Cronaca | News

Coronavirus: la strategia per bloccare il contagio

16 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: la strategia per bloccare il contagio

I numeri non scenderanno per almeno due settimane, secondo gli esperti. Ma nemmeno dopo se non si interviene in questo modo.

Ci vorrà ancora del tempo per una vera inversione di tendenza. Questo è il dato di fatto a cui si sono arresi gli esperti che lavorano alla riduzione del contagio da coronavirus in Italia. Quanto? Non meno di due settimane. Nella prima, si dovrebbe assistere ad una diminuzione di nuovi casi al Nord, ma non al Centro-Sud, secondo le stime della Protezione civile. Poi, nelle regioni settentrionali, si potrebbero stabilizzare i numeri, mentre nel resto del Paese continuerà l’ascesa. Trascorsi quei 15 giorni, inizieranno a diminuire i contagi dove ora sono più numerosi e la situazione sarà stabile altrove.

Il tutto, ovviamente, se vengono rispettate le regole: restare a casa se non c’è necessità di uscire e rispettare le norme di isolamento e di quarantena.

La strategia per bloccare i contagi passa, soprattutto, dal comportamento di chi è sano, cioè dalla maggior parte degli italiani. È necessario mantenere le distanze, rimanere nella propria abitazione e attendere che l’emergenza sia passata. Altrimenti, il coronavirus non verrà mai sconfitto. A questo proposito, si assisterà ad un rafforzamento dei controlli perché, come segnalano le autorità, «c’è ancora troppa gente in giro». Meno probabile, invece, la chiusura di altre attività, anche se si chiederà alle Asl di verificare le condizioni di sicurezza di alcuni siti produttivi per individuare eventuali criticità e poter intervenire.

La linea che si intende perseguire è quella che in Cina ha dato buoni risultati: zone rosse, blocco del traffico, limiti agli spostamenti, chiusura di aziende e di scuole. Solo in questo modo, quell’inversione di tendenza di cui si parlava prima sarà possibile. Così era stato per la Sars, quasi 20 anni fa: l’isolamento fu l’arma vincente.

Altra mossa necessaria, anzi urgente, è quella di chiudere gli ospedali per le patologie non urgenti, con la sospensione degli ambulatori e degli interventi che si possono rimandare. Lo scopo è doppio: non intasare le strutture sanitarie (ed il personale, già fin troppo impegnato sul fronte coronavirus) ed evitare di inserire ulteriori pazienti in ambienti a rischio che, di conseguenza, possono essere nuovi veicoli di trasmissione del virus.

Infine, ed è la parte più complicata da gestire ad oggi, sarà indispensabile aumentare i tamponi, facendo dei test agli asintomatici e non solo a chi manifesta i sintomi dell’infezione ed aumentare i posti letto delle terapie intensive.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube