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Non dovuto all’amministratore di condominio il compenso extra per i lavori sul palazzo

1 ottobre 2013


Non dovuto all’amministratore di condominio il compenso extra per i lavori sul palazzo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 ottobre 2013



Addio compenso straordinario all’amministratore per aver seguito i lavori di straordinaria amministrazione sullo stabile o stipulato il contratto con la ditta appaltatrice: se non c’è una delibera assembleare preventiva, è illegittima qualsiasi pretesa.

Ecco una buona notizia per i proprietari di appartamenti sempre in ritardo coi pagamenti delle rate condominiali. Una recente sentenza della Cassazione, infatti, ha definitivamente tagliato tutti i “compensi” extra pretesi dagli amministratori per i lavori sull’edificio.

Ma facciamo un passo indietro e comprendiamo di che si tratta.

È già difficile, di questi tempi, far fronte ai lavori del condominio di straordinaria amministrazione (come quelli di ristrutturazione o di riparazione di parti comuni): si tratta, infatti, quasi sempre di spese urgenti, improvvise e onerosissime. Se poi oltre a tali importi si è costretti a versare anche il “compenso extra” preteso dall’amministratore di condominio per la sua attività di “supervisione” dei lavori o per aver stipulato il contratto con l’impresa appaltatrice, allora il conto finale potrebbe diventare un vero e proprio salasso.

Ma ieri è finalmente intervenuta la Cassazione [1] a chiarire che tali emolumenti imposti dall’amministratore per aver seguito in prima persona tutte le fasi di esecuzione dei lavori non sono dovuti se l’assemblea non li ha preventivamente deliberati e autorizzati. Dunque, l’attività dell’amministratore di controllo delle opere di straordinaria amministrazione rientrano nel suo forfait annuale, già stabilito al momento del conferimento del suo incarico, e non va retribuito a parte [2]. Per ogni compenso ulteriore è necessaria una specifica delibera condominiale.

note

[1] Cass. sent. n. 2213/13 del 30.09.13.

[2] Confronta anche Cass. sent. n. 3596/2003.

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3 Commenti

  1. Non capisco tutto questo trionfalismo; a voi sembra tanto normale che un amministratore debba caricarsi di tutte le responsabilità che gravano su una ristrutturazione dell’immobile, gratis?

    Scusate, ma VOI lo fareste?

    Ovviamente è meglio decidere prima, in Assemblea, l’entità del compenso; ma che questo, in caso di mancata specificazione, sia semplicemente non dovuto. mi pare non corretto.

  2. Tutto questo sembra letteralmente una vergogna, e va contro ogni “criterio di giusta attribuzione dei compensi professionali” che le normative anche recenti pongono a tutela della quantificazione delle parcelle anche dopo l’abolizione dei minimi tariffari che hanno colpito molti ordini professionali (se non praticamente tutti). Criteri che starebbero a tutelare la dignità e integrità professionale e morale dei professionisti peraltro sempre più tartassati da obblighi di formazione e aggiornamento professionale, nonchè da responsabilità civili e penali. Non per ultima questa categoria degli amministratori, sta sprofondando in un marasma di “ostilità burocratiche” e adempimenti, vessata per giunta dall’inflazione d’offerta che si prospetta dalla irrimediabile orgia di corsi di formazione, sui quali finalmente (per loro) le associazioni di categoria sono riuscite a rendere obbligatori (col solito magna magna all’italiana che ne scaturirà). Complimenti.

  3. Comunque vanno lette per esteso le sentenze che fanno appunto apposite ed opportune distinzioni, come nel caso di professionisti iscritti ad albi professionali, e nei casi in cui la quantificazione dell’emolumento accettato in assemblea abbia comunque distinto le specifiche attività per cui veniva quantificato.. Per cui solo gli sprovveduti si vedranno “sottratti” dei diritti a mio parere comunque leggittimi da rivendicare.. (perchè in caso di problemi o attribuzioni di responsabilità, è comunque il malcapitato che ne risponde..!)

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