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Pensione anticipata bonus figli

16 Marzo 2020 | Autore:
Pensione anticipata bonus figli

È possibile ottenere una riduzione dei requisiti contributivi e di età o una maggiorazione dei contributi per la pensione se si hanno dei figli?

La cura dei figli è spesso difficilmente conciliabile con l’attività lavorativa: per questo, sono state previste delle agevolazioni pensionistiche per le lavoratrici con figli, e ulteriori benefici previdenziali per entrambi i genitori che si assentano per l’educazione e l’assistenza dei figli fino al sesto anno di età.

I benefici non consistono però nella possibilità di ottenere una pensione anticipata, bonus figli o delle prestazioni di accompagnamento alla pensione, ma unicamente nella possibilità di ottenere una riduzione dei requisiti previsti per il pensionamento, una maggiorazione del trattamento oppure il riconoscimento di contributi figurativi.

Ma come funzionano, nel dettaglio, i benefici pensionistici per chi ha figli? Facciamo il punto completo della situazione, distinguendo tra le  agevolazioni previste.

Anticipo dell’età pensionabile per le lavoratrici madri

Un’agevolazione pensionistica [1] è riconosciuta, in primo luogo, alle lavoratrici madri, a prescindere dall’assenza o meno dal lavoro per maternità, quindi a prescindere dalla fruizione del congedo obbligatorio o del congedo parentale.

La lavoratrice, infatti, può ottenere un anticipo dell’età pensionabile, rispetto al requisito di accesso alla pensione di vecchiaia, pari a 4 mesi per ogni figlio, fino ad un massimo di 12 mesi (quindi dopo il terzo figlio non è previsto alcun beneficio).

La lavoratrice con 3 figli, di conseguenza, può ottenere la pensione di vecchiaia a 66 anni, anziché a 67 anni, presso la generalità delle gestioni amministrate dall’Inps.

Questo beneficio è riservato alle sole lavoratrici il cui calcolo della pensione è effettuato col sistema contributivo, ossia coloro che non possiedono anzianità contributiva alla data del 31 dicembre 1995, o che hanno scelto di avvalersi dell’opzione contributiva, per ricalcolare la pensione col sistema integralmente contributivo.

Maggiorazione della pensione per le lavoratrici madri

In alternativa a questo beneficio, le lavoratrici madri aventi diritto al calcolo interamente contributivo della pensione possono ottenere una pensione più alta, con la maggiorazione del coefficiente moltiplicatore corrispondente all’età di accesso alla pensione in misura pari a:

  • un anno, in caso di uno o due figli;
  • due anni, in caso di tre o più figli.

Ma che cos’è il coefficiente moltiplicatore? Il coefficiente moltiplicatore, o di trasformazione, converte in assegno di pensione il montante contributivo rivalutato, cioè la somma dei contributi rivalutati. Per cui se, ad esempio, la lavoratrice possiede un montante contributivo pari a 200mila euro, ed il coefficiente è pari al 5%, la pensione dovrà essere calcolata in questo modo: 200.000 x 5%=10.000.

Per ottenere la pensione lorda mensile è necessario dividere l’importo ottenuto per 13, quindi, nel caso di specie:

  • 10.000:13=769,23 (pensione lorda che l’Inps dovrà liquidare ogni mese, soggetta a rivalutazione periodica).

Compresi appieno questi passaggi, appare evidente che, più è alto il coefficiente di trasformazione, più aumenta la pensione. L’innalzamento dell’età pensionabile determina l’incremento dei coefficienti di trasformazione, che crescono con l’età.

Vediamo, nella seguente tabella, quali sono i precedenti coefficienti di trasformazione, quali sono i coefficienti operativi dal 2019 sino al 2022 e come sono diminuiti nel tempo, in proporzione agli adeguamenti alla speranza di vita media.

EtàCoefficienti di

 trasformazione

vigenti sino al 2015

Coefficienti di trasformazione

dal 2016 al 2018

Coefficienti di trasformazione dal 2019
574,304%4,246%4,2%
584,416%4,354%4,304%
594,535 %4,468%4,414%
604,661%4,589%4,532%
614,796 %4,719%4,657%
624,94 %4,856%4,79%
635,094 %5,002%4,932%
645,259 %5,159%5,083%
655,435 %5,326%5,245%
665,624 %5,506%5,419%
675,826 %5,700%5,604%
686,046 %5,910%5,804%
696,283 %6,135%6,021&
706,541 %6,378%6,257%

I coefficienti esposti nella tabella sono validi per la generalità delle gestioni Inps. Ci sono tuttavia diverse gestioni previdenziali, come alcune casse dei liberi professionisti, che applicano coefficienti differenti.

Quando l’età, alla data del pensionamento, non corrisponde ad un anno esatto (ad esempio, 57 anni e 7 mesi), devono essere aggiunte al coefficiente le relative frazioni di anno.

Accredito dei contributi figurativi per l’educazione e l’assistenza dei figli

La legge Dini [1] riconosce ai genitori lavoratori dipendenti (di aziende del settore privato o pubblici), ricadenti nel sistema di calcolo della pensione interamente contributivo, l’accredito dei contributi figurativi:

  • delle assenze dal lavoro per periodi di educazione e assistenza dei figli fino al sesto anno di età, sino a 170 giorni per ciascun figlio;
  • delle assenze dal lavoro per assistenza a figli dal sesto anno di età, al coniuge e al genitore, purché conviventi, nel caso ricorrano le condizioni previste dalla legge 104 [2] (minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione)

L’accredito è riconosciuto per la durata di 25 giorni complessivi l’anno, sino al limite massimo complessivo di 24 mesi.

I contributi non sono accreditati d’ufficio, ma solo a seguito di una specifica domanda, che deve essere presentata al fondo o alla gestione pensionistica alla quale il lavoratore risulta iscritto all’inizio del periodo di assenza dal lavoro non retribuita. La fruizione dell’assenza deve essere certificata espressamente dal datore di lavoro

Bisogna allegare all’istanza:

  • la dichiarazione del datore di lavoro;
  • la certificazione anagrafica dalla quale risulti il grado di parentela e la convivenza;
  • la documentazione attestante la condizione di portatore di handicap di cui alla legge 104 per le persone assistite [3].

L’accredito di questi periodi figurativi è utile sia ai fini del diritto che della misura della pensione ed è gratuito.

Sono esclusi dal beneficio i lavoratori ricadenti nel sistema di calcolo misto della pensione, cioè in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, a meno che non si avvalgano dell’opzione contributiva.

Riduzione dei contributi per l’Ape

Di recente, è stata prorogata a tutto il 2020 un’agevolazione per le lavoratrici madri, che non riguarda però le prestazioni pensionistiche, ma riguarda unicamente un trattamento di accompagnamento alla pensione, l’Ape sociale.

Questo trattamento può essere ottenuto da particolari categorie di lavoratori, a partire dai 63 anni di età, con 30 anni di contributi (per i caregiver, i disoccupati di lungo corso e gli invalidi civili dal 74%), o con 36 anni di contributi (per gli addetti ai lavori gravosi), e cessa di essere corrisposto al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

Le donne hanno diritto a uno sconto del requisito contributivo per l’Ape sociale pari a 1 anno per ogni figlio, sino a un massimo di due.


note

[1] Art. 1, Co. 40 lett. c) L. 335/1995.

[2] Art. 3 L. 104/1992.

[3] Circolare Inps 220/1996.


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