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Quali sono i diritti reali di garanzia

16 Maggio 2020 | Autore:
Quali sono i diritti reali di garanzia

Che cosa sono e come funzionano il pegno e l’ipoteca

Prima o poi per ognuno di noi giunge il momento in cui è necessario effettuare un importante investimento. Ed in quel momento occorre la disponibilità di una discreta somma. Occorre, insomma, liquidità. E se la spesa da sostenere è significativa e le risorse a disposizione non sono sufficienti è praticamente obbligatorio ricorrere ai prestiti (i mutui bancari o i finanziamenti delle tante società di erogazione di danaro liquido). Ma il mutuo o il prestito necessitano assai spesso, se non sempre, di garanzie. E fra le tante garanzie che si possono offrire a chi ci presta denaro ci sono i diritti reali di garanzia. E i diritti reali di garanzia altro non sono che il pegno e l’ipoteca. Innanzitutto, prima di addentrarci più nel dettaglio, occorre dire che pegno e ipoteca sono diritti reali che assicurano al creditore la possibilità di sottoporre a esecuzione forzata (in pratica a pignoramento) un bene del debitore o di un terzo che è stato appositamente vincolato a questo scopo e di soddisfarsi sul ricavato della vendita di esso con preferenza rispetto ad altri eventuali creditori. Occorre aggiungere che, come tutti i diritti reali (gli altri sono la proprietà, l’uso, l’usufrutto, l’enfiteusi, l’abitazione e la superficie), anche il pegno e l’ipoteca hanno la caratteristica di poter essere esercitati senza la cooperazione di altri soggetti, nei confronti di tutti (senza eccezioni) e sul bene vincolato anche se quest’ultimo sia stato venduto dal debitore a terzi.

Che cos’è l’ipoteca?

Dopo aver precisato nell’introduzione la funzione e lo scopo generale dei diritti reali di garanzia e le loro caratteristiche in quanto diritti reali, esaminiamo in modo specifico cosa sia l’ipoteca.

La definizione più precisa e più semplice di ipoteca è:

  • diritto reale di garanzia, concesso dal debitore (o anche da un terzo che volontariamente concede ipoteca sui propri beni a garanzia del debito di un altro) su un bene, a garanzia di un credito, che attribuisce al creditore il potere di espropriare il bene, cioè di pignorarlo e farlo mettere all’asta e poi di essere soddisfatto sul prezzo ricavato dalla vendita con preferenza rispetto ad altri eventuali creditori.

L’ipoteca può avere ad oggetto [1]:

  • beni immobili con relative pertinenze (appartamento e garage ad esempio);
  • i beni mobili registrati (cioè gli autoveicoli, i motoveicoli, le imbarcazioni, gli aeromobili);
  • il diritto di superficie, il diritto dell’enfiteuta, il diritto del concedente del fondo enfiteutico e l’usufrutto;
  • le rendite dello Stato;
  • le quote di un bene in comproprietà (in sostanza l’ipoteca si costituisce su quei beni o parti di beni che saranno attribuiti a chi ha concesso l’ipoteca al momento della divisione del bene in comproprietà) [2].

L’ipoteca si costituisce con l’iscrizione di essa nei registri immobiliari (attualmente gestiti dall’Agenzia delle Entrate) del luogo dove si trova il bene.

Occorre evidenziare che è proprio con l’iscrizione che l’ipoteca si costituisce, cioè nasce a tutti gli effetti.

Il diritto di iscrivere l’ipoteca è imprescrittibile, cioè non si prescrive mai.

Tuttavia l’effetto dell’iscrizione dell’ipoteca ha durata solo ventennale.

Questo significa che prima della scadenza dei venti anni dalla data dell’iscrizione, il creditore deve provvedere a rinnovare l’iscrizione altrimenti, se la nuova iscrizione dovesse avvenire dopo la scadenza dei venti anni, la nuova ipoteca perderà il grado che aveva in precedenza (cioè sarà retrocessa rispetto all’ordine delle ipoteche esistenti sullo stesso bene).

In sostanza, l’ordine delle preferenze tra più ipoteche sullo stesso bene è dato dalla data di iscrizione di esse nei registri immobiliari.

