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Testamento olografo nullo se la firma è sulla busta e non sul documento

2 Ottobre 2013
Testamento olografo nullo se la firma è sulla busta e non sul documento

Qualora, nella redazione del testamento, non sia intervenuto il notaio, la firma del testatore deve essere apposta in calce alle ultime volontà e non sul plico che le contiene.

Massimo rigore, da parte della Cassazione, in tema di modalità di redazione del testamento olografo (quello cioè scritto di proprio pugno dall’interessato, senza la presenza del notaio). In questi casi, elemento imprescindibile per la validità delle ultime volontà è la firma del testatore. Tale firma, però, deve essere sempre apposta alla fine del documento; risultano insufficienti tutte le altre modalità di sottoscrizione.

In una recente sentenza [1], infatti, la Suprema Corte ha chiarito che è nullo il testamento olografo quando la firma è riportata soltanto sul plico che contiene le ultime volontà e non anche sulla scheda vera e propria: la sottoscrizione, del resto, costituisce in questi casi un elemento imprescindibile per valutare la genuinità dell’atto nel caso in cui questo non sia stato redatto da un notaio.

Per cui, secondo la Corte, la firma apposta sul solo plico, nello spazio riservato al mittente, non offre alcuna certezza sulla provenienza anche del contenuto.

Le formalità in materia sono assai rigorose: un testamento non firmato davanti al notaio non può, per esempio, essere redatto con un foglio dattiloscritto o stampato al computer. La firma, inoltre, non può essere riportata al lato del documento, ma sempre e solo alla fine. Del resto, la firma costituisce l’elemento più importante del testamento olografo, insieme alla circostanza che sia scritto proprio dal pugno dell’interessato.


note

[1] Cass. sent. n. 22420/13 dell’1.10.2013.


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