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Coronavirus: dichiarato lo stato di allarme in Spagna

13 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: dichiarato lo stato di allarme in Spagna

Il premier Sanchez annuncia il provvedimento. Limitazioni sulla circolazione e sull’uso dei beni di prima necessità. Possibile l’occupazione delle aziende.

Dopo l’Italia, anche la Spagna prende delle misure drastiche per contenere il più possibile la diffusione del coronavirus. Il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha annunciato pochi minuti fa il piano straordinario del suo Governo. Un provvedimento che, sulla carta, si presenta molto più duro rispetto a quello illustrato appena un paio di giorni fa dal suo omologo italiano Giuseppe Conte.

Sanchez ha decretato lo stato di allarme in tutto il Paese, inizialmente, per due settimane. Nello specifico, sono previsti:

  • la limitazione o la sosta di persone o veicoli in determinate fasce orarie;
  • la possibilità di confiscare qualsiasi bene e di imporre delle prestazioni personali obbligatorie;
  • l’occupazione temporanea di industrie, fabbriche, laboratori o locali di ogni tipo, ad eccezione delle abitazioni private;
  • la limitazione o il razionamento dei servizi e dei beni di prima necessità;
  • gli ordini opportuni per garantire il rifornimento dei mercati ed il funzionamento dei servizi dei centri in cui vengono prodotti i beni di prima necessità.

La Costituzione spagnola consente al Governo di decretare lo stato di allarme in quattro casi, tra cui quando si verifica «una crisi sanitaria come una un’epidemia o una situazione di contagio grave». Per i primi 15 giorni la decisione spetta all’Esecutivo. Se, invece, lo stato di allarme dovesse essere prolungato, spetterebbe al Parlamento pronunciarsi in merito.

In Spagna, secondo l’ultimo dato ufficiale, ci sono quasi 3.800 persone contagiate e 84 morti. «Ma non si esclude – ha avvertito Sanchez – che si arrivi a 10mila contagi la prossima settimana». La chiusura totale era già stata adottata questa mattina nella regione della Catalogna, cioè nelle quattro province che fanno capo a Barcellona. Anche a Madrid, la città in cui si registra il maggior numero di vittime da coronavirus (2.000 casi positivi e 40 decessi), le strade sono semivuote a causa delle restrizioni in vigore da qualche giorno, mentre in Andalusia erano già state chiuse tutte le scuole.

Restrizioni importanti erano state messe in atto da qualche giorno nei principali siti turistici spagnoli, tra cui l’Alhambra di Granada, la Sagrada Familia di Barcellona, il Museo del Prado de Madrid o il Guggenheim di Bilbao.

È la seconda volta nella storia della giovane democrazia spagnola (ha poco più di 40 anni) che viene decretato lo stato di allarme. La prima fu nel 2010, quando il Consiglio dei ministri, allora presieduto da José Luis Rodriguez Zapatero, militarizzò le torri di controllo degli aeroporti dopo che i controllori aerei abbandonarono il posto di lavoro con uno sciopero senza precedenti.



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