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Coronavirus: il valore della carta igienica

14 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: il valore della carta igienica

Nell’assalto ai supermercati non primeggiano pasta, caffè o farina ma gli immancabili rotoli da wc. In Italia come in Australia o in Inghilterra. Perché?

Sarà la mancanza di abitudine di restare chiusi in casa per un periodo di tempo così lungo. Sarà la paura di dover rimanere isolati per più settimane rispetto a quelle annunciate. O sarà il timore di essere contagiati dal coronavirus: si sa che, proprio la paura, provoca un certo movimento intestinale dalle conseguenze non sempre prevedibili ma, anzi, spesso immediate. Ed è in quei momenti che si apprezza maggiormente la presenza di chi può e deve aiutarti ad uscire da una situazione imbarazzante senza chiederti nulla in cambio: la carta igienica.

Deve essere stato questo il ragionamento di chi in questi giorni si fionda nei supermercati a fare le più svariate ed abbondanti scorte di ogni genere: pasta, zucchero, farina, caffè, scatolame. I banconi della frutta e della verdura (tra l’altro, il cibo che si deteriora più velocemente se non lo si consuma) sono vuoti o quasi in molti punti vendita. I surgelati vanno a ruba. Ma è soprattutto lei la regina (non vuol essere un messaggio promozionale) del carrello: la carta igienica.

Non solo in Italia: in alcuni supermercati australiani quasi si prendono a schiaffi (fuor di metafora) per assicurarsi qualche rotolo in più. Da quelle parti è stato addirittura creato su Twitter l’hashtag #ToiletPaperApocalypse, il cui nome già descrive la psicosi per questo prodotto. In Inghilterra, ne ha parlato persino il prestigioso Guardian, tentando di dare una spiegazione ad un comportamento del genere: non si deteriora, non costa troppo e può essere utile in vista di una eventuale quarantena. In Spagna, i social si sono riempiti in poche ore di meme e di barzellette autoironiche sull’assalto agli scaffali di carta igienica, come se fosse l’unico bene prezioso.

Ma forse, in un certo senso, è così. Puoi decidere quando andare al market rimasto aperto vicino a casa tua, ma non quando andare in bagno: all’intestino, come al cuore, non si comanda. Ecco perché se c’è bisogno di avere in casa abbondanti scorte di un prodotto, deve trattarsi della carta igienica.

Qualsiasi tentativo di imitazione o di sostituzione fallirebbe nell’arco di pochi secondi: il consumatore avvertirebbe subito la differenza. È sempre al suo posto, in attesa di offrire il proprio servizio senza lamentarsi del suo compito. Sa che il suo destino è quello di essere prima o poi strappata ed affondata, ma non per questo si tirerà indietro: non mancherà mai di rendersi utile all’occorrenza. Si prende cura dell’ambiente: svolge il suo dovere quanto basta ma si ribella quando si abusa di lei, costringendo il noncurante sprecone ad intervenire. È discreta: con lei spariranno i segreti di cui, suo malgrado, è venuta a conoscenza in un luogo intimo per eccellenza. Abbozza un invisibile sorriso quando colui a cui deve servire dice frasi del tipo «non farmi girare…» proprio davanti a lei, costretta a farsi girare per poter rendersi utile. E, inoltre, mostra sempre il lato migliore di sé stessa: ma si riproporrà per una seconda prestazione.

Chissà se chi è corso al supermercato fino a rimanere senza fiato ha pensato a tutto questo, al vero valore della carta igienica, prima di riempire il suo carrello con un numero imprecisato ma certamente abbondante di rotoli. È più probabile che si sia fatto spingere un impulso psicologico naturale: quello di reagire alla scarsità, come spiegano al Guardian i dottori che si occupano di analizzare i nostri comportamenti. «Odiamo essere tagliati fuori quando qualcosa diventa una rarità, soprattutto se si tratta di cose di cui abbiamo bisogno, cerchiamo di accaparrarcele».

Insomma, facciamo quello che fanno tutti. In effetti, è anche quello il valore della carta igienica: quello di rendersi universale, di accomunare il mondo intero, dall’impulso dell’acquisto al modo di utilizzarla. Come dire: al supermercato e in bagno siamo tutti uguali. E non sapendo quanto durerà l’emergenza coronavirus, meglio essere prevenuti e, per una volta, lasciare che la nostra ansia vada a rotoli.


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