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Coronavirus: i sindacati contro i decreti del Governo

15 Marzo 2020
Coronavirus: i sindacati contro i decreti del Governo

Cgil, Cisl e Uil chiedono interventi urgenti al premier Conte e al ministro Speranza: tra i maggiori problemi le mascherine inadeguate e i medici non quarantenati.

Mentre cresce l’attesa per il nuovo Decreto salva economia che dovrebbe essere varato nelle prossime ore dal Consiglio dei ministri, che si riunirà in giornata, i sindacati confederali inviano una lettera congiunta ai vertici del Governo e agli organi che gestiscono l’emergenza Coronavirus a partire dalla Protezione civile.

I toni sono duri: alcuni provvedimenti sono “sbagliati” e si riscontrano “inefficienze” organizzative “insopportabili” e pericolose, attaccano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo insieme ai rappresentanti delle categorie del comparto sanitario e della funzione pubblica nella lettera, diffusa dall’Adnkronos, indirizzata al premier Giuseppe Conte, al ministro della Salute, Roberto Speranza e al commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri.

La mancanza di mascherine

C’è “un’intollerabile situazione relativa alla scarsità e alla inadeguatezza nella diffusione dei dispositivi di protezione individuali che riguarda sia le strutture sanitarie che le strutture sociosanitarie residenziali del nostro paese”, si legge nel testo, dove si denuncia la recente “distribuzione in diverse Regioni, da parte delle aziende sanitarie, di mascherine in tessuto sintetico che non possiedono i requisiti necessari per garantire l’adeguata protezione a chi opera nelle strutture direttamente dedicate alla cura del Covid-19″.

Questo, rilevano, “sommato alla oramai cronica scarsità dei dispositivi che porta le aziende a veri e propri razionamenti degli stessi, ove presenti, oltre a mettere a repentaglio la salute degli operatori e delle persone che – in ambito lavorativo e privato – entrano in contatto con loro, sta generando un diffuso e fortissimo malumore” nel personale.

I medici diffusori del contagio

A ciò si aggiunga, proseguono nella lettera, “lo sconcerto e la rabbia generata nei professionisti” della norma che stabilisce che i sanitari esposti a pazienti Covid-19 non siano più posti in quarantena, prevedendone la sospensione dal lavoro solo in caso di sintomaticità manifesta o di positività acclarata. Una norma questa “profondamente sbagliata e che va quanto prima corretta”.

Le richieste dei sindacati

Da qui la richiesta “con forza” delle organizzazioni sindacali al governo di “un immediato e dettagliato” riscontro sulle forniture; la cancellazione della norma sullo stop alla quarantena per i sanitari in assenza di sintomi acclarati; l’immediata attivazione di un tavolo di crisi specifico con il ministero della Salute per il monitoraggio e la segnalazione delle situazioni più critiche presenti sul territorio nazionale, la convocazione del tavolo per giungere ad una rapida definizione dell’accordo quadro ivi previsto.

“L’emergenzialità impone tempestività e coerenza negli interventi, siamo certi che risponderete all’aspettativa di milioni di lavoratori che si stanno caratterizzando per un alto senso del servizio pubblico a favore della collettività”, conclude la lettera.



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