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Indagine bancaria persona fisica

18 Maggio 2020 | Autore:
Indagine bancaria persona fisica

Controllo conto corrente bancario o postale del debitore: come si fa? Ricerca telematica dei beni: cos’è e come ottenerla? Indagine bancaria privata: come fare?

L’inquilino a cui hai affittato il tuo appartamento non paga il canone oramai da mesi; vai dal tuo avvocato e intraprendi una regolare procedura di sfratto. Ottenuto il rilascio dell’immobile, sei interessato ad avere anche la restituzione delle somme che ti spettano per via dei canoni di affitto arretrati. Il problema, però, è che l’inquilino sfrattato non ha immobili né un’auto; per colmo di sfortuna, non lavora nemmeno. Come farai a recuperare i soldi che ti deve? È questo uno dei casi tipici in cui serve un’indagine bancaria su persona fisica.

In pratica, se il creditore non sa come ottenere ciò che gli spetta, nel senso che non sa quali beni “aggredire” in quanto il debitore sembra nullatenente, ciò che può fare è compiere un vero e proprio controllo dei conti correnti bancari o postali intestati al debitore. Se hai dieci minuti di tempo, prosegui nella lettura: vedremo come e quando si può fare un’indagine bancaria su una persona fisica.

Indagine bancaria: in cosa consiste?

In cosa consiste realmente un’indagine bancaria? Come il nome suggerisce, si tratta di un’attività volta a risalire ai rapporti bancari (o postali) di cui è titolare un determinato soggetto.

In altre parole, l’indagine bancaria è una piccola investigazione fatta sui conti correnti altrui al fine di sapere se una persona (in genere debitrice di un’altra) abbia un patrimonio da aggredire.

L’indagine bancaria (o postale, a seconda dell’istituto di credito) serve non solo a scoprire se si è titolari di un conto corrente, ma anche se si posseggono altri strumenti in un certo senso equiparabili, come ad esempio titoli d’investimento, depositi, buoni fruttiferi, carte di pagamento (pensa alle prepagate, ad esempio), ecc.

Il problema dell’indagine bancaria, però, è che essa si scontra inevitabilmente col diritto alla privacy da cui è protetto ogni cliente delle Poste o della banca: in altre parole, ogni correntista è necessariamente tutelato dal diritto di non veder divulgati i propri rapporti a terze persone. Ecco allora che si pone il primo problema da affrontare: quando si può fare un’indagine bancaria? Scopriamolo insieme.

Indagine bancaria: quando si può fare?

Come ti spiegherò di qui a breve, un’indagine sui beni del debitore è legalmente giustificata solamente in presenza di un credito che è stato azionato in tribunale.

Detto in altre parole, non è mai lecito chiedere a una banca se un soggetto è titolare o meno di conti correnti o di altri rapporti presso l’istituto: il direttore o l’operatore della banca o delle Poste, infatti, non è tenuto a rivelare nulla di tutto ciò.

Secondo la legge, soltanto quando il creditore è in possesso di un titolo esecutivo (pensa a un decreto ingiuntivo non opposto) che giustifica il recupero coattivo del credito è possibile avviare un’indagine bancaria in piena regola.

Tuttavia, molte persone preferiscono essere certi sin da subito se il proprio debitore sia intestatario di qualche conto corrente, in modo tale da non trovarsi ad avere azionato inutilmente la (costosa e lenta) macchina giudiziaria.

In altre parole, chi vanta un credito nei confronti di un’altra persona spesse volte preferisce assicurarsi immediatamente se il debitore ha dei soldi in banca, così che, se l’esito dell’indagine è negativo, desiste sin dapprincipio dall’intraprendere la strada del ricorso ai tribunali.

Tutto ciò ci rimanda al problema di capire come si fa un’indagine bancaria su una persona fisica. In altre parole: come si fa a sapere se una persona è intestataria di un conto corrente o di altro rapporto giuridico con la banca o con le Poste? Esistono due modi:

  • la ricerca telematica dei beni del debitore, autorizzata da apposito provvedimento del giudice;
  • la ricerca compiuta da società e agenzie private.

Indagine bancaria autorizzata dal tribunale: cos’è?

Il primo modo di effettuare un’indagine bancaria su una persona fisica consiste nel formulare un’apposita istanza al presidente del tribunale affinché autorizzi a compiere la ricerca telematica non solo dei rapporti bancari o postali del debitore, ma di tutti i suoi beni in generale.

Per ottenere tale autorizzazione, però, occorre che il creditore abbia già notificato al debitore il titolo esecutivo (che gli riconosce formalmente il suo diritto di credito) e il precetto. Solo dopo aver compiuto questi adempimenti si potrà formulare al giudice l’istanza di indagine sul patrimonio del debitore.

La legge [1] dice che il creditore può fare istanza al presidente del tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza (ovvero il domicilio, la dimora o la sede), per chiedere di essere autorizzato ad effettuare la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare.

Con questa autorizzazione il presidente del tribunale dispone che l’ufficiale giudiziario acceda mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nell’anagrafe tributaria e in quella degli enti previdenziali (tipo Inps, per intenderci), per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito (banche) e datori di lavoro.

Terminate le operazioni di ricerca telematica, l’ufficiale giudiziario redige un processo verbale nel quale indica tutte le banche dati interrogate e le relative risultanze. L’ufficiale giudiziario procede altresì ad effettuare il pignoramento munito del titolo esecutivo e del precetto.

