Multa semaforo rosso: nulla se l’incrocio non è pericoloso

16 Marzo 2020
Multa semaforo rosso: nulla se l’incrocio non è pericoloso

Il t-red e le sanzioni devono essere giustificate da un alto rischio di incidenti che si verificano nel tratto in cui è posizionato il dispositivo.

Se l’incrocio non è pericoloso, la multa non è valida. La buona notizia, per gli automobilisti, arriva dalla sentenza 1609/20, pubblicata dalla sesta sezione civile del giudice di pace di Torino (magistrato onorario Daniela Volpes).

Davanti al magistrato pendeva il ricorso di un presunto trasgressore, assistito dall’avvocato Massimo Ceccanti. L’uomo aveva ricevuto una multa per essere passato col rosso, infrazione rilevata dalle telecamere montate su un semaforo proprio per accertarsi che, allo scattare del segnale di stop, gli automobilisti non passino comunque come fosse verde. Se lo fanno scatta la multa. In pratica, un deterrente per diminuire gli incidenti. L’opposizione dell’automobilista è stata accolta perché il comune non ha dimostrato che l’incrocio era così pericoloso da giustificare il ricorso al Parvc (Project automation red violation control).

Il ministero dell’Interno consente, infatti, che si utilizzino dispositivi automatici di rilevamento delle violazioni. Ma, in base a un parere dell’Avvocatura dello Stato, questo strumento è legittimo solo se ne viene motivata la necessità. In altre parole: la delibera della pubblica amministrazione, e quindi del comune, che autorizza i cosiddetti t-red, le telecamere sui semafori che sanzionano i passaggi col rosso, deve specificare che, in quel punto, c’è stato un alto numero di incidenti stradali. Solo se si è verificata una grande quantità di sinistri all’incrocio e se ciò viene fatto presente l’uso dell’apparecchio è legittimo e, di conseguenza, le multe. Altrimenti, se non si precisa che il t-red era necessario per limitare gli incidenti, sanzioni nulle. E spese legali a carico del comune.



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