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La natura contrattuale del rapporto di lavoro

15 Maggio 2020 | Autore: Rosanna De Rosa
La natura contrattuale del rapporto di lavoro

Come si può riconoscere la natura contrattuale del rapporto di lavoro? Quali sono gli indici di subordinazione che caratterizzano il lavoro subordinato e che lo differenziano da quello autonomo?

Nel momento in cui accettiamo un lavoro, ci poniamo la domanda di come saremo inquadrati. Innanzitutto, è bene ricordare che un rapporto di lavoro può essere inquadrato in diverse forme e che la sua natura contrattuale va riconosciuta nello scambio tra lavoro e retribuzione. I rapporti di lavoro assumono una forte valenza costituzionale. Difatti, la nostra Costituzione pone il lavoro a fondamento della Repubblica come attività umana che rappresenta un elemento dinamico dello sviluppo civile, sociale e politico, non solo come fattore di sviluppo economico.

Pertanto, il diritto del lavoro nasce per disciplinare il rapporto di lavoro e per tutelare oltre che l’interesse economico, anche la libertà, la dignità e la personalità giuridica del lavoratore. Il contratto, dunque, è necessario perché abbia origine il rapporto di lavoro, e perché risulti che le parti, datore di lavoro e lavoratore, si siano accordate  per uno scambio tra remunerazione e prestazione lavorativa. In realtà, questo accordo non è lasciato alla libera scelta dei soggetti ma è regolato da leggi inderogabili.

Se, ad esempio, un’azienda ha bisogno di un lavoratore, bisogna capire il compito che andrà a svolgere e stabilire così quale tipologia contrattuale corrisponde alla collaborazione e applicare la relativa disciplina. Dunque, per stabilire la natura contrattuale del rapporto di lavoro bisogna mettere in rilievo non solo la volontà delle parti ma soprattutto il comportamento nello svolgimento del rapporto, in quanto i dati fattuali prevalgono su quelli formali. Ma procediamo con ordine per capire cosa vuol dire ciò, partendo dal contratto di lavoro.

Cos’è il contratto di lavoro?

Il rapporto di lavoro, nel nostro ordinamento, è un negozio giuridico che ha origine dal contratto [1] di lavoro. Quest’ultimo è un atto negoziale di natura obbligatoria che instaura un rapporto lavorativo tra le parti (lavoratore e datore di lavoro) a prestazioni corrispettive, cioè prevede la prestazione lavorativa, manuale o intellettuale, del lavoratore e la retribuzione come obbligo principale del datore di lavoro.

Pertanto, in questa fattispecie contrattuale, l’elemento determinante è lo scambio tra lo svolgimento dell’attività lavorativa da parte del lavoratore ed il pagamento della retribuzione da parte del datore di lavoro.

La natura contrattuale del rapporto può essere riconosciuta innanzitutto dalla volontà manifestata dalle parti nella stipulazione del contratto, ma bisogna fare riferimento anche alle modalità di svolgimento effettivo del lavoro che verrà spiegato in seguito.

Dunque, ricapitolando, possiamo dire che il contratto di lavoro presenta le seguenti caratteristiche:

  • è sinallagmatico, poiché trattandosi di un contratto a prestazioni corrispettive vuol dire che da una parte vi è la prestazione lavorativa e dall’altra la retribuzione;
  • è oneroso, in quanto è presente una retribuzione, che è indispensabile per la controprestazione dell’attività lavorativa;
  • è commutativo, cioè che le leggi stabiliscono l’attività lavorativa e la retribuzione;
  • è eterodeterminato, poiché il contenuto del contratto di lavoro è predeterminato dalla legge e dal contratto collettivo, per cui le parti non hanno libera scelta di negoziare.

Per quanto riguarda i criteri di scelta di un rapporto di lavoro, autonomo o subordinato, bisogna analizzare e valutare diversi aspetti per poter decidere di utilizzare un contratto piuttosto che un altro, quali:

  • la natura dell’attività lavorativa da conferire;
  • la modalità della prestazione lavorativa;
  • l’eventuale formazione nei confronti del lavoratore ed il costo del lavoro.

Per stabilire la natura di un rapporto si deve accertare se esiste o meno la subordinazione. Il rapporto di lavoro si può distinguere in due fattispecie: lavoro subordinato e lavoro autonomo. Di seguito, cercheremo di capire quali sono le caratteristiche e le differenze dell’uno e dell’altro.

Lavoro subordinato: nozione e caratteristiche

Il rapporto di lavoro subordinato[2] è una tipologia contrattuale caratterizzata dal vincolo di subordinazione del lavoratore che, in cambio della retribuzione, presta il proprio lavoro alle dipendenze e sotto la direzione di un altro soggetto. Gli elementi essenziali che caratterizzano questo rapporto di lavoro sono la collaborazione e la subordinazione.

La collaborazione rappresenta il vincolo che lega un soggetto a partecipare all’attività lavorativa di un altro soggetto e si concretizza nella continuità con cui il lavoratore mette a disposizione le sue energie e le sue capacità a servizio del datore di lavoro.

