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Assegno scoperto: significato

22 Maggio 2020
Assegno scoperto: significato

Cosa succede se emetto un titolo di credito e sul conto corrente non c’è la provvista necessaria per il pagamento?

La tua piccola impresa sta attraversando un periodo di difficoltà economica. I clienti non ti pagano e tu hai molte spese da sostenere: il canone di affitto del locale, i fornitori, i dipendenti, ecc. Un giorno, vieni contattato dalla tua banca per aver emesso un assegno scoperto. Sai bene che le sanzioni previste in questi casi non sono di certo leggere. Cerchi di spiegare all’operatore che si è trattato sicuramente di un errore. Tuttavia, non hai molta scelta: o paghi l’importo necessario oppure rischi il protesto. Nell’articolo che segue vedremo di capire cosa vuol dire assegno scoperto e quali conseguenze comporta.

Cos’è l’assegno?

Prima di addentrarci nell’argomento, devi sapere che l’assegno è un titolo di credito utilizzato dal titolare di un conto corrente (cosiddetto traente) per consegnare il denaro ad un’altra persona (cosiddetto prenditore o beneficiario). In questo caso, si parla di assegno bancario. Un’altra tipologia, invece, è l’assegno circolare, ossia il titolo emesso direttamente dalla banca e consegnato al proprio cliente che ne abbia fatto richiesta.

Facciamo un esempio.

Tizio si reca dal carrozziere Caio per riparare la macchina. Quest’ultimo gli comunica che il costo per la riparazione è pari a 600 euro. Tizio decide di pagare con un assegno bancario. Per riscuotere la somma, Caio deve recarsi presso lo sportello della banca indicata sul titolo. Fatte le opportune verifiche, il cassiere eroga il pagamento, addebitando la somma sul conto di Tizio.

Assegno bancario e assegno circolare: qual è la differenza?

Tra i due titoli di credito ci sono sostanziali differenze:

  • l’assegno bancario viene emesso dal titolare di un conto corrente ed è coperto con i soldi che vi sono depositati (soldi che possono anche non esserci). Se il titolo è stato emesso su piazza (cioè pagabile nello stesso Comune di emissione, ad esempio emesso e riscosso a Roma) il pagamento può essere richiesto entro 8 giorni, se il titolo è stato emesso fuori piazza (cioè pagabile in un Comune diverso da quello di emissione, ad esempio Roma – Milano) il pagamento può essere richiesto entro 15 giorni;
  • l’assegno circolare: viene emesso direttamente dalla banca, la quale garantisce la certezza dell’incasso. In altri termini, l’emissione è subordinata al deposito, da parte del richiedente, della corrispondente somma indicata sul titolo. Generalmente, l’assegno circolare va riscosso entro 30 giorni dalla data di emissione.

Assegno scoperto: significato

Se emetti un assegno senza avere sul conto la provvista, cioè i fondi necessari per il pagamento, allora si parla si assegno scoperto. Tale problema, come avrai capito, si pone principalmente in caso di assegno bancario. Facciamo un esempio.

Caio ha ricevuto un assegno da Tizio per il pagamento della fornitura di alcuni materiali. Si reca in banca per incassarlo, ma l’operatore di sportello gli comunica che non è possibile perché i soldi sul conto di Tizio non sono sufficienti.

Assegno scoperto: quali sono le conseguenze?

Supponiamo che tu abbia emesso un assegno scoperto, quindi di importo superiore rispetto alla provvista presente sul tuo conto corrente. In tal caso, la banca ti comunica la mancata copertura e ti chiede di depositare sul conto il denaro necessario per pagare l’importo dell’assegno (maggiorato di una penale e degli interessi). Se alla scadenza del termine risulti ancora inadempiente, allora l’istituto effettua un secondo tentativo e, qualora non trovi i fondi necessari, procede con il protesto. Di cosa si tratta? In pratica, il notaio (o l’ufficiale giudiziario) dichiara il mancato pagamento o la mancata accettazione dell’assegno.

Di conseguenza, il protesto fa scattare:

  • la pubblicazione, entro 10 giorni, del nominativo nel registro informatico dei protesti tenuto dalla Camera di Commercio;
  • la sanzione pecuniaria che va da 516 a 6.197 euro;
  • l’impossibilità di emettere assegni bancari o postali per un periodo che va da 2 a 5 anni se l’importo è superiore a 2.582 euro;
  • la revoca del sistema: cioè viene revocata l’autorizzazione ad emettere assegni per un periodo di 6 mesi (oltre a dover restituire il libretto con i titoli ancora inutilizzati);
  • la segnalazione alla Centrale Rischi. In questo modo, è praticamente impossibile poter accedere a finanziamenti, mutui o aperture di conto corrente;

Quando, invece, l’importo dell’assegno è superiore a 51.645 euro, sono previste le seguenti sanzioni:

  • l’interdizione dall’esercizio di un’attività professionale, imprenditoriale e dall’esercizio dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese;
  • l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione.

Se il debitore provvede al pagamento dell’assegno, il protesto viene conservato nel registro informatico:

  • fino alla sua cancellazione;
  • per 5 anni dalla data della registrazione (in mancanza di cancellazione).

Assegno scoperto: come rimediare?

Devi sapere che il protesto si può evitare, innanzitutto, pagando la somma di denaro necessaria a coprire l’assegno. Quindi, se ricevi la comunicazione della banca ti consiglio di provvedere subito, pagando direttamente il creditore o la banca.

In caso di protesto, hai sempre la possibilità di procedere con il pagamento tardivo entro 60 giorni. Ovviamente, dovrai pagare la somma necessaria a coprire l’assegno, le spese di protesto, una penale (pari al 10% dell’importo del titolo di credito) e gli interessi legali.

Una volta cancellato il protesto dal registro informatico, puoi presentare un ricorso in tribunale per essere riabilitato. Se il tribunale accoglie l’istanza emette un decreto di riabilitazione, con cui si autorizza la Camera di Commercio a cancellare il debitore dal registro informatico dei protesti. In caso di rigetto, il debitore può presentare ricorso alla Corte d’Appello entro 10 giorni.



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