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Come salvare i risparmi in banca dal Coronavirus

13 Marzo 2020 | Autore:
Come salvare i risparmi in banca dal Coronavirus

Depositi bancari, investimenti in Btp e altri titoli di Stato, titoli azionari, fondi comuni: come proteggere il valore degli investimenti durante l’emergenza.

L’emergenza Coronavirus ha una parte incontrollabile: è quella economica. Sul versante sanitario, invece, la maggior parte dei risultati dipendono da noi. Tutto è più gestibile con alcuni semplici accorgimenti, come lavarsi le mani spesso o restare a casa il più possibile; lo sappiamo bene. Chi contrae il contagio può affidarsi alle cure mediche.

Sul fronte economico e finanziario invece le cose non sono altrettanto semplici. I patrimoni – dai piccoli e sudati risparmi in banca della maggior parte degli italiani ai grandi depositi di pochi ricchissimi investitori – sono esposti alle tempeste e si volatilizzano come neve al sole.

Basta un qualsiasi allarme, un cambio di umore dei mercati, una dichiarazione infelice come quella di ieri della presidente della Bce che ha suscitato sconcerto perché sembra dire che ogni Paese europeo debba arrangiarsi da sé di fronte alle tempeste finanziarie.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato costretto a intervenire, richiamando le istituzioni europee alla solidarietà e a non frapporre ostacoli. Ma ormai il danno era fatto: proprio ieri l’Italia ha avuto il crollo di Borsa più grande di tutti i tempi. In una sola giornata ha perso quasi il 17%, con punte molto peggiori per alcuni titoli. Sono stati bruciati in un colpo solo circa 84 miliardi di capitalizzazione.

Oggi quindi quei titoli azionari valgono, al prezzo di scambio, un quinto in meno di ieri: una perdita pesantissima. Ma anche chi ha in portafoglio titoli di Stato non se la passa meglio: con la Borsa in picchiata, lo spread schizza verso l’alto e infatti ieri ha raggiunto la soglia di 262 punti. Così il rendimento del titolo Btp decennale italiano è salito all’1,89%. Anche su questo versante, decine di miliardi sono andati in fumo.

Un costo enorme per i risparmiatori italiani che posseggono questi titoli di Stato ma anche in seconda battuta per tutti i cittadini chiamati a sostenere i costi del debito pubblico: è inevitabile in queste condizioni che i prezzi dei Btp nelle prossime aste saliranno, offrendo rendimenti maggiori a chi li sottoscrive ma costringendo lo Stato a pagare un prezzo maggiore in termini di minori incassi all’atto della vendita dei buoni e di maggiori interessi da corrispondere durante la loro vita, che è spesso molto lunga.

Come deve comportarsi chi conserva i suoi soldi in banca, per salvare i suoi risparmi durante l’emergenza? Dipende dal tipo di impiego, dal modo in cui il denaro è custodito, impiegato o investito. Analizziamo una per una queste diverse situazioni.

Conti correnti e depositi

Se hai un conto corrente, normale o vincolato a una certa durata del deposito, puoi stare abbastanza tranquillo: l’emergenza Coronavirus non ti toccherà, neppure nel caso in cui le cose si mettessero veramente male. In favore dei risparmiatori opera, infatti, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che arriva come un paracadute a rimborsarti nel caso in cui la tua banca non fosse in grado di restituirti i soldi a causa di un fallimento o di un altro tipo di crac finanziario.

Attenzione però: il Fondo opera solo fino a 100mila euro di valore, riferito a ciascun conto corrente o deposito; non sono coperte le somme maggiori.

Btp e altri titoli di Stato 

Se possiedi Btp o altri titoli di Stato come i CctEu, devi preoccuparti un po’ di più. Come abbiamo visto, il loro valore è esposto alle oscillazioni, ormai pressoché quotidiane, dello spread. Cambia in continuazione il loro prezzo e il loro rendimento: se li avevi acquistati da tempo, o anche solo il mese scorso, devi sapere che oggi valgono molto meno di quando li avevi comprati.

Questo significa che se li rivendessi ora ci rimetteresti parecchio. Se invece li conservi in portafoglio fino alla loro naturale scadenza, non dovresti avere problemi: l’Italia non è a rischio default nonostante il Coronavirus e appare in grado di rimborsare il capitale di questi titoli e di garantire il pagamento delle cedole periodiche.

Se vuoi un esempio, proprio oggi il grande gruppo di assicurazioni, le Generali, ha diffuso la relazione con i suoi dati di bilancio; possiede circa 60 miliardi di euro di Btp e l’amministratore delegato ha dichiarato di non nutrire preoccupazioni particolari sullo spread italiano. Nonostante il recente deprezzamento, non li venderanno, e certo non ora.

Azioni e altri investimenti nelle Borse

In questo ambito, il rischio è notevolmente maggiore, per non dire massimo, come dimostrano i fatti accaduti con il crollo delle Borse di ieri, che non ha lasciato immune nemmeno gli Usa: anche Wall Street ha perso circa il 10% in un’unica seduta.

Non trascurare il fatto che il Coronavirus è un fenomeno mondiale – non a caso è stato dichiarato pandemia – quindi non c’è un Paese o un settore economico che sfugga alla tendenza negativa.

Un esempio concreto: proprio ieri le azioni Diasorin, un’importante azienda farmaceutica che sta lavorando a un nuovo test rapido di diagnostica del Coronavirus, hanno perso l’-8,85%. È stato l’unico titolo dell’indice a non accusare perdite a due cifre, ma non è stato immune dal calo generalizzato delle Borse.

Questo dimostra che il tuo patrimonio investito in Borsa in qualsiasi forma – con l’acquisto diretto di singoli titoli oppure attraverso fondi comuni specializzati gestiti dalla tua banca – non è al riparo e inevitabilmente questa crisi in atto ne farà diminuire il valore. Si spera che la perdita sia momentanea e che verrà presto riassorbita quando la pandemia cesserà e riprenderà a funzionare il normale circolo produttivo e commerciale, ora quasi del tutto fermo.

Se le aziende quotate non fanno profitti è inevitabile che i prezzi delle loro azioni scendano. Anche qui vale il consiglio: di fronte alla discesa o ai veri e propri crolli, non farti prendere dall’emotività e non vendere i titoli se non hai uno specifico motivo per farlo. Quella che adesso è solo una perdita teorica diventerebbe concreta e liquideresti i tuoi investimenti proprio in uno dei momenti peggiori per farlo. Anzi, se hai costruito un portafoglio diversificato e adatto alle tue esigenze – dunque non sei costretto a vendere in perdita perché in questo momento non hai bisogno dei capitali investiti – neppure il Coronavirus dovrebbe preoccuparti troppo.

Se invece avevi acquistato i titoli attraverso un fondo o una gestione patrimoniale della tua banca, considera che i gestori si sono già attrezzati per ribilanciare il portafoglio complessivo, cioè da spostare le risorse investite da un settore all’altro, ad esempio aumentando la percentuale dell’obbligazionario e riducendo l’esposizione nel settore azionario; tutto questo in modo da assorbire buona parte dei contraccolpi anche grazie alla diversificazione (la Borsa italiana pesa circa il 2% dell’indice mondiale) e attutire le perdite.

Se hai altri tipi di investimento o vuoi decidere adesso il modo di impiegare i tuoi risparmi, leggi anche cosa fare con i soldi in banca.


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