Se ho iscritto ipoteca su un immobile ma la rinnovo dopo la scadenza dei venti anni, il creditore che l’aveva iscritta dopo di me, ma che si è ricordato di rinnovarla prima della scadenza dei venti anni, mi scavalcherà nell’ordine delle ipoteche acquistando un grado di ipoteca precedente al mio

L’ipoteca è un diritto reale

Quanti tipi di ipoteca esistono?

L’ipoteca può essere:

  • legale [3], che si ha quando è direttamente la legge che dà al creditore il diritto di ottenere l’iscrizione dell’ipoteca senza il consenso del debitore (i casi di ipoteca legale sono quella sull’immobile, a favore di chi lo vende, a garanzia dell’inadempimento degli obblighi che nascono dalla vendita; quella sugli immobili assegnati in sede di divisione, a favore del coerede, del socio e di ogni altro condividente a garanzia del pagamento dei conguagli a loro dovuti; quella sui beni del condannato, a favore dello Stato, a garanzia del pagamento delle spese di giustizia);
  • giudiziale [4], a favore di chi abbia ottenuto una sentenza di condanna al pagamento di una somma di denaro, al risarcimento dei danni o all’adempimento di altro obbligo: essa attribuisce il diritto di iscrivere ipoteca sui beni del condannato anche se la sentenza non è esecutiva o è stata impugnata in appello (il creditore deve però aver cura di non iscrivere ipoteca su beni del debitore il cui valore superi di un terzo l’importo del credito maggiorato degli interessi);
  • volontaria [5] che nasce da contratto stipulato tra creditore e debitore o da una dichiarazione unilaterale del debitore (occorre l’atto pubblico o la scrittura privata); è invece vietato far nascere l’ipoteca in base a testamento.

L’ipoteca è giudiziale, legale o volontaria

Cos’è il pegno?

Il pegno, invece, è quel diritto reale di garanzia concesso dal debitore (o anche da un terzo) su una cosa mobile a garanzia di un credito [6].

La fondamentale distinzione dall’ipoteca è che oggetto di pegno possono essere solo beni mobili e non immobili.

Il pegno nasce solamente con l’effettivo passaggio del possesso materiale del bene dal debitore (o dal terzo che concede il pegno su un suo bene a garanzia del debito del debitore) al creditore.

Più nel dettaglio il pegno si può costituire su:

  • beni mobili (ad esempio una bicicletta, un computer ecc.) ma non sui beni mobili registrati come le auto, le moto o le imbarcazioni;
  • universalità di mobili (cioè complessi di beni mobili che appartengono ad una stessa persona e che hanno una destinazione unitaria: ad esempio un gregge o una biblioteca);
  • i crediti.

Il pegno si realizza:

  • con l’effettivo passaggio del possesso materiale del bene dal debitore (o dal terzo) al creditore;
  • con un atto scritto che è obbligatorio tutte le volte in cui il credito che si intende garantire con il pegno supera il valore di euro 2,58 (praticamente sarà sempre necessario sancire la nascita del pegno con un atto scritto).

Gli effetti del pegno sono:

  • il creditore acquista il possesso del bene (può usarla solo con il consenso del debitore, ma non può venderla; deve custodirla e può trattenerne i frutti imputandoli prima alle spese, poi agli interessi e poi al capitale);
  • il creditore, se il debitore non adempie ai suoi obblighi, può far vendere la cosa alle aste pubbliche incassando, con preferenza rispetto ad altri eventuali creditori, il prezzo ricavato dalla vendita;
  • in alternativa alla vendita, il creditore può, nel caso in cui il debitore non adempia ai suoi obblighi, chiedere al giudice di assegnargli il bene oggetto di pegno in pagamento dei debiti del debitore (previa stima del bene stesso fatta dal giudice a mezzo di perito): se il credito è inferiore al valore del bene, il creditore dovrà dare la differenza al debitore.

Una volta costituito il pegno su un bene, il creditore può trattenerne i frutti; se il pegno è costituito su un credito, il creditore potrà perciò trattenerne gli interessi (che sono i frutti civili di un credito)

Il pegno si può costituire si una biblioteca


note

[1] Art. 2810 cod. civ.

[2] Art. 2825 cod. civ.

[3] Art. 2817 cod. civ.

[4] Artt. 2818 e ss. cod. civ.

[5] Artt. 2821 e ss. cod. civ.

[6] Artt. 2786 e 2787 cod. civ.


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