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Le Guide Se l’ex non versa il mantenimento: che fare?

Le Guide Pubblicato il 2 ottobre 2013

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> Le Guide Pubblicato il 2 ottobre 2013

Dalla diffida, al procedimento penale, dalla causa civile, all’ammonimento, fino al sequestro dei beni, dal pignoramento agli accertamenti della polizia tributaria, per finire all’esecuzione forzata: ecco tutte le tutele previste dalla legge per obbligare il coniuge tenuto al mantenimento a versare le somme arretrate.

Io e il mio ex siamo separati da diversi anni, ma già da tempo lui non mi dà più nulla per il mantenimento dei nostri due figli; io sono in cerca di lavoro e ho solo un piccolo aiuto dalla mia famiglia. Cosa posso fare?

Quante volte si sente questa frase all’interno dello studio di un avvocato! Ebbene, la legge prevede una tutela nel caso in cui il coniuge tenuto al mantenimento non versi quanto impostogli dal giudice. Ecco, dunque, tutto ciò che si deve sapere a riguardo per potersi tutelare.

Procurarsi un titolo

Per poter promuovere delle azioni giudiziarie finalizzate ad ottenere dall’altro genitore il contributo al mantenimento dei figli, è necessario innanzitutto avere in mano un titolo ossia, in tal caso, un provvedimento del giudice che quantifichi  l’ammontare della somma da versare.

Ciò vale sia per le coppie che si siano separate di fatto che per quelle che si separino con un procedimento davanti al giudice.

Pertanto, in mancanza di questo provvedimento, il primo passo da fare è quello di rivolgersi a un legale per ottenerlo.

Diffida

Una volta ottenuto il titolo per agire, è consigliabile inviare una diffida al genitore inadempiente (sempre fatta tramite un avvocato), ricordandogli l’importo dovuto e non versato da quest’ultimo nonché rinnovando l’invito a provvedere entro un termine (in genere 15 giorni).

Arretrati

Nella diffida è anche possibile chiedere al genitore inadempiente non solo il pagamento delle somme non versate, ma anche quello relativo ai mancati aggiornamenti ISTAT dell’assegno.

La richiesta va fatta entro cinque anni (ad es. nel settembre 2013 si possono richiedere gli arretrati che si riferiscono fino al maggio 2008, ma non prima).

Va detto, però, che per azzerare questo periodo di prescrizione e far decorrere nuovamente i cinque anni, è sufficiente una richiesta scritta (fatta con raccomandata a.r. o tramite posta elettronica certificata). In tal caso gli avvocati dicono che la “prescrizione” si interrompe e il termine ricomincia a decorrere da capo.

In seguito, sulla base della risposta ottenuta dal genitore inadempiente, si potrà decidere che passi ulteriori compiere.

Rimedi sul piano penale

Qualora emerga che il genitore inadempiente si stia sottraendo volontariamente al proprio obbligo per ragioni di “ripicca”, potrà sporgersi una denuncia penale contro di lui.

Va detto che quella della querela contro l’altro genitore costituisce una delle strade più battute dai genitori che si trovano in questo tipo di situazioni (anche perché non comporta un esborso di denaro), ma non sempre è di utilità per chi intenda solo ottenere il pagamento del mantenimento.

Il reato del quale risponderebbe il genitore inadempiente è, in tale ipotesi, quello di “violazione degli obblighi di assistenza familiare” [1]. In esso può incorrere “chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla patria potestà, o alla qualità di coniuge”.

Tuttavia l’unico l’effetto, in caso di condanna, potrà essere  la reclusione fino a un anno o una multa e non l’effettivo pagamento del richiesto mantenimento, a meno che il genitore che formula la denuncia non decida anche di costituirsi parte civile. In tal caso egli potrà ottenere il mantenimento e le somme pregresse in sede di esecuzione della sentenza.

Va tenuto presente, tra l’altro, che questo tipo di denuncia non è ritirabile perché riguarda gli interessi di soggetti minori ai quali la legge riserva una maggior tutela. Ciò significa che anche nel caso in cui l’altro genitore riprenda i pagamenti, continuerebbe il procedimento penale a suo carico. Insomma: è una strada che non consente più ripensamenti.

Inoltre si tratta di procedimenti che hanno una durata piuttosto lunga, non solo per quanto riguarda il loro inizio, ma anche per quanto concerne i tempi della loro conclusione.

Rimedi sul piano civile

1. Se dovesse emergere, poi, da parte del genitore obbligato, una concreta impossibilità al pagamento per ragioni oggettive (come la perdita di lavoro o problemi di salute), la strada migliore sarebbe quella di chiedere il contributo dei parenti ascendenti. Che significa questo? Se da un lato la legge prevede che debbano essere, in primo luogo, i genitori a provvedere al mantenimento dei figli, dall’altro, qualora essi non abbiano i mezzi necessari per farlo, saranno tenuti a provvedere “gli altri ascendenti legittimi o naturali (in special modo i nonni), in ordine di prossimità [2].

2. Altra strada percorribile, è quella di ricorrere al giudice civile affinché risolva le “controversie insorte tra i genitori in ordine all’esercizio della potestà genitoriale o delle modalità di affidamento” dei figli [3].

 

Il coniuge potrà depositare, a mezzo di un legale, un ricorso a tribunale del luogo di residenza del minore.

