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Coronavirus, allarme finte raccolte fondi

16 Marzo 2020
Coronavirus, allarme finte raccolte fondi

Aguzzate la vista e l’ingegno: tra pirati e sciacalli, il rischio di imbattersi in geni del raggiro, in questo momento di emergenza pandemia, è altissimo.

L’ultima, in ordine di tempo, è la finta raccolta fondi per l’ospedale San Raffaele di Milano, polo sanitario in prima linea con sforzi disperati per garantire cure a tutti i malati di coronavirus. L’ha segnalata su Twitter il virologo Roberto Burioni, che ha pubblicato una foto dell’annuncio che invita a donare per dare una mano alla terapia intensiva milanese: “Abbiamo deciso di lanciare attraverso una donazione personale una raccolta fondi in favore dell’ospedale San Raffaele destinata alla creazione di nuovi posti letto nel reparto di terapia intensiva necessari ad affrontare l’emergenza sanitaria del coronavirus. Aiutateci a condividere il più possibile”. All’interno del messaggio segue un copia-incolla di una vera raccolta fondi: quella organizzata dai cosiddetti Ferragnez, Chiara Ferragni e Fedez, marito e moglie e influencer con numeri di follower da capogiro sui social. La loro popolarità – preziosissima, in questo caso – ha permesso di raccogliere quasi 5 milioni di euro per l’ospedale di Milano. Al copia-incolla dell’annuncio della vera iniziativa di solidarietà, segue poi il numero dell’iban di un conto corrente per le donazioni. Che vengono però messe in tasca da gente senza scrupoli, senza alcun contatto con l’ospedale San Raffaele, né con i Ferragnez che si sono offerti di aiutare. Non è peraltro l’unica raccolta fondi tarocca scoperta in queste ore: stanno prolificando e bisogna fare attenzione per evitare di donare i nostri soldi a chi specula sull’emergenza.

Come fare per donare in sicurezza

Difendersi è possibile. Giorni fa, sul nostro portale, abbiamo elencato le raccolte fondi che in questo momento stanno andando per la maggiore. Molti, infatti, i vip che hanno voluto prestare il proprio volto a campagne per sensibilizzare sull’importanza di accumulare risorse da destinare all’acquisto di dispositivi di protezione e di strumentazioni per attrezzare i vecchi e nuovi reparti di terapia intensiva (a Tor Vergata e alla Fiera di Milano ne stanno nascendo due nuovi per garantire altri posti letto ai malati più gravi con polmonite interstiziale bilaterale). Il consiglio è quello di non fidarsi mai di privati che raccolgono denaro, specie se l’invito a donare proviene da account social non affidabili e messaggi vocali fatti girare di cellulare in cellulare (molti, in questi giorni, si sono rivelati non autentici): potrebbero farlo per se stessi, anziché per gli ospedali travolti dall’emergenza. Si invita a concentrare le proprie donazioni verso canali più sicuri, come le raccolte dei vip cui è già stato dato adeguato spazio sugli organi d’informazione (molte di queste si trovano sulla piattaforma GoFundMe). Ancora meglio, seguire le indicazioni fornite direttamente dagli ospedali in prima linea: sui siti web dello Spallanzani o dello stesso San Raffaele di Milano, come anche di altri ospedali al lavoro per combattere il coronavirus, troverete tutte le informazioni che cercate per donare in sicurezza.



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