Coronavirus: i militari dell’Esercito diventano poliziotti

13 Marzo 2020
Coronavirus: i militari dell’Esercito diventano poliziotti

Gli appartenenti alle forze armate impiegati nell’emergenza ottengono la qualifica di agenti di pubblica sicurezza.

I militari dell’Esercito italiano che sono impiegati nei controlli su strada ottengono la qualifica di agente di pubblica sicurezza: lo prevede una nuova circolare del ministero dell’Interno, emanata per il contrasto all’emergenza Coronavirus.

La circolare del Viminale, diffusa dall’agenzia stampa Adnkronos, stabilisce che “Al personale delle forze armate impiegato, previo provvedimento del prefetto competente, per assicurare le misure di contenimento” è attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza.

Quindi, adesso anche le forze armate, e non solo le forze dell’ordine, possono essere impiegate per controllare che i cittadini rispettino le prescrizioni contenute nel decreto emanato dal premier Giuseppe Conte e, in particolare, quello di non uscire di casa salvi i casi di assoluta necessità, come le esigenze di lavoro o di salute.

Questo significa anche che i militari, come gli appartenenti alle forze di Polizia, possono effettuare i controlli su strada – limitatamente alla verifica del rispetto dei divieti di uscire di casa stabiliti dal Decreto – chiedere documenti, verbalizzare; inoltre, acquisiscono lo status di pubblico ufficiale con tutto ciò che comporta, ad esempio rendere false dichiarazioni nell’autocertificazione sui motivi dello spostamento oppure compiere nei loro confronti atti di violenza, minaccia o resistenza.

Il ministero dell’Interno ha voluto rafforzare ”le nuove e più stringenti” misure di contenimento del Coronavirus, affiancando alle forze di Polizia, come la stradale, la ferroviaria, gli ordinari reparti della Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e le Polizie locali e municipali, anche le forze armate e specialmente l’Esercito (con l’impiego che viene disposto di volta in volta dai Prefetti in ciascuna provincia), in modo da garantire “l’effettività per la sanzione prevista e il raggiungimento degli obiettivi di deterrenza di comportamenti” che violano i divieti.

Il Viminale ricorda ancora che “va evitato ogni spostamento dalla propria abitazione se non per validi motivi tra cui ci sono le ”esigenze lavorative, di salute e di necessità da comprovare”.

La circolare contiene utili precisazioni in tema di spostamenti “con particolare riferimento a quelli all’interno di uno stesso Comune“: nel documento, si legge che gli spostamenti sono consentiti “per comprovate esigenze primarie non rinviabili” come andare a fare la spesa, portare fuori animali domestici, svolgere attività sportiva e motoria all’aperto, “rispettando la distanza interpersonale di almeno un metro”.


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