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Coronavirus: ecco le conseguenze dello spread alto

13 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: ecco le conseguenze dello spread alto

Mercati a picco, probabile ulteriore indebitamento, Pil a rischio, entrate fiscali sospese: cosa ci si attende dall’Europa per non affondare.

Superata (si spera) la gaffe del governatore della Banca centrale europea, Christine Lagarde, sul ruolo dell’istituto di Francoforte nel contenimento dello spread, resta il problema di fondo: quali sono le conseguenze dell’impennarsi del differenziale tra Bund e Btp a causa dell’emergenza coronavirus e come si può tradurre l’aumento dello spread nella quotidianità dei cittadini.

La paura generata dal Covid-19 ed il bagno di sangue che da giorni ha tinto di rosso i mercati finanziari hanno fatto lievitare lo spread a livelli preoccupanti. Soprattutto perché in Europa l’effetto più pesante dell’emergenza sanitaria (e di riflesso di quella economica) in termini numerici deve ancora arrivare. Il che significa che se qualcuno (si legga «l’Ue e la stessa Bce» in primis) non fa qualcosa, ci sono dei validi motivi per preoccuparsi.

L’Unione europea illustrerà nelle prossime ore le sue mosse. Dovrebbe essere confermata la maggiore flessibilità sulle regole di bilancio e sugli aiuti di Stato. Potrebbe, inoltre, essere sospeso o fortemente ritoccato il Patto di Stabilità per consentire ai Paesi membri di aumentare il proprio deficit ed affrontare in modo più agevole ed efficace l’emergenza. Si spera che questa ricetta abbia degli effetti positivi anche sullo spread.

C’è da considerare che quando si alza di un centinaio di punti il differenziale tra Bund tedeschi e Btp, il conto per le casse dello Stato è piuttosto oneroso: quasi 2 miliardi il primo anno, circa 4 miliardi e mezzo il secondo, oltre 6 miliardi e mezzo il terzo anno. Il problema aggiunto è che, con l’emergenza coronavirus in corso e di fronte alla necessità di agevolare i contribuenti e le imprese, lo Stato di prepara ad incassare di meno in termini di versamenti fiscali. Insomma, gli schiaffi arrivano sulle due guance. Vuol dire che ci sarà bisogno di emettere altri titoli per cercare di fare cassa. E che, di conseguenza, aumenterà il debito pubblico.

Dall’Europa si attendono aiuti concreti, oltre a quelli teorici. Anche perché a questo quadro si aggiungerà inevitabilmente un’altra tinta fosca: il più che prevedibile rallentamento del Pil, cioè dell’indice di ricchezza del Paese, a causa del blocco o del pesante ridimensionamento dell’attività di molte aziende.



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