Coronavirus: l’Ue isola l’area Schengen

16 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: l’Ue isola l’area Schengen

Vietati gli accessi non essenziali dai Paesi extracomunitari. La Commissione dice no allo sbarramento interno delle frontiere.

La Commissione europea ha deciso di bloccare gli ingressi «non essenziali» dai Paesi extracomunitari negli Stati dell’Unione per evitare l’ulteriore diffusione del coronavirus. Il divieto sarà in vigore inizialmente per 30 giorni, ma il termine potrebbe essere prorogato se le circostanze lo richiedessero. Lo ha annunciato la presidente dell’Esecutivo dell’Ue, la tedesca Ursula Von der Leyen. «Meno si viaggia – ha spiegato – più possiamo contenere i contagi. Propongo, dunque, ai capi di Stato e di Governo – ha continuato Von der Leyen – di introdurre restrizioni temporanee ai viaggi non essenziali verso l’Unione europea».

La Commissione ha precisato che ci sono delle eccezioni a questa regola e riguardano gli extracomunitari che risiedono da tempo all’interno dell’Unione, i familiari di cittadini europei, diplomatici, dottori e ricercatori impegnati nella battaglia contro il coronavirus.

Von der Leyen ha anche richiamato i Paesi che hanno autonomamente deciso il blocco delle proprie frontiere con altro Stati membri, ovvero la «sua» Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Danimarca, Polonia e Lituania. La Commissione, infatti, vede a rischio il mercato economico e gli scambi commerciali interni. Berlino e Parigi, quindi, dovranno togliere il blocco delle esportazioni di mascherine e di attrezzature sanitarie verso gli altri Paesi dell’Ue, messo in atto da Germania e Francia per garantirsi le scorte. Inoltre, nel corso della prima riunione straordinaria in videoconferenza con i ministri della Salute e dell’Interno dell’Unione è stato palesato il fatto che il Covid-19 è presente, ormai, in tutti gli Stati membri e, pertanto, chiudere le frontiere interne sarebbe una mossa inutile.

La Commissione ha chiesto a tutti i Paesi dell’Ue di garantire la libera circolazione di tutte le merci, in particolare, devono garantire la filiera di prodotti essenziali come medicine, equipaggiamento medico e cibo».

Bruxelles ha sottolineato la necessità di organizzare acquisti di ventilatori polmonari e di altre attrezzature necessarie ad affrontare la pandemia per distribuirli nei Paesi maggiormente in difficoltà (Italia in testa) ed evitare eventuali speculazioni sui prezzi. Non a caso, il Belgio è già stato truffato su un acquisto di dispositivi di protezione.



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