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Borse: oggi il crollo peggiore e non è per il Coronavirus

12 Marzo 2020 | Autore:
Borse: oggi il crollo peggiore e non è per il Coronavirus

La Banca Centrale Europea ha deciso di non tagliare i tassi di interessi; i mercati attendevano una decisione diversa di fronte all’emergenza economica mondiale.

Le Borse sprofondano dopo l’annuncio della Banca Centrale Europea (Bce) di lasciare invariati i tassi di interesse. I mercati speravano in una decisione più coraggiosa di fronte all’emergenza economica Coronavirus, diventata ormai una pandemia mondiale.

Invece la Bce si è limitata a varare un pacchetto di misure destinate a sostenere le economie dell’Eurozona, in particolare ampliando il programma Qe, il “quantitative easing” che prevede un piano di acquisti di titoli di Stato per 120 miliardi di euro in più entro la fine dell’anno, ma ha preferito lasciare immutati i tassi.

La decisione spicca, in negativo, perché è in controtendenza con quanto deciso in questi giorni dalle altre principali Banche centrali nel mondo: negli Usa dalla Federal Reserve e nel Regno Unito dalla Bank of England.

Così in tutta Europa i mercati stanno andando a picco: per come ci comunica la nostra agenzia stampa Adnkronos, Milano perde il 16,62% con l’indice Ftse Mib che scende a 14.949 punti, e perdite simili si registrano a Londra (-10,93%), Francoforte -(-12,24%) e Parigi (-12,28%).

È il peggior crollo in un’unica seduta nella storia della Borsa italiana, che batte quello dei tempi della crisi finanziaria mondiale del 2008. Apertura in forte ribasso anche per Wall Street: l’indice Dow Jones segna una flessione di quasi il 7% e l’indice Nasdaq dei titoli tecnologici è in ribasso del 6%. Ma la Borsa americana recupera presto le perdite non appena la Fed annuncia una maxi iniezione di liquidità di 1.500 miliardi di dollari, facendo quello che non ha fatto la Bce.

Se i tassi di interesse non scendono e il costo del denaro rimane elevato per le imprese l’economia non potrà ripartire: così ragionano i mercati, che si attendevano molto di più dalle decisioni di oggi, che invece non sono arrivate. Così gli operatori sono rimasti spiazzati e di fronte alle incertezze rimaste irrisolte hanno reagito nell’unico modo che conoscono: vendendo i titoli in loro possesso e facendo precipitare i prezzi delle contrattazioni.

Intanto, contemporaneamente alle borse in picchiata vola in direzione opposta lo spread, che schizza a 236 punti non appena i mercati hanno appreso che la Bce non ha tagliato i tassi di interesse e poi cresce ancora fino a chiudere a 262. Così il rendimento del titolo Btp decennale italiano è salito all’1,89%. Un costo pesantissimo per i risparmiatori italiani che hanno titoli di Stato in portafoglio e anche per tutti i cittadini chiamati a sostenere i costi del debito pubblico.

Ma alla Bce questo non interessa: “Non siamo qui per ridurre gli spread, non è compito nostro”, sottolinea in conferenza stampa la presidente della Bce Christine Lagarde in risposta a una domanda sui problemi dell’Italia.

E fa capire di voler assumere una linea d’intervento ben diversa da quella del suo predecessore, Mario Draghi, quando dice: “Nessuno dovrebbe attendersi che una banca centrale fornisca la prima risposta” all’emergenza coronavirus. “Noi stiamo facendo la nostra parte davanti ai rischi di liquidità o rallentamento flussi di credito”, ma la risposta deve essere “prima di tutto e soprattutto fiscale” (fiscal first e foremost).

La presidente della Bce si dice “preoccupata soprattutto dalla condiscendenza e dalla lentezza dimostrata” da alcuni governi. “Spero che il prossimo Eurogruppo sarà decisivo nel definire le mosse e le risposte” conclude.


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