Se la ricerca telematica ha consentito di individuare cose che si trovano in luoghi appartenenti al debitore compresi nel territorio di competenza dell’ufficiale giudiziario, allora quest’ultimo accede agli stessi per provvedere al pignoramento. Se, al contrario, i luoghi non sono compresi nel territorio di sua competenza, il pignoramento verrà effettuato dall’ufficiale giudiziario territorialmente competente.

Indagine bancaria privata: come si fa?

La ricerca telematica dei beni del debitore è stata introdotta solamente nel 2014 ed è uno strumento praticamente infallibile: se vuoi sapere quali sono le disponibilità economiche del debitore, con questo strumento vai sul sicuro.

Il problema della ricerca telematica dei beni da pignorare, però, è che essa può essere chiesta solamente al termine di un lungo iter: come detto nel paragrafo precedente, infatti, il creditore deve per prima cosa aver ottenuto il titolo esecutivo che gli riconosce formalmente il credito (una sentenza o un decreto ingiuntivo, ma anche una cambiale può essere sufficiente) e, dopo, deve aver provveduto a notificare l’atto di precetto, il quale peraltro ha una validità limitata di 90 giorni.

Molti creditori, per evitare di intraprendere invano una trafila giudiziaria che conduce all’ottenimento di un titolo esecutivo (per una sentenza potrebbero volerci anche anni) per poi scoprire che il debitore è completamente nullatenente, decidono di investigare con un certo anticipo, in modo da essere sicuri che, una volta ottenuto il titolo, si potrà “aggredire” il debitore.

Come fare un’indagine bancaria su persona fisica senza ricorrere all’istanza al presidente del tribunale? Semplice: affidandosi a un’agenzia privata che compia la ricerca per te.

Esistono molte società che mettono a disposizione dei creditori dei veri e propri investigatori che si mettono sulle tracce dei conti correnti e di tutti i rapporti bancari del debitore. Ma non solo: tali detective si ricercano anche tutti gli altri beni del debitore, tipo immobili o beni mobili registrati (automobili, ecc.).

Come funziona un’indagine bancaria di questo tipo? Come fanno gli investigatori privati a risalire ai conti correnti e ai beni del debitore? Te lo spiego nel prossimo paragrafo.

Il pedinamento del debitore

Se vuoi affidarti a una di queste agenzie private per la ricerca dei beni del debitore ma non sei sicuro del risultato, ti spiego come si fa un’indagine bancaria privata, cioè un’investigazione senza ricorrere allo strumento, riconosciuto dalla legge, della ricerca telematica dei beni del debitore.

Le indagini bancarie compiute dai privati si svolgono con mezzi molto più “pratici” rispetto alla richiesta formale avanzata al tribunale: e infatti, gli investigatori privati pedinano i debitori per scoprire a quali istituti bancari si rivolgono.

Tizio, creditore di Caio, incarica un investigatore affinché scopra presso quali banche Caio è titolare di conti correnti. L’investigatore, dopo giorni di appostamenti, scopre che Caio utilizza il bancomat della Banca Alfa S.p.a.

Ma non solo: talvolta gli investigatori, grazie alle proprie conoscenze, si fanno rivelare direttamente dai dipendenti degli istituti di credito se il debitore ha qualche rapporto in essere con l’istituto per cui lavorano. Inutile dire che il comportamento del dipendente che “spiffera” sul conto di un cliente costituisce un illecito.

Il controllo del registro dei protesti

Un altro metodo per effettuare una valide indagine bancaria di tipo privato è quella di controllare il registro dei protesti. Di cosa si tratta?

Il protesto è l’atto con cui un pubblico ufficiale autorizzato, detto anche ufficiale levatore (notaio, ufficiale giudiziario, segretario comunale), constata la mancata accettazione di una cambiale tratta o il mancato pagamento di una cambiale, di un vaglia cambiario, di un assegno bancario o postale.

Gli ufficiali levatori, alla fine di ogni mese, devono trasmettere alla camera di commercio competente per territorio l’elenco dei protesti verbalizzati: il debitore contro il quale ogni protesto è levato deve essere identificato con l’indicazione del nome, del domicilio, del luogo e della data di nascita (se persona fisica) o denominazione e indirizzo (se persona giuridica).

Il protesto è oggetto di pubblicità allo scopo di tutelare chiunque abbia rapporti economici con il protestato. Entro dieci giorni dalla trasmissione dell’elenco, Le Camere di Commercio curano la pubblicazione dei protesti mediante il registro protesti. Tale registro, esclusivamente informatico, è accessibile al pubblico per la consultazione, sia presso la Camera di Commercio che online.

Dunque, una valida indagine bancaria privata non può prescindere da un controllo di tale registro, dal quale risulterà senza dubbio presso quale banca il debitore è cliente.

Indagine mediante visura ipotecaria

Infine, è possibile verificare se il debitore è titolare di beni immobili mediante una visura ipotecaria (o ipocatastale) presso i registri della conservatoria immobiliare, i quali sono pubblici e consentono a chiunque, fornendo il nominativo, di verificare se è titolare di beni immobili.


note

[1] Art. 492-bis cod. proc. civ.

Autore immagine: Canva.com


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