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Assistenza genitore: se uno dei fratelli si rifiuta

15 Marzo 2020
Assistenza genitore: se uno dei fratelli si rifiuta

Alimenti: l’obbligo dei figli a prestare aiuti economici e materiali ai genitori è molto più limitato del mantenimento.

Tua madre è anziana e malata. Ha bisogno di assistenza continua. Per non lasciarla sola con una badante, tu e i tuoi fratelli avete deciso di ospitarla a rotazione nelle vostre case. Stare con i figli servirà a farla sentire psicologicamente meglio e a risparmiare le spese della badante. Senonché, una delle vostre sorelle, quando arriva il suo turno, si rifiuta di accogliere la madre. Sostiene di avere già problemi in casa, con il marito e con i figli, e di non potersene prendere cura. Cosa potete fare per costringerla? Quali diritti avete? Cosa fare se uno dei fratelli si rifiuta di fare assistenza al genitore? 

La domanda implica la conoscenza di uno degli istituti più importanti del codice civile: quello dell’obbligo di versare i cosiddetti alimenti ai familiari in stato di bisogno. 

Se vuoi saperne di più non devi far altro che leggere le seguenti righe. Troverai tutte le risposte che fanno al caso tuo.

I figli hanno l’obbligo di assistere i genitori?

Come noto, i genitori devono mantenere i figli fino a quando non sono in condizione di provvedere a se stessi, ossia finché non possono dirsi sufficientemente autonomi. La regola, però, non vale al contrario: i figli cioè non sono tenuti a mantenere i genitori qualora questi abbiano una pensione troppo bassa per le loro esigenze. I vecchietti, insomma, se la devono vedere da soli, usufruendo magari dei servizi socio-assistenziali messi a disposizione dallo Stato per i non abbienti. 

Questa è la regola e, come tutte le regole, ha la sua eccezione. Nell’ipotesi in cui il genitore anziano sia in condizioni di assoluta povertà, tale cioè da non poter procurarsi lo stretto indispensabile per vivere (come nel caso di soggetto malato), i figli devono garantirgli i cosiddetti alimenti. 

A questo punto, per stabilire cosa fare se uno dei fratelli si rifiuta di fare assistenza al genitore, non possiamo fare a meno di spiegare prima cosa sono gli alimenti.

Cosa sono gli alimenti? 

Gli alimenti sono quel sostegno economico strettamente sufficiente a mettere al riparo la sopravvivenza del soggetto bisognoso. Non sono, quindi, un vero e proprio mantenimento (misura rivolta a garantire non solo i beni di prima necessità ma anche a soddisfare i bisogni della normale vita di relazione di una persona), bensì il minimo necessario per la vita di chi li richiede, considerando la sua posizione sociale. Insomma, gli alimenti sono una misura che scatta tutte le volte in cui c’è una situazione che può mettere a serio repentaglio la sopravvivenza di un familiare. 

Obbligati a versare gli alimenti non sono chiaramente gli amici o i parenti “alla lontana” ma solo i familiari più stretti del bisognoso. Il codice civile fa un elenco ben preciso. 

La prima persona tenuta a versare gli alimenti è il coniuge.

Potrebbe, però, succedere che questi sia defunto, o privo di mezzi economici, oppure potrebbe essere che il beneficiario non sia sposato. In tali ipotesi, a versare gli alimenti devono essere i figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, discendenti prossimi (ossia i nipoti).

In mancanza di questi, l’obbligo di dare gli alimenti spetta ai genitori.

Se mancano anche i genitori, l’obbligo spetta ai generi e nuore.

In assenza di questi, gli alimenti sono dovuti da suocero e suocera.

Mancando i suoceri e nuore, l’obbligo ricade su fratelli e sorelle germani o unilaterali.

L’obbligo sussiste anche:

  • una volta cessata la convivenza di fatto, a carico di un convivente nei confronti dell’altro che si trovi in stato di bisogno;
  • a carico del beneficiario di una donazione, in caso di bisogno del donante.

Quando spettano gli alimenti?

Gli alimenti sono dovuti solo se il richiedente risponde a queste due condizioni:

  • si deve trovare in un reale stato di bisogno fisico o economico;
  • non deve essere in grado di provvedere in tutto o in parte al proprio sostentamento.

Lo stato di bisogno sussiste quando un soggetto non è in grado di far fronte alle esigenze fondamentali della propria vita (quali il vitto, l’abitazione, il vestiario e le cure mediche) per mancanza di adeguate sostanze patrimoniali e involontaria mancanza di un reddito di lavoro.

Il diritto agli alimenti sussiste anche quando lo stato di bisogno è dovuto a colpa del soggetto che li richiede.

Da quanto visto, si intuisce l’età avanzata non è una condizione necessaria per richiedere gli alimenti. Ne potrebbe aver diritto anche un soggetto relativamente giovane, se ad esempio inabile o invalido al 100%.

Alimenti: quale importo?

Gli alimenti sono limitati al necessario per la vita di chi lo richiede. Non si tratta, però, di una misura predeterminata, perché l’obbligo va sempre rapportato alle condizioni economiche del soggetto obbligato. Ad esempio, in presenza di più fratelli con stipendi diversi, ciascuno di questi dovrà versare a titolo di alimenti un importo differente in rapporto alle proprie capacità.

L’obbligo degli alimenti può essere soddisfatto anche in natura. Ad esempio, se un figlio preferisce fare la spesa al genitore, comprargli le medicine o garantirgli vitto e alloggio sotto il proprio tetto avrà soddisfatto il suo obbligo alimentare. 

Chi può chiedere gli alimenti?

Per chiedere gli alimenti il soggetto che versa in stato di bisogno deve promuovere un’azione giudiziale davanti al tribunale.

Aspetto fondamentale di tale disciplina sta nel diritto ad agire: questo spetta solo al soggetto in stato di bisogno. La causa può essere intentata solo da quest’ultimo. Nessun’altra persona si può sostituire a lui, fossero anche i suoi stessi figli o gli amici. Se, ad esempio, una madre anziana e malata non intende agire contro il figlio che non gli dà gli alimenti, non possono farlo i fratelli di quest’ultimo.

Assistenza ai genitori: è un obbligo per i figli?

Tutta la trattazione appena fatta ci serve per capire alcuni aspetti fondamentali relativi al mantenimento dei figli nei confronti dei genitori. Eccoli: 

  • l’obbligo degli alimenti è esclusivamente economico: il genitore bisognoso può solo imporre al figlio di versargli i soldi per la sua sopravvivenza ma non anche di prestargli l’assistenza fisica e personale;
  • il figlio può adempiere all’obbligo alimentare ospitando il genitore a casa propria o procurandogli i beni di prima necessità comprese le medicine (ad esempio, facendogli la spesa). In tal caso, il genitore non avrà alcuna azione contro di lui;
  • se uno dei figli si sottrae all’obbligo di prestare gli alimenti al genitore, a fargli causa non possono essere i suoi fratelli ma solo il genitore stesso.

Risultato: se i fratelli decidono di ospitare a turno il genitore, chi si sottrae a questo impegno non può essere in alcun modo obbligato dagli altri, sia perché, come detto, l’obbligo alimentare è solo economico, sia perché il diritto ad agire in tribunale spetta solo al bisognoso.

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