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Danni sigaretta elettronica

16 Marzo 2020 | Autore:
Danni sigaretta elettronica

Quello del fumo è un vizio antico quanto l’uomo, ma nel corso del tempo è diventato più nocivo. Negli anni sono state prodotte numerose tipologie di sigarette. Quali sono i rischi per la salute?

L’abitudine di fumare è molto frequente nella popolazione mondiale e presenta caratteristiche diverse a seconda del Paese di provenienza. Per alcuni popoli tenere in mano una sigaretta risponde a esigenze religiose; per altri corrisponde a un mezzo di socializzazione. Usare tabacco consente, infatti, ai più giovani di sentirsi parte integrante di un gruppo e di non essere bullizzati e isolati. Proprio per tal motivo, purtroppo, in Europa l’età media dei fumatori si è molto abbassata e tale vizio accomuna indistintamente uomini e donne.

I pericoli che derivano da tale dipendenza sono noti a tutti e sono stati dimostrati a livello scientifico. Peraltro, le persone che soffrono di patologie respiratorie e cardiache riconducibili alle sigarette sono tantissime: ne deriva un costo enorme sia in termini economici, per la necessità di garantire le cure a chi si ammala, sia in termini di vite umane, assodato il gran numero di decessi.

Per provare a limitare i danni alla salute senza dover rinunciare – contemporaneamente – ai guadagni derivanti dal fumo, alcune multinazionali hanno progettato dei sistemi alternativi ai metodi tradizionali. Sul punto, hai sicuramente sentito parlare della nuova e-cig (electronic cigarette). Ma ti sei mai chiesto quali danni produce la sigaretta elettronica? Secondo molti studiosi, infatti, si tratta di un metodo non del tutto sicuro.

Proviamo a capirci qualcosa di più.

La normativa sul fumo in Italia

La cattiva abitudine del fumo ha portato diversi Stati ad adottare delle regole più o meno rigide in materia.

Per quanto riguarda la situazione nel nostro Paese è necessario fare riferimento sia alla normativa interna sia alle direttive dell’Unione Europea. Anche se fumare è una condotta del tutto lecita, devi, infatti, sapere che ci sono degli obblighi di legge che devono essere rispettati; diversamente si incorre in sanzioni amministrative di carattere economico piuttosto importanti.

I divieti riguardano sia il singolo consumatore sia le aziende produttrici di sigarette. Relativamente poi al sistema di vendita, in Italia vige un mercato monopolistico: in altri termini, non vi è concorrenza tra imprese, ma è soltanto lo Stato il titolare del potere di mettere in commercio le sigarette presso appositi rivenditori autorizzati (i tabaccai).

Senza addentrarci eccessivamente nella questione, possiamo indicare alcune tappe fondamentali della legislazione nazionale. Attraverso l’adozione di diverse norme sono state, infatti, introdotte nel nostro ordinamento le restrizioni ancora oggi esistenti.

Tre sono soprattutto gli anni più significativi, ossia:

  1. 2003: viene introdotto il divieto di fumare nei locali chiusi, ad eccezioni di quelli privati non aperti a utenti o al pubblico e di quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati [1];
  2. 2013: il divieto di fumo viene esteso ai cortili delle istituzioni scolastiche statali e paritarie [2];
  3. 2016: nel recepire una normativa europea del 2014, in Italia viene introdotto il divieto di fumare in macchina in presenza di bambini e di donne incinte, vengono rese più severe le sanzioni per chi vende sigarette ai minorenni e vengono previste delle multe per chi butta i mozziconi a terra.

Per quanto riguarda, invece, le aziende produttrici è stato imposto loro, tra l’altro, l’obbligo di inserire sui pacchetti la dicitura “nuoce gravemente alla salute” accompagnata da immagini shock che spaventino le persone. È poi vietato fare pubblicità alle sigarette con qualsiasi mezzo (giornali, televisione, radio e così via).

