Coronavirus: gli aiuti per le partite Iva

16 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: gli aiuti per le partite Iva

Dalla sospensione del mutuo per la prima casa all’una tantum da 600 euro, dal sostegno per lo smart working agli ammortizzatori sociali.

Il Governo tende una mano non solo ai dipendenti ma anche a chi lavora a partita Iva e sta pagando a caro prezzo le conseguenze dell’emergenza coronavirus. Il nuovo decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri prevede un pacchetto di aiuti per questi lavoratori, a partire dalla sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa. Servirà, però, dimostrare con autocertificazione di aver perso in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 (data in cui è stata data notizia del primo contagio in Italia) oltre un terzo del fatturato rispetto all’ultimo trimestre del 2019. La sospensione sarà in vigore per 9 mesi e non prevede l’obbligo di presentazione dell’Isee.

Viene riconosciuta anche un’indennità una tantum di 600 euro che, oltre agli stagionali e a chi ha smesso di lavorare per colpa del Covid-19, interessa anche autonomi, liberi professionisti titolari di partita Iva, co.co.co iscritti alla gestione separata e autonomi delle gestioni Ago. C’è anche la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

C’è, poi, il fronte dello smart working, scelta necessaria e, a volte, obbligata per non interrompere l’attività ed evitare sia gli assembramenti in ufficio sia l’opzione di lasciare i dipendenti a casa. Un primo aiuto è arrivato dall’Ebipro, l’ente bilaterale per gli studi di professionisti che raduna 80mila titolari di studi associati e 200mila dipendenti: un contributo da un milione di euro (ma se la richiesta è massiccia, la cifra potrebbe aumentare) per il rimborso delle spese sostenute per il lavoro a domicilio, che si traduce in un assegno di 500 euro per ogni dipendente e per un massimo di cinque. Occorrerà presentare domanda con allegata la fattura dell’acquisto di un computer e la copia del modulo di attivazione dello smart working sul portale Clicklavoro ai titolari iscritti da almeno ei mesi.

Inoltre, i professionisti di Lombardia e Lazio hanno la possibilità di accedere ai bandi regionali legati sempre allo smart working. Il 3 aprile parte in Lombardia il bando aperto anche ai titolari di partita Iva per ottenere dei voucher in caso di attivazione del lavoro a domicilio. Gli aiuti sono a fondo perduto per l’acquisto di computer o di altri dispositivi purché si abbia sede nel territorio della regione. Nel Lazio, invece, è necessario avere almeno due dipendenti per accedere al fondo.

Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, Ebipro mette a disposizione tre milioni di euro per i dipendenti di studi che impegnano fino a cinque lavoratori. Per le realtà di dimensioni maggiori, è in vista la cassa integrazione ordinaria per un massimo di nove settimane. Ulteriori aiuti sono previsti per i professionisti con un reddito dichiarato nel 2019 inferiore ai 10mila euro. Contributi in arrivo per i propri iscritti, infine, anche da Inarcassa, cioè la Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli ingegneri e gli architetti liberi professionisti.



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