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Coronavirus: chi intubare prima?

12 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: chi intubare prima?

Covid-19: cosa sta succedendo e cosa potrebbe succedere nel mondo della sanità.

L’emergenza del Coronavirus è stata dichiarata proprio ieri dall’Organizzazione mondiale della sanità, durante la conferenza stampa di Ginevra, una pandemia globale. Aumentano il numero di decessi e i casi di contagio. Dai dati resi noti dall’Oms, l’Italia è il secondo Paese dopo la Cina a contare la crescita dei suoi defunti e degli ammalati. Se tutta l’Italia non si ferma, c’è il rischio che la situazione possa sfuggire di mano. Ieri sera, il premier Giuseppe Conte, con un discorso andato in diretta Facebook, ha annunciato ulteriori restrizioni per contenere la diffusione del contagio. In pratica, resteranno aperti solo i supermercati ed i negozi di vendita dei generi alimentari di prima necessità, le farmacie e le parafarmacie. Chiusi anche i ristoranti e i bar (non c’è più la fascia oraria consentita dalle 6 alle 18), chiusi i centri estetici e i barbieri.

C’è il grande rischio che la tutela alla salute possa subire anch’essa delle restrizioni. Che significa? Lo scenario può essere assimilato all’ambito della “medicina delle catastrofi”; potrebbero essere necessario ricorrere a criteri di accesso alle cure intensive (e di dimissione) di appropriatezza clinica, di proporzionalità delle cure, di appropriata allocazione di risorse sanitarie limitate. Lo aveva specificato la Siaarti (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva) giorni fa, illustrando le raccomandazioni di etica clinica rivolte al personale sanitario.

Cerchiamo di comprendere meglio cosa sta succedendo dalle dichiarazioni rilasciate a Omnibus su La7 dall’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera: “Quello che può succedere è che a volte un presidio è così affollato che devi decidere chi devi intubare subito e chi invece devi dislocare in un altro presidio, quindi si deve chiamare la centrale e trovare un altro posto, ma per ora è solo una questione di priorità di tempo”. E’ quanto afferma in risposta a una domanda sul tweet di ieri del sindaco di Bergamo.

“Il nostro sistema sanitario è sotto una pressione enorme, alcuni presidi sono in grande difficoltà, ma fortunatamente il sistema sta reggendo. E una corsa contro il tempo“. Così sottolinea l’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera e aggiunge che “Ogni giorno apriamo nuovi posti in terapia intensiva e ogni giorno si vanno ad occupare”. Inoltre, specifica che “in 15 giorni abbiamo aumentato di 223 i numeri dei posti in terapia intensiva“.

Nuovi posti letto in terapia intensiva

L’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera ha annunciato anche un progetto studiato insieme alla Protezione civile: la realizzazione di  500 posti letto di terapia intensiva in Fiera di Milano.

Ovviamente, occorreranno respiratori e personale. L’assessore precisa:”la Protezione civile deve darci in queste ore una risposta. Se arrivano, in 6 giorni prepariamo il modulo che poi potrà essere messo a servizio del Paese. Speriamo che la Protezione civile recuperi il materiale necessario”.



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