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Lo sai che? Difficoltà a pagare le rate: gli interessi potrebbero essere non più dovuti

Lo sai che? Pubblicato il 2 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 ottobre 2013

Con i nuovi criteri individuati dai giudici per il calcolo degli interessi applicati dalle banche e dalle società finanziarie, è facile che molti contratti di prestito abbiano applicato interessi usurari e quindi da restituire.

Continuano le sentenze favorevoli a favore del cittadino indebitato con finanziarie per prestiti a costi spesso esorbitanti. Spesso le somme da restituire, oltre al capitale iniziale, lievitano non solo a causa degli interessi, ma di altri oneri accessori ed occulti. Ciò non è sempre ammesso dalla legge che sanziona chi supera il cosiddetto tasso soglia, tale da far considerare il presto erogato con metodi usurai.

Il problema, in concreto, è sulle modalità di calcolo del tasso soglia. A riguardo, una recente sentenza della Corte di Appello di Milano [1] ha creato un precedente assai importante a favore del cliente della banca. Secondo i giudici meneghini, la determinazione del tasso soglia ai fini della verifica dell’usura deve essere effettuata sommando ogni costo inerente il finanziamento: quindi non solo gli interessi, le commissioni, le remunerazioni a qualsiasi titolo e spese (escluse solo quelle per imposte e tasse) collegate alla erogazione del credito, ma anche la polizza assicurativa finalizzata alla garanzia del rimborso del mutuo.

Insomma, il calcolo del costo del denaro deve essere omnicomprensivo di ogni spesa inerente al prestito erogato, così da non celare costi occulti per i correntisti.

La conseguenza, secondo questa interpretazione, sarà la nullità non dell’intero contratto, ma della sola clausola relativa agli interessi. Il cliente potrà poi valutare se agire nei confronti della banca o meno.

Inutile dire che questo sistema di calcolo smaschererà più facilmente e più spesso il superamento delle cosiddette soglie usura. A nulla – secondo la Corte milanese – valgono le istruzioni impartite dalla Banca d’Italia sulle modalità di calcolo, essendo delle circolari non vincolanti per il giudice.

note

 [1] C. App. Milano sent. n. 3283/2013 del 22.08.2013


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