Coronavirus: come aiutare il sistema immunitario in caso di contagio

12 Marzo 2020
Coronavirus: come aiutare il sistema immunitario in caso di contagio

Il farmacologo spiega cosa accade con il contagio da Covid-19 e come controllare il meccanismo infiammatorio.

Sabatino Maione, professore ordinario di Farmacologia della Facoltà di Medicina dell’università Vanvitelli di Napoli, spiega che “In caso di infezione il corpo attiva un processo infiammatorio difensivo ma che in alcune condizioni, se persiste, può diventare patologico debilitando il sistema immunitario. È questo che accade con il contagio da coronavirus, di fronte al quale l’organismo presenta un deficit immunitario. Per questo è importante controllare il meccanismo infiammatorio. Una possibilità potrebbe arrivare dalla palmitoiletanolamide ultra-micronizzata (Pea-um)”. Lo afferma in una nota che la nostra redazione ha appena ricevuto dall’agenzia di stampa Adnkronos.

“Se questa molecola funziona sull’infiammazione periferica e sulla neuroimmunoinfiammazione – spiega – si potrebbe immaginare un suo ruolo anche in caso di infiammazione polmonare, per aiutare il sistema immunitario a rafforzarsi per combattere il virus. Il coronavirus è un agente esterno di cui non abbiamo conoscenza, la nostra memoria immunitaria non ha esperienza pregressa per cui il fenomeno infiammatorio che si scatena diventa presto incontrollabile: l’attivazione del mastocita, cellula del sistema immunitario fortemente rappresentata nella mucosa del tratto respiratorio, scatena una tempesta di citochine, mediatori dell’infiammazione – continua l’esperto – la conseguenza è una disregolazione del sistema immunitario”.

L’infiammazione “aumenta e mantiene i processi patologici indotti dall’infezione virale soprattutto nel soggetto anziano che ha già un sistema immunitario compromesso. Quindi un intervento mirato alla regolazione del sistema immunitario, potrebbe coadiuvare in parte il trattamento terapeutico non ancora chiaro sia in termini di intervento sul virus che sulle componenti patologiche indotte dall’infezione”, spiega l’esperto.

“La palmitoiletanolamide ultra-micronizzata, sostanza endogena, non tossica e dal forte potere anti-infiammatorio – prosegue Maione – è in grado di controllare l’iper-attivazione del mastocita. La sua azione favorisce l’attivazione di sistemi endogeni coinvolti con i processi infiammatori come i cannabinoidi, determinando lo spostamento delle cellule dell’infiammazione verso un fenotipo protettivo. Bisogna allora tentare di capire se questa molecola può aiutare il sistema immunitario a rafforzarsi, favorendo la capacità di aggressione anche in presenza di una patologia come quella che si instaura in seguito all’infezione da coronavirus”.

“Una proposta potrebbe essere quella di utilizzare la Pea-um come terapia coadiuvante, insieme ai farmaci già in via di somministrazione, essendo per di più una sostanza sicura, endogena, priva di tossicità”, conclude.



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