In tal caso, il giudice, convocate le parti e constatate da parte del genitore gravi inadempienze o comportamenti  che comunque arrechino pregiudizio al minore, potrà modificare i provvedimenti in vigore e anche congiuntamente:

ammonire il genitore inadempiente;

– disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore;

– disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti dell’altro;

– condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 euro a un massimo di 5.000 euro a favore della Cassa delle ammende”.

In caso di mancato pagamento, su richiesta dell’interessato/a, il giudice potrà:

– disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato e

ordinare ai terzi (come il datore di lavoro), che una parte delle somme dovute al coniuge obbligato vengano versate direttamente agli aventi diritto.

Se il genitore tenuto al pagamento dovesse risultare formalmente disoccupato e nullatenente, la cosa migliore da fare sarà quella di procurarsi le prove di eventuali attività svolte al nero.

 

Infatti, anche se il giudice ha sempre il potere di richiedere alla polizia tributaria di indagare sui redditi e sui beni oggetto della contestazione (proprio allo scopo di individuare attività non dichiarate e fiscalmente rilevanti), difficilmente questa riuscirà a svolgere approfondite investigazioni tali da fare emergere il lavoro o le proprietà sommerse [4].

 

3. Il genitore che abbia in mano il titolo e che abbia accertato l’esistenza di beni mobili, immobili o di somme di denaro nella titolarità del genitore obbligato, potrà intraprendere la strada dell’esecuzione forzata nei confronti di quest’ultimo.

Essa può consistere nel pignorare i beni mobili del debitore (come ad esempio l’arredamento di casa), gli eventuali immobili o ancora le somme di denaro di cui il egli sia creditore (come ad esempio, lo stipendio o il denaro depositato su un conto bancario).

Nel caso in cui vengano aggrediti beni immobili, tuttavia, le procedure avranno una durata di molti anni.

note

[1] Art. 570 cod. pen.

[2] Art. 148 cod.civ.

[3] Art 709 ter cod. proc. civ.

[4] Art. 155 cod.civ. e art. 5 L. 898/70

L’immagine di copertina è un’opera fotografica di Dante Emanuele De Santis – © Tutti i diritti riservati.


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8 Commenti

  1. salve,io sono un 40 enne di Rimini,separato da un anno.ho perso il lavoro e non riesco a dare il mantenimento.ho 4 figli,io di origine lucano.non ho più nessuno.sono stato sbattuto fuori come un cane.dopo 15 anni di matrimonio;ho scoperto 2anni fa che mia moglie mi tradiva.leggendo messaggi su internet.da allora e cambiato tutto,fino alla rottura.e io successivamente ho chiuso una mia azienda x crisi.ora vivo in macchina,senza lavoro.e minaccie continue x mancato mantenimento,mi nega di vedere i figli,e me la messi contro.cosa posso fare?buttarmi sotto un treno?ditemi voi,non ce la faccio più.sono stanco

  2. decidendo di avviare una procedura per la Violazione degli obblighi di assistenza familiare, a che tipo di avvocato occorre rivolgersi? divorzista o penale?

  3. Sarebbe preferibile rivolgersi ad un avvocato (o uno studio) esperto in diritto di famiglia e che si occupi della materia sia nell’ambito civile che penale.

  4. La legge purtroppo non e cosi io sono 10 anni che sto in causa per mancanza di mantenimento ho fatto sei cause e il mio ex non si e mai presentato e nessuno ha fatto niente per tutelare i minori per il mantenimento quindi mi dispiace ma non credo più alla legge e uno schifo i minori non sono tutelati ANSI lo sono solamente sei hai i soldi per pagare un avvocato….

  5. E se il figlio a cui non viene dato il mantenimento è maggiorenne (19 anni)non studia e non riesce a trovare lavoro ? Come ci si deve comportare?

  6. La legge italiana e diventata uni shifo li avvocati spellano solo le persone non li fanno mai arrivare a una conclusione mio ex e da 3anni che no mi passa l assegno di mantenimento e io ne o tanto bisogno e l avvocato prolunga senza mai che si arriva a una
    Conclusione e non so che fare

    1. Buongiorno ho il mio ex ke nn versa nulla nn vede i bambini da 1 anno i bambini lo chiamo ma nn risponde praticamente se ne frega di può richiedere il ritiro della patriaprotesta’?

  7. Salve! il padre di mia figlia dentista non versa il mantenimento della figlia si dichiara nulla tenente ha intestato l’ha attività al fratello lui è un dentista fa tanto nero…e un nulla tenente…ultima sentenza febbraio corte d’appello il giudice a rigettato le richieste del padre lasciando valido ciò che aveva deciso il tribunale per i minorenni di Bologna…lui continua a fare ciò che vuole….se la legge dice che il genitore deve istruire educare mantenere beh questo padre per ripicca non fa altro che mettere la propria figlia in dificolta nemmeno le spesse extra versa niente…in fondo credo che sono troppi i genitori che agiscono contro la ex pur non dando importanza al proprio figlio poi credo che una madre si farà sempre di coraggio per mantenere la propria figlia/o ma questi si stanno rovinando la vita è perdendo le cose si più care il proprio figlio…cmq spero che al penale il giudice lo possa condannare perché questo è un reato mentale di fronte a un figlio che non a scelto di nascere…i figli vanno amati a prescindere di queste ripicche infantili…

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