La subordinazione implica che il contenuto della prestazione lavorativa sia determinata dal datore di lavoro. Difatti, i lavoratori subordinati sono sottoposti ad un vincolo in base al quale spetta al datore di lavoro e, in sua vece, ai suoi collaboratori gerarchicamente superiori, il potere di impartire direttive e disposizioni tecnico-organizzative idonee a migliorare la produttività dell’impresa. Il prestatore di lavoro gestisce l’attività lavorativa senza rischi propri e con obbligazione di mezzi, poiché è sotto il potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro.

In altre parole, il lavoratore svolge mansioni nel tempo e nel luogo che gli si viene chiesto, pertanto la prestazione lavorativa è integrata funzionalmente e strutturalmente nell’organizzazione produttiva del datore di lavoro per mezzo di attività di coordinamento svolta dallo stesso. Altra caratteristica del rapporto di lavoro subordinato è la dipendenza o inferiorità economica del lavoratore rispetto al datore, ragion per cui si è sviluppata una legislazione protettiva e garantista a riguardo. Il datore offre lavoro sotto la propria dipendenza e mediante retribuzione compra la prestazione lavorativa, si pensi ad esempio ad un operaio che lavora in una fabbrica.

Per quanto riguarda la retribuzione si fa riferimento al contratto collettivo di categoria in base alla qualifica attribuita al lavoratore ed alle mansioni svolte; è proporzionata alla qualità ed alla quantità del lavoro prestato, come stabilito dalla Costituzione[3]. Inoltre, il lavoratore subordinato beneficia di una tutela previdenziale ed assistenziale che si realizza attraverso le assicurazioni sociali obbligatorie.

La durata della prestazione lavorativa (compresi riposi giornalieri, settimanali e annuali) e la formazione del prestatore di lavoro sono regolamentati dalle leggi.

In sintesi, gli indici della subordinazione che identificano la qualificazione del rapporto di lavoro sono:

  • l’eterodirezione dell’attività lavorativa, ossia l’assoggettamento del prestatore di lavoro al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, pertanto il lavoratore deve eseguire la mansione per cui è stato assunto nei tempi e secondo le modalità previste dal datore di lavoro;
  • l’assenza del rischio in capo al lavoratore;
  • la continuità della prestazione lavorativa;
  • la periodicità della retribuzione, con pagamento dei contributi da parte del datore di lavoro nei confronti del lavoratore.

Lavoro autonomo: nozione e caratteristiche

Il rapporto di lavoro autonomo[4] si realizza quando una persona, solitamente professionista o artigiano, si obbliga a compiere dietro corrispettivo un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione nei confronti di un altro soggetto, detto committente. Il lavoratore autonomo si trova in una posizione di indipendenza nella gestione dei tempi, dei luoghi e delle modalità organizzative della propria attività, che è diretta alla realizzazione di un risultato finale.

In tal senso, il lavoratore gestisce a proprio rischio l’organizzazione dell’impresa, per cui è libero di decidere il come, il quando e il dove svolgere l’attività lavorativa, perché trattasi, appunto, di lavoro autonomo. Il corrispettivo che gli spetta è stabilito non tanto dal tempo impiegato, come avviene per il lavoratore subordinato, ma in correlazione al risultato finale (cosiddetto contratto d’opera) ed è stabilito direttamente dalle parti.

Infatti, la forma tipica del lavoro autonomo è quella della prestazione d’opera con l’obbligazione di risultato, ad esempio si pensi ad un artigiano che deve fare un mobile, ma vi rientra anche la prestazione d’opera intellettuale con obbligazione di mezzi, cioè utilizzando i mezzi che si hanno a disposizione, si pensi in questo caso alla libera professione di un avvocato o di un medico.

Che cosa significa la volontà cartolare (o nomen iuris)?

Quando c’è un rapporto di lavoro bisogna individuare la qualificazione giuridica del contratto di lavoro. Secondo la giurisprudenza per stabilire la natura del rapporto di lavoro non bisogna fare solo riferimento alla volontà cartolare (cosiddetta nomen iuris), ossia alla denominazione, autonomo o subordinato, attribuita al contratto, ma tenere conto del comportamento che le parti hanno avuto durante lo svolgimento del rapporto lavorativo rispetto alla volontà manifestata in sede di conclusione del contratto.

Pertanto, il contratto deve combaciare con lo svolgimento effettivo della prestazione lavorativa, altrimenti è prevista la riqualificazione che porta alla modifica del contratto. Ciò, ovviamente, non avviene in automatico ma tramite processo del lavoro.

In tal caso, il giudice non è vincolato dalla volontà cartolare, sebbene sia un elemento fondamentale, per cui in sede di accertamento si attiene alle concrete modalità di svolgimento del rapporto e non basandosi sulla volontà espressa dalle parti [5], cosicché da poter attribuire una diversa qualificazione giuridica al rapporto di lavoro. Quindi, si darà prevalenza alla sostanza piuttosto che alla forma risultante dal contratto.



Di Rosanna De Rosa

note

[1] Art. 1321 cod. civ.

[2] Art. 2094 cod. civ.

[3] Art. 36 Cost.

[4] Art. 2222 cod. civ.

[5] Cass. sent. n. 2885 del 10.02.2014.


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