La sigaretta elettronica: che cos’è

La dipendenza da fumo dipende da una sostanza contenuta nelle sigarette che prende il nome di nicotina. Essa, mischiata con il tabacco e con altri numerosi componenti (molti dei quali con un’elevata capacità cancerogena), incide sull’umore della persona che ne fa uso perché provoca una sensazione di temporaneo piacere.

Per ridurre il consumo di nicotina, le aziende produttrici di tabacco – già da diversi anni – hanno messo in commercio la famosa sigaretta elettronica. Con tale nome si fa riferimento a un dispositivo, elettronico e riutilizzabile, che permette di “fumare” sostanze aromatizzate con una quantità di nicotina che varia a seconda delle esigenze personali del consumatore. Tale condotta viene comunemente conosciuta con il termine inglese di vaping (to vape – vaporizzare).

La possibilità di regolare la quantità di sostanze utilizzate ha lo scopo di consentire al fumatore di limitare gradualmente il ricorso al fumo fino a smettere completamente.

I modelli di e-cig presenti sul mercato sono tanti, ma sono tutti caratterizzati da alcuni elementi essenziali: una batteria che consente il funzionamento dell’attrezzatura, un inalatore (cosiddetta cartuccia) che contiene la sostanza da vaporizzare e un atomizzatore che riscalda e nebulizza il liquido prescelto.

Sulla sicurezza di tali dispositivi – nati per la prima volta in Cina – si sono molto interrogati medici e scienziati e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità è intervenuta sull’argomento. La comunità scientifica, eccezion fatta per qualche voce fuori dal coro, è concorde nell’affermare la pericolosità di tale strumento.

Prima di vedere nel dettaglio quali sono i rischi derivanti dall’utilizzo della sigaretta elettronica, dobbiamo partire da un dato sicuro: i pericoli alla salute derivano dal liquido contenuto nell’inalatore.

Quali sono i pericoli della sigaretta elettronica?

Se ti stai chiedendo se la e-cig è sicura per la tua salute, ti rispondiamo con le parole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: le sigarette elettroniche “sono indubbiamente dannose”.

Per affrontare la questione partiamo allora da questa certezza. Diversi studi hanno dimostrato la pericolosità della pratica dello “svapare” per la presenza all’interno del liquido di sostanze con componenti pericolose per la salute dell’essere umano.

Il problema diventa più complesso quando si utilizzano dei prodotti a basso costo che non sono autorizzati dalla comunità scientifica. Devi, infatti, sapere che il contenuto delle sigarette elettroniche deve essere prodotto nel rispetto delle procedure tassativamente indicate dalla legge e deve essere sottoposto a rigorosi controlli di qualità. Tutto ciò che non corrisponde a tali requisiti, anche se ha un prezzo inferiore, è illegale.

Un secondo pericolo connesso all’utilizzo della sigaretta elettronica è quello della possibile intossicazione per contatto con il liquido contenuto nella cartuccia. Questa eventualità – a dire il vero piuttosto rara – è riconducibile a un cattivo funzionamento o a un difetto di fabbrica del dispositivo.

Infine, c’è un altro fattore da non sottovalutare, evidenziato dalla stessa Oms: non c’è nessuna dimostrazione che l’utilizzo della sigaretta scoraggi o riduca la dipendenza da fumo; anzi, al contrario, in molte ipotesi, le e-cig vengono usate insieme alla sigaretta tradizionale.

Alla luce di tali evidenze scientifiche, il sistema giuridico si è preoccupato di regolamentare il loro utilizzo e di introdurre delle limitazioni a tutela della salute dei fumatori attivi e passivi. Questi ultimi, nello specifico, sono coloro che respirano il fumo vaporizzato da altri. È,quindi, vietata la vendita delle sigarette elettroniche con nicotina ai minori di anni diciotto, mentre quelle senza nicotina possono essere vendute soltanto a chi ha già compiuto sedici anni.


note

[1] Legge 03.01.2013 n.3 “Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione”

[2] D.L. 12.09.2014 n. 142 “Misure urgenti in materia di istruzione, Università e ricerca”


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