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Risarcimento danno accidentale

22 Maggio 2020 | Autore:
Risarcimento danno accidentale

Gli imprevisti possono capitare a tutti e in qualsiasi contesto della vita personale, sociale e lavorativa. In alcuni casi, si va incontro a conseguenze particolarmente importanti. Quali rimedi ci sono?

Nell’esperienza di tutti i giorni ti puoi imbattere in situazioni inaspettate che ti mettono in seria difficoltà. Pensa, ad esempio, ad una caduta dovuta a una buca presente sulla strada e non adeguatamente segnalata dall’amministrazione comunale.

Quando si subisce un danno per una colpa altrui sorgono diversi dubbi su come comportarsi; allo stesso modo, emerge con forza la voglia di agire contro il colpevole per ottenere – laddove possibile – il ripristino della situazione originaria.

Quanto detto vale ancor di più quando il pregiudizio deriva da situazioni di caso fortuito o forza maggiore. In tali circostanze, si pone, però, il problema dell’ammissibilità del risarcimento del danno accidentale posto che non esiste un soggetto effettivamente responsabile.

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Danni accidentali: che cosa sono

Per comprendere il significato del danno accidentale occorre richiamare l’attenzione su due istituti giuridici. Stiamo facendo riferimento ai concetti di caso fortuito e di forza maggiore: entrambe le espressioni indicano, infatti, un evento imprevedibile ed inevitabile.

La differenza tra l’una e l’altra ipotesi sta in questo: nel primo caso, l’avvenimento si realizza tramite una persona anche se non è direttamente riconducibile alla sua volontà o alla sua condotta; nella seconda circostanza, il danno deriva dall’intervento di una forza esterna all’agire umano (es. potenza della natura). In entrambe le situazioni, ci si trova di fronte a un fatto del tutto involontario.

Facciamo alcuni esempi per comprendere meglio la distinzione: si parla di forza maggiore con riferimento alla chiusura delle scuole per la diffusione nazionale del Coronavirus; si fa riferimento al caso fortuito se la cantina di un condominio, in cui vi è un impianto idrico malfunzionante non riparato dall’amministratore, si allaga a causa di una pioggia torrenziale imprevedibile.

Per far fronte a tali situazioni estreme, molte compagnie si sono preoccupate di predisporre delle polizze a garanzia delle possibili conseguenze. È, infatti, il settore assicurativo quello in cui viene maggiormente utilizzata la categoria giuridica del danno accidentale.

Addentriamoci nella materia verificando, anzitutto, quali sono le condizioni contrattuali che possono essere applicate e analizzando, successivamente, i casi più comuni di eventi imprevedibili.

La tutela assicurativa contro i danni accidentali

Alcune polizze di responsabilità civile limitano la copertura assicurativa alle sole ipotesi di danni accidentali. In altri termini, le compagnie intervengono a sostegno dell’assicurato soltanto quando si verifica un evento imprevedibile e non riconducibile alla condotta colposa o volontaria del soggetto. Si parla, in termini tecnici, di clausole di limitazione della responsabilità. Tali condizioni contrattuali vengono utilizzate in diversi settori della vita, ma sono soprattutto tre gli ambiti di applicazione più frequenti.

Analizziamoli nel dettaglio.

Assicurazione autoveicoli e motocicli

La polizza di RC auto e moto offre una copertura al proprio cliente che incorre in un incidente stradale.

I limiti di intervento dell’assicuratore possono essere previsti all’interno del contratto e sono molteplici: ad esempio, può essere prevista una soglia massima di risarcibilità del danno (cosiddetto massimale) o ancora può preventivarsi l’esclusione del risarcimento se lo scontro è stato cagionato dalla guida spericolata dell’assicurato.

In linea di massima, la responsabilità civile per i veicoli su strada si riferisce ai rischi tipici della circolazione stradale. È fuori di dubbio però che, in alcune ipotesi, le autovetture e i conducenti possono andare incontro a pericoli dovuti ad eventi accidentali imprevedibili (ad esempio, pensa al parabrezza che viene distrutto da un ramo che cade dopo una tempesta di vento).

Per la tutela di queste specifiche ipotesi è necessario che l’assicurato firmi una polizza ulteriore e diversa che prende, di solito, il nome di garanzia Kasko. Ovviamente, il riconoscimento di tale facoltà non è gratuita, a meno che non vi siano delle promozioni in corso o delle agevolazioni per i clienti più fedeli: infatti, il premio annuale viene maggiorato in misura percentuale al numero di pericoli dai quali ci si vuole proteggere.

Assicurazione incidenti esercizi commerciali e studi professionali

Da qualche anno, il legislatore italiano ha imposto agli esercizi commerciali e agli studi professionali (es. avvocati) l’obbligo di dotarsi di una polizza assicurativa per proteggere i propri clienti da eventuali pregiudizi che possono subire all’interno dei locali in cui si svolge attività: pensa, ad esempio, ad una caduta all’interno di un negozio di abbigliamento che provoca la frattura del polso di una donna.

In tali casi, a differenza di quanto avviene per le automobili, la prima valutazione che viene fatta dalle compagnie assicurative è quella relativa al carattere accidentale del danno. A meno che non sia previsto diversamente all’interno del contratto, l’assicuratore risarcisce il pregiudizio soltanto se l’assicurato dimostra di non aver avuto alcuna responsabilità nella produzione dell’evento.

Assicurazione cellulari ed elettrodomestici

Un ultimo settore che viene preso seriamente in considerazione dalle compagnie assicuratrici è quello degli smartphone e degli elettrodomestici.

L’attenzione prestata da tali società trova giustificazione in un motivo molto semplice: i telefonini e le apparecchiature di uso casalingo contemporanei sono caratterizzate da un’elevata componente tecnologica che li rende particolarmente costosi. In alcuni casi, per poterli acquistare è necessario ricorrere a veri e propri prestiti personali. È, quindi, giustificabile la necessità dell’acquirente di proteggere tali strumenti da eventuali danni che possono derivare da circostanze non previste e non volute.

Anche in queste ipotesi, al pari di quanto abbiamo visto negli altri casi, è possibile stipulare un apposito contratto che tranquillizzi il proprietario per un periodo limitato di tempo. Trattandosi di beni di consumo è, infatti, inevitabile un loro deterioramento nel lungo periodo.


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