Diritto e Fisco | Articoli

Genitori con stesso stipendio: chi mantiene il figlio?

15 Marzo 2020
Genitori con stesso stipendio: chi mantiene il figlio?

Alimenti: quando il padre e la madre hanno il medesimo reddito, le spese straordinarie restano ripartite al 50% mentre nulla cambia in merito al mantenimento ordinario. 

In occasione di una separazione o di un divorzio, le questioni economiche diventano puntualmente terreno di forte scontro tra gli ex coniugi. Il più delle volte, i conflitti si consumano con riguardo alle questioni legate agli alimenti per i bambini. Di qui, il comune problema: in caso di genitori con lo stesso stipendio, chi mantiene il figlio? La risposta è insita nella legge per come più volte interpretata dalla giurisprudenza. Una recente ordinanza della Cassazione [1] ci offre più di uno spunto di riflessione. 

Commentando tale pronuncia, chiariremo qui di seguito come va ripartito l’obbligo dei cosiddetti “alimenti” che grava sul padre e sulla madre di figli minorenni o maggiorenni ancora privi di un lavoro stabile e che, pertanto, non sono autonomi (le due categorie di soggetti sono, infatti, equiparate). 

Con una importante precisazione: non appena i ragazzi conseguono l’ambito risultato di un reddito stabile perdono ogni legame con i genitori e, quindi, devono dire addio al mantenimento. Neanche la successiva perdita del lavoro potrebbe far rivivere tale loro diritto. 

Ma procediamo con ordine e vediamo a chi spetta mantenere i figli se i genitori hanno lo stesso reddito.

Cosa succede ai figli quando i genitori si separano?

Qual è la sorte dei figli quando padre e madre si separano? Sia che essi siano minorenni che maggiorenni non ancora autosufficienti, il giudice riconosce loro un diritto: quello ad essere mantenuti da entrambi i genitori e a conservare lo stesso tenore di vita che avevano quando ancora la famiglia era unita. In buona sostanza, ai figli non deve mancare nulla di ciò che avevano prima del “crack”. Un obiettivo tendenziale, difficile da realizzare in pieno: e ciò proprio perché, quando la coppia si separa, ci sono più spese da affrontare e, quindi, si diventa tutti un (bel) po’ più poveri. 

Nella gran parte dei casi, la soluzione adottata dai tribunali è la seguente: alla madre viene riconosciuto il diritto ad abitare la casa familiare insieme ai figli (anche se si tratta di un appartamento in affitto). L’ex marito contribuirà alle esigenze di questi ultimi con un assegno mensile fisso da versare nelle mani della donna; in più dovrà corrispondere il 50% delle spese straordinarie, quelle cioè che dovessero porsi, di volta in volta, per esigenze eccezionali (urgenti o non urgenti che siano). 

Se il figlio ha più di 12 anni deve essere ascoltato dal giudice. Egli potrebbe, ad esempio, manifestare preferenza verso un genitore piuttosto che un altro. Pertanto, se il tribunale dovesse accogliere la richiesta del giovane di vivere con il padre, sarebbe quest’ultimo a restare nella casa, mentre all’ex moglie spetterebbe trovare un’altra abitazione. La casa, infatti, viene assegnata al genitore che andrà a convivere con i bambini. Ne consegue che, in assenza di figli, l’immobile resta al legittimo proprietario. 

Chi deve mantenere i figli?

Chi deve mantenere i figli: il padre o la madre? Su questo punto si accumulano i maggiori equivoci. La risposta è: sia il padre che la madre. E tutti e due in modo proporzionale alle rispettive capacità economiche. Ma con modalità diverse. Se, infatti, nell’ipotesi in cui i bambini siano collocati presso la madre, quest’ultima provvede alle loro esigenze in via diretta, ossia facendo la spesa, pagando le bollette, acquistando i vestiti ecc., il padre invece partecipa indirettamente, versando un assegno mensile fisso, predeterminato dal giudice. Sfatiamo, quindi, un luogo comune: l’assegno di mantenimento del padre non deve coprire tutte le esigenze del figlio ma solo quella parte che, in proporzione al reddito di quest’ultimo, sono a suo carico. Per il resto dovrà provvedere la madre.

Insomma, entrambi i genitori devono badare alle esigenze dei bambini, ciascuno in proporzione alle proprie capacità economiche. E questo obbligo permane finché i figli non diventano autonomi, a prescindere dal conseguimento della maggiore età.

Genitori con lo stesso stipendio: chi deve mantenere i figli?

Siamo finalmente arrivati al quesito iniziale: se il padre e la madre hanno lo stesso reddito, chi dei due deve provvedere al mantenimento del figlio? I principi che abbiamo appena elencato ci servono per dare una risposta semplice ed esaustiva: entrambi. 

Difatti, nel caso di ex coniugi con la stessa capacità economica, non è dovuto l’assegno di mantenimento alla moglie proprio perché non vi è una disparità reddituale da colmare. Viceversa, le regole sul mantenimento dei figli restano le stesse. Quindi, ancora una volta, il tribunale fisserà l’ammontare di un assegno fisso mensile e la percentuale di partecipazione del padre alle spese straordinarie (percentuale che sarà verosimilmente pari al 50%).

Come chiarito dalla Cassazione con la pronuncia in commento, gli ex partner devono contribuire al mantenimento del figlio minore in ugual misura se i loro redditi sono più o meno equivalenti.

L’assegno di mantenimento deve essere versato anche per quei mesi in cui i figli vanno a stare dal padre. E ciò perché la misura di tale assegno è fissata con riferimento all’anno e solo per una questione di comodità viene frammentata in 12 mensilità.


note

[1] Cass. ord. n. 7134 del 13.03.2020. 


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube