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Quanti conti bancari si possono avere

20 Marzo 2020 | Autore:
Quanti conti bancari si possono avere

Eventuali limiti e convenienza ad avere più conti correnti.

Per tutti noi, il conto corrente bancario è diventato uno strumento essenziale per gestire i propri risparmi. Ad esempio, è utilizzato per depositare i guadagni, quali lo stipendio o le entrate della nostra attività professionale. Oppure, mediante la cosiddetta operatività online, lo utilizziamo per saldare i corrispettivi dovuti per l’acquisto di beni e/o servizi. In quest’ottica, nella maggior parte dei casi, siamo titolari di un unico conto, non avendo l’esigenza di aprirne un secondo, magari radicato presso un altro istituto. Tuttavia, non c’è ragione di escludere che qualcuno, tra i lettori, possa essere interessato ad avere più conti correnti. Se ciò dovesse essere il tuo caso, la domanda nascerebbe spontanea: quanti conti bancari si possono avere?

In particolare, desideri una risposta al presente quesito, perché sei stato sottoposto ad un pignoramento del tuo conto per alcuni debiti pregressi e, poiché hai bisogno di operare, vorresti appoggiarti ad un’altra banca per radicare in essa il pos necessario ai pagamenti della tua attività. Oppure ritieni opportuno avere un secondo conto bancario, in quanto sul primo transitano le operazioni di entrate ed uscita relative al tuo lavoro mentre sull’altro vorresti gestire le spese di natura strettamente personale. Insomma, le motivazioni potrebbero essere le più svariate. Resta, pertanto solo da capire se esiste un limite o meno a questo tua possibile scelta e se la cosa possa convenire sotto vari punti di vista.

Più conti bancari: convenienza

Prima di aprire un altro conto corrente bancario, una delle domande a cui devi rispondere, è, sicuramente, quella concernente i costi. Avere un secondo o anche un terzo istituto bancario di appoggio non è, infatti, gratuito, essendo necessario affrontare le spese di apertura e gestione del nuovo contratto.

Ad esempio, ci sono l’imposta di bollo pretesa dallo Stato che sarà accreditata regolarmente oppure gli importi che la banca accrediterà per le operazioni che saranno compiute durante l’anno. Insomma, gli oneri potrebbero variare a seconda della banca prescelta e in alcuni casi essere persino limitati al minimo, ma, comunque, non dimenticare di valutare l’aspetto qui in esame, prima di sottoscrivere qualsivoglia contratto.

Più conti bancari: gli aspetti fiscali

Qualcuno potrebbe pensare che la titolarità di più conti bancari possa essere valutata come un indice di benessere economico; una sorta, quindi, di campanello di allarme per il Fisco, il quale verrebbe attratto dal contribuente titolare di più conti correnti, poiché ritiene che tale circostanza sia la prova di un certo reddito, magari molto più alto di quello effettivamente percepito e non dichiarato. Ovviamente, si tratta di un timore infondato, perché l’Agenzia delle Entrate, in grado di acquisire dati sui nostri conti bancari, non può certo procedere e definire un accertamento a carico di qualcuno soltanto perché il cittadino di turno si appoggia a più istituti bancari. Pertanto, se sei in regola col fisco, puoi, tranquillamente avere più conti bancari senza temere alcunché.

Più conti bancari: per sfuggire ai creditori?

Se sei debitore di un certo importo e la persona a cui lo devi è munito di un titolo esecutivo che l’accerta, quale ad esempio una sentenza o un decreto ingiuntivo, tra le tante opzioni a disposizione del predetto creditore c’è quella del pignoramento del tuo conto bancario.

In pratica, dopo averti inviato il cosiddetto atto di precetto, con il quale ti viene intimato il pagamento della somma dovuta entro dieci giorni, puoi ricevere il successivo atto di pignoramento presso terzi. Con questo, l’avvocato della controparte, di fatto, blocca il tuo conto bancario e le somme in esso depositate, nell’attesa di vedersele assegnare dal giudice dell’esecuzione, a titolo di pagamento del debito e delle spese. Si tratta, evidentemente, di una possibilità, alla quale vorresti sottrarti. Per questo motivo, ritieni opportuno aprire un secondo conto bancario per sfuggire alle grinfie del tuo creditore. In questo modo, riusciresti a raggiungere lo scopo voluto?

Mi spiace deluderti, ma la risposta alla domanda appena posta non può essere positiva. Devi sapere, infatti, che la legge consente, anche ai privati, di accedere alla cosiddetta anagrafe dei rapporti finanziari del proprio debitore [1].

In sostanza, il creditore, munito di un titolo esecutivo, quale potrebbe essere il decreto ingiuntivo ottenuto per il mancato saldo di una fattura, in mancanza di ogni pagamento successivo all’invio dell’atto di precetto, può farsi autorizzare dal tribunale ad avere queste informazioni. Lo può fare con un semplice ricorso, dai costi non eccessivi (il contributo unificato previsto è di € 43,00). Ottenuta tale autorizzazione, il legale del tuo creditore invia tutta la documentazione alla sede regionale dell’agenzia delle entrate, chiedendo di avere le informazioni relative ai conti intestati al debitore in esame. Questa, all’incirca entro due mesi, evade la richiesta e, previo pagamento di un piccolo contributo economico, rilascia le indicazioni relative ai rapporti bancari della persona in oggetto. Pertanto, sappi che aprire più conti bancari non sarà un’operazione che ti metterà a riparo dai creditori più accaniti.


note

[1] Art. 492 bis cod. proc. civ.


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