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Cosa fare in caso di aggressione

20 Maggio 2020 | Autore:
Cosa fare in caso di aggressione

Percosse, lesioni personali e rissa: cosa succede se c’è un’aggressione personale? Quando sporgere querela o denuncia? Quando l’aggressione è reato?

Mentre eri in strada sei stato aggredito da un balordo che, dopo averti insultato senza avergli fatto nulla, ha cominciato a spingerti e a prenderti a schiaffi. Per fortuna hai allungato il passo e il malintenzionato non ti ha seguito. Cosa potresti fare in questo caso? Puoi sporgere denuncia per aggressione anche se non hai subito alcuna lesione?

Facciamo un altro esempio. Mentre sei al bar con gli amici inizia una discussione che ben presto sfocia in un violento diverbio. Dalle parole si passa alle mani e rimani coinvolto in una rissa in piena regola. Per difenderti, sferri anche tu qualche pugno. La colluttazione viene presto sedata e gli animi si calmano. Cosa fare in questo caso? Come comportarsi in caso di aggressione? Puoi sempre sporgere denuncia? Ci si può difendere da un’aggressione ingiustificata? Prosegui nella lettura se cerchi risposte a queste domande.

Aggressione: cosa dice la legge?

La legge non prevede il reato di aggressione: in pratica, se qualcuno ti aggredisce ma non ti fa alcun male, non può essere punito. Pensa a colui che si limita a darti uno schiaffetto oppure una piccola spinta: in casi del genere, nessun reato potrebbe essere denunciato.

Al contrario, l’aggressione diventa penalmente rilevante nei casi di percosse, di lesioni personali e di rissa. Vediamo quando l’aggressione diventa reato e, dunque, quando puoi sporgere denuncia per aggressione.

Percosse a seguito di aggressione: cosa fare?

Se da un’aggressione hai ricevuto percosse, allora potrai sporgere querela alle autorità competenti.

Cosa sono le percosse? Secondo il codice penale, chiunque percuote una persona, se dal fatto non deriva una malattia, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 309 euro [1].

Per la legge, la percossa consiste in una violenza che genera soltanto una sensazione fisica di dolore, senza postumi di alcun genere (pensa a uno schiaffo, a un pugno sulla spalla, ecc.).

Le percosse, dunque, pur cagionando una sensazione dolorosa, si caratterizzano per l’assenza di postumi apprezzabili; ciò significa che non tutte le percussioni dell’altrui corpo costituiscono percosse in senso giuridico, ma solo quelle che, con un contenuto di apprezzabile violenza, siano dirette a produrre una rilevante sensazione dolorifica, cioè a cagionare l’altrui male.

Nel caso di aggressione, dunque, puoi senz’altro sporgere querela contro il tuo aggressore se la sua condotta è stata in grado di provocarti del male. Ricorda che, per sporgere querela, hai solamente tre mesi di tempo da quando hai subito l’aggressione.

Aggressione con lesioni: querela

Se è possibile denunciare le percosse ricevute a seguito di un’aggressione, senz’altro potrai denunciare chi ti ha provocato delle vere e proprie lesioni personali.

Mentre le le percosse consistono solamente in una sensazione dolorosa non clinicamente accertabile, le lesioni personali provocano una malattia nel corpo o nella mente [2].

Qual è la differenza concreta tra le percosse e le lesioni? Le prime non cagionano una malattia, per tale dovendosi intendere non soltanto la lesione anatomica (la ferita, in altre parole), ma anche la riduzione apprezzabile di funzionalità dell’organismo.

Per malattia non si deve intendere solamente la classica ferita lacero-contusa derivante dall’utilizzo di un oggetto appuntito o contundente, di un coltello oppure di altra arma, bensì ogni patologia (anche mentale) che può essere provocata dall’altrui comportamento.

Ad esempio, una frattura è una malattia, così come lo è un pugno in pieno viso che provochi una conseguenza apprezzabile (occhio livido, deviazione del setto nasale, scheggiatura di un dente; ecc.).

In casi del genere, puoi senz’altro denunciare l’aggressione subita; anche in questo caso, avrai tre mesi di tempo per sporgere la querela. Se tuttavia dall’aggressione ti è derivata una malattia che i medici ritengono guaribile non prima di venti giorni (prognosi di oltre venti giorni, dunque), allora il reato di lesioni diventa procedibile d’ufficio e, pertanto, la denuncia potrà essere sporta senza limiti di tempo.

Aggressione: cosa fare se diventa una rissa?

Vediamo ora il caso in cui l’aggressione personale degeneri in una rissa, cioè in una colluttazione in cui sono coinvolte almeno tre persone.

il codice penale [3] stabilisce che chiunque partecipa a una rissa è punito con la multa fino a trecentonove euro.

La pena tuttavia è di gran lunga diversa nel caso in cui dalla rissa dovessero derivare conseguenze per i partecipanti: e infatti, la legge afferma che se nella rissa taluno rimane ucciso, o riporta una lesione personale, la pena, per il solo fatto della partecipazione alla rissa, è della reclusione da tre mesi a cinque anni. La stessa pena si applica se l’uccisione o la lesione personale, avviene immediatamente dopo la rissa e in conseguenza di essa.

Dunque, il solo fatto di prendere parte a una colluttazione ove sono coinvolte più persone è sufficiente a far scattare il reato di rissa, anche nell’ipotesi in cui nessuno dei partecipanti dovesse riportare alcuna conseguenza.

Dunque, cosa fare in caso di aggressione se questa, coinvolgendo più persone, è diventata una rissa? Ebbene, bisogna distinguere la tua posizione all’interno della colluttazione:

  • se ti sei limitato a difenderti, allora non avrai commesso alcun reato;
  • se, al contrario, hai cominciato a reagire con violenza e hai avuto l’intenzione di fare del male, allora risponderai del reato di rissa.

Dunque, se sei stato coinvolto in una rissa contro la tua volontà e sei fuggito oppure ti sei limitato a difenderti, allora non avrai commesso alcun reato; anzi, puoi sporgere denuncia per il reato di rissa.

Posso difendermi da un’aggressione?

La legge consente di difendersi da un’aggressione ingiustificata, purché però la difesa sia proporzionata all’offesa e non vi sia altro modo per poter evitare l’ingiusta condotta altrui. Ciò significa che, se qualcuno vuole aggredirti e hai la possibilità di scappare e chiamare le autorità, la tua difesa non sarà giustificata.

Secondo la legge [4], non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui dal pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.

Se ne vuoi sapere di più su questo argomento, ti invito a leggere l’articolo “Quando è legittima difesa“.


note

[1] Art. 581 cod. pen.

[2] Art. 582 cod. pen.

[3] Art. 588 cod. pen.

[4] Art. 52 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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