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Lo sai che? Iva al 22%: quali prezzi aumentano e quali restano fermi

Lo sai che? Pubblicato il 1 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 ottobre 2013

Con l’aumento dell’IVA ordinaria dal 21 al 22%, restano fermi solo i prezzi dei beni che scontano l’IVA agevolata al 4 e al 10%.

 

Oggi l’Iva ordinaria passa dal 21% al 22%. Questo significa un aumento significativo dei prezzi di una gran parte dei prodotti al consumo.

A farne le “spese” saranno i consumatori – unici soggetti che non possono scaricare l’imposta sul valore aggiunto – nonché i professionisti nel regime dei minimi.

Secondo l’ufficio studi della Ggia di Mestre, i prodotti più colpiti dall’inevitabile rincaro saranno l’abbigliamento, le calzature, mobili ed elettrodomestici.

Ma quali beni scontano l’Iva al 22%? Si tratta certamente della gran parte dei prodotti che assorbono il nostro reddito. In pratica, sono soggetti all’Iva ordinaria del 22% tutti quei beni che non rientrano nell’Iva speciale del 4 e del 10%. Pertanto, l’unico modo per capire su cosa incideranno gli aumenti è di elencare i beni con l’Iva agevolata. Eccoli:

 

IVA al 4%

burro, formaggi e latticini, ortaggi, legumi, frutta, frumento, farina, olio, pasta, giornali,

case di abitazione non di lusso, canoni di abbonamento alle radiodiffusioni, alimenti acquistati presso bar, ristoranti, prestazioni socio-sanitarie, appalti su edifici per prima casa,

IVA 10%

carne, pesce, yogurt, latte  fresco, uova, miele, prodotti di origine animale, uva da vino, tè, spezie, riso, avena, zucchero, frutta, acqua, legna da ardere, energia elettrica per uso domestico, prodotti petroliferi per uso agricolo e per la pesca in acque interne, spettacoli  teatrali  di  qualsiasi  tipo,  metano, appalti su edifici per case non di lusso.

Quali beni sono interessati dalla nuova IVA al 22%?

Non solo gioielli, viaggi, trattamenti estetici e di benessere. A subire l’incremento dell’aliquota Iva sono anche beni e servizi non di lusso. Dall’abbigliamento alla cartoleria, dai prodotti per l’igiene personale a quelli per animali.

Le categorie merceologiche che da oggi diventano un po’ più care sono tante e riguardano la vita quotidiana delle famiglie, dal risveglio mattutino fino all’ora di andare a dormire.

La nuova aliquota del 22% farà aumentare il prezzo del dentrificio con il quale ci si lava i denti al mattino, ma anche quelli del tablet con il quale si leggono le news, dell’abbonamento internet attraverso il quale ci si connette alla rete, del caffè con il quale si prepara la moka in cucina e delle scarpe nuove che s’indossano prima di uscire.

A spaventare sono anche le spese per la casa: mobili ed elettrodomestici diventano un po’ più cari, anche se ieri Ikea, il colosso dell’arredamento low cost, ha fatto sapere che assorbirà l’aumento dell’aliquota senza trasferirlo sui prezzi. Lo stesso farà Esselunga, la catena di supermercati che ieri ha annunciato di non modificare «la propria politica commerciale volta al contenimento dei prezzi, neppure a fronte della recente normativa che prevede l’incremento dell’Iva di un punto percentuale su determinate merceologie (30% del totale)». Anche la Coop cerca di andare incontro ai consumatori: «Coop – si legge in un comunicato diffuso ieri – opererà per limitare gli effetti dell’aumento dell’Iva e chiederà ai propri fornitori di collaborare a questo obiettivo».

A tavola l’incremento Iva riguarderà soprattutto le bevande: l’aliquota al 22% si applica da oggi su bevande gassate, superalcolici, spumanti, birra, succhi di frutta, vino e perfino sull’acqua minerale.

L’aumento Iva inciderà anche sullo shopping: abbigliamento, calzature, borse, accessori e pelletteria. Lo stesso vale per i servizi di lavanderia, riparazione e noleggio di abiti.

Pesano di più sul bilancio familiare anche le spese per hobby e passioni: chi ama praticare uno sport dovrà sborsare cifre più consistenti sia per acquistare articoli sportivi sia per noleggiare un campo da tennis o da calcetto. E anche gli strumenti musicali e gli articoli per giardinaggio subiscono un rincaro a partire da oggi, così come i prodotti per gli animali.

L’aumento dell’aliquota modificherà anche le tariffe sui servizi legali e di contabilità resi dai professionisti.

Chi pensa che un buon modo per risparmiare sia restare a casa deve fare i conti con il rincaro dei servizi: non costerà di più solo il nuovo televisore, ma anche l’abbonamento alla pay tv; non aumenterà solo il prezzo degli smartphone ma anche quello delle tariffe telefoniche. L’Iva «colpisce» anche chi non esce dalle mura domestiche.


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