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Dove posso vendere roba usata

13 Marzo 2020 | Autore:
Dove posso vendere roba usata

Gli oggetti che non utilizzi possono prendere nuova vita. Sta a te decidere se disfartene o ricavarne un guadagno. Vediamo come.

Gli accumulatori seriali conservano tutto ciò che li circonda: non gettano via nulla e si legano morbosamente agli oggetti che hanno acquistato nel corso della vita. Si tratta, per fortuna, di sporadiche eccezioni.

La maggior parte di noi è abituata a disfarsi delle cose inutili e ingombranti, anche se in buone condizioni. Alcuni preferiscono buttarle, altri adattarle a nuovi usi o regalarle ad amici e parenti, altri ancora venderle e trarne un profitto: sono scelte individuali che dipendono dalla sensibilità e dalla volontà delle persone.

Di regola, il riutilizzo degli oggetti è la soluzione preferibile, soprattutto se si fa attenzione alla problematica ambientale. L’eccesso di spazzatura che invade le nostre strade è testimone di un’emergenza che può essere evitata se si adottano degli atteggiamenti più responsabili.

Se stai valutando la possibilità di svuotare i tuoi armadi e di rimpolpare le tue finanze, sei sulla strada giusta. In questo articolo risponderemo alla tua domanda: dove posso vendere roba usata?

In particolare, ti forniremo delle indicazioni utili sui metodi di rivendita più sicuri per evitarti di incorrere in sanzioni e responsabilità civili e penali.

I siti on line di vendita dell’usato

L’innovazione tecnologia manifesta tutte le sue potenzialità anche nel settore della vendita di prodotti usati. Molti esperti del web hanno intuito le opportunità economiche che si celano dietro al meccanismo del riutilizzo dei beni e, di conseguenza, si sono adoperati per far incontrare rapidamente domanda e offerta. In altri termini, hanno creato un mercato virtuale all’interno del quale gli utenti di internet possono più o meno liberamente rivendere i propri oggetti e acquistarne di nuovi.

Sono nati così i siti on line di vendita dell’usato. In tali piattaforme è possibile trovare qualsiasi tipologia di prodotto: si va dagli indumenti alle automobili, dai complementi di arredo ai regali non desiderati, dalle piante alle attrezzature per il giardino e così via.

Le pagine che puoi utilizzare sono moltissime, ma alcune di queste sono più pubblicizzate di altre ed è per tale motivo che hai maggiori possibilità di ottenere un buon risultato se ti rivolgi ai siti più conosciuti.

In tal caso, inserire un annuncio è del tutto gratuito: la procedura da seguire è quella del cosiddetto login. In altri termini, devi registrarti fornendo le tue generalità (di solito, nome, cognome e indirizzo e-mail); compiuto tale passo, ti viene richiesto di indicare un nome utente (nickname) e una password che ti permettano di accedere al tuo profilo personale in qualsiasi momento. L’operazione di accesso al mercato virtuale si conclude così: in maniera semplice e rapida puoi rivolgerti a un vasto pubblico per promuovere i tuoi prodotti.

Sfruttando la visibilità del sito, puoi iniziare a inserire i tuoi annunci di vendita in assoluta libertà. È chiaro che, come avviene nella vita reale, anche nel mondo virtuale devi rispettare alcune regole. In particolare, non ti è consentito violare le disposizioni di legge né tantomeno il regolamento della pagina che stai usando: ad esempio, non puoi pubblicare offerte contrarie al buon costume, offensive di luoghi o persone, vietate dallo Stato e così via.

Se i prodotti che metti in commercio sono interessanti o piacciono a qualcuno verrai contattato attraverso i canali che tu stesso hai indicato (posta elettronica e numero di telefono) per concordare l’acquisto o per fornire ulteriori informazioni. Nel caso in cui sia impossibile recapitare il prodotto di persona (a causa, ad esempio, dell’eccessiva distanza tra i luoghi) è conveniente rivolgersi a un corriere: di regola, le spese di spedizione vengono poste a carico dell’acquirente.

Quando utilizzi una pagina web o un social network per mettere in vendita i tuoi prodotti, puoi incorrere nella tentazione di rispondere agli annunci di altre persone. In tal caso ti dobbiamo ricordare di fare attenzione: valuta bene la serietà dell’offerta e del venditore per evitare di imbatterti nelle comunissime truffe virtuali. Un elemento che ti può essere di aiuto è il numero di commenti positivi (o negativi) forniti sul venditore dagli altri utenti: in tal caso si parla tecnicamente di feedback.

I mercatini e i negozi dal vivo

Non tutti hanno le abilità o la voglia di accedere alle piattaforme virtuali. Per alcuni il confronto personale è ancora oggi un elemento fondamentale del rapporto di compravendita. Ed ecco che, anche in tal caso, il nostro sistema economico offre la pronta soluzione: il rigattiere. Con tale denominazione si fa riferimento a una figura professionale-  in via di estinzione – specializzata nell’acquisto e nella vendita di prodotti usati.

Oggigiorno non esiste più la persona che passa di casa in casa alla ricerca di materiale da acquistare, ma tale attività viene esercitata all’interno di appositi locali commerciali o nei mercatini settimanali itineranti.

Il contatto personale ti consente di evitare i pericoli del web e, quindi, di fare vendite e acquisti più sicuri. Tuttavia, sotto un diverso punto di vista, incontri lo svantaggio di non poter pubblicizzare accuratamente i tuoi prodotti che sono destinati a una cerchia più ristretta di potenziali acquirenti: sono visibili soltanto ai frequentatori del negozio o del mercato settimanale.

Ricettazione e incauto acquisto: attenzione alle denunce

Se vendere roba usata può essere allettante per i costi pari a zero e la possibilità di un rapido guadagno, vi sono anche dei pericoli seri cui si può andare incontro. Ci riferiamo alla realizzazione, consapevole o meno, di condotte penalmente rilevanti. E quanto detto vale sia per la tua posizione di venditore sia per la tua posizione di acquirente. In altri termini, sia che offri sul mercato sia che compri devi fare molta attenzione alla provenienza dei prodotti presenti in commercio.

Esistono due tipologie di reato che rappresentano l’uno il risvolto della medaglia dell’altro: si chiamano ricettazione e incauto acquisto. Vediamoli brevemente nel dettaglio.

Si configura il delitto di ricettazione ogni volta che qualcuno acquista un bene di provenienza illecita per procurare a se stesso o ad altri un profitto; viceversa, si parla di incauto acquisto quando si comprano dei beni di provenienza sospetta.

La sottile differenza tra i due reati sta nel cosiddetto elemento psicologico: mentre, infatti, nella ricettazione si ha la certezza della provenienza illecita del bene, nell’incauto acquisto si nutre soltanto un fondato sospetto.

Se, quindi, hai dei dubbi quando effettui un acquisto o metti in vendita un bene non tuo, fermati e rifletti attentamente: il gioco vale effettivamente la candela? È il caso di rischiare una denuncia e un procedimento penale?



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