme la Protezione civile, sul suo profilo Twitter ufficiale, è stata quindi costretta a scrivere: «Stiamo ricevendo numerose segnalazioni sulla diffusione di messaggi che prevedono prossimi scenari di evoluzione dell’emergenza coronavirus a firma del Dipartimento. Smentiamo decisamente queste voci e rinnoviamo l’invito ad informarsi sempre sui canali ufficiali per avere informazioni corrette e verificate».



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