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Coronavirus: corsa ai posti letto da Nord a Sud

17 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: corsa ai posti letto da Nord a Sud

L’emergenza non dà tregua. Tra una decina di giorni si parte con la struttura nell’ex Fiera di Milano. Nel Meridione mancano attrezzature e terapie intensive.

È una corsa frenetica, da Nord a Sud per allestire migliaia di posti letto di terapia intensiva in grado di accogliere i pazienti colpiti dal coronavirus. A Milano si lavora senza sosta per mettere a punto il nuovo ospedale che sarà ospitato nei 25mila metri quadri dei padiglioni dell’ex Fiera, nell’area Nord-Ovest della città. Si stima che possa essere operativo una settimana dopo l’arrivo delle attrezzature. Significa tra una decina di giorni a partire da oggi. Il nuovo commissario per l’emergenza nominato dalla Regione Lombardia, Guido Bertolaso, vorrebbe mettere in piedi una struttura con 400 posti letto il più presto possibile. «Stiamo combattendo una guerra contro un nemico invisibile terribile, peggio degli eserciti», ha commentato l’ex capo della Protezione civile.

La fretta è giustificata dal fatto che gli ospedali lombardi sono al collasso a causa della diffusione sempre maggiore del contagio. Almeno il 10% dei malati ha bisogno di un respiratore e di una terapia di almeno due settimane. I posti nelle terapie intensive delle strutture pubbliche e private sono 720 in condizioni normali. Si è arrivati a creare altri 400 sfruttando ogni angolo possibile. Altri 130 sono stati ricavati tra Milano e Monza. Ma con i numeri in continua crescita, non bastano: in media, arrivano ogni giorno fino a 50 pazienti in più. Decine di persone sono state trasferite in altre regioni. Si pensa di allestire un ospedale di emergenza anche nella nuova sede Rai della Lombardia. Più di mille, tra medici ed infermieri, si aggiungeranno al personale sanitario già in forza e cominceranno a lavorare proprio nella struttura dell’ex Fiera.

Si corre anche al Sud, dove il coronavirus si sta diffondendo velocemente. Oggi, ci sono 1.219 posti distribuiti tra cinque regioni, se ne vorrebbero aggiungere altri 1.037.

In Campania, c’è una disponibilità di 335 posti letto di terapia intensiva e 400 tra pneumologia e malattie infettive. Il piano di emergenza prevede altri 400 posti di terapia intensiva ed altrettanti di semintensiva. Dieci di questi sono già attivi al Policlinico Federico II, diventato anche centro abilitato a fare i tamponi, ed altri 16 all’ospedale Cotugno. Il governatore campano, Vincenzo De Luca, ha adottato ulteriori provvedimenti di isolamento totale per i Comuni di Ariano Irpino (Avellino) e Atena Lucana, Sala Consilina, Polla e Caggiano (Salerno).

In Puglia, verranno aumentati di 252 il numero dei posti letto in terapia intensiva, di cui 78 già disponibili. Rispetto ai 2.000 contagiati stimati si pensa che il numero dei soggetti positivi possa aumentare di altri 1.000, il che farebbe crescere il fabbisogno di posti letto del 15%. Oggi, invece, la regione dispone, nei 32 reparti di terapia intensiva attivi, di 300 posti letto pubblici.

In Sicilia, è stato firmato un protocollo di intesa con l’associazione dell’ospedalità privata per l’impiego straordinario di personale sanitario e dei posti letto delle strutture private convenzionate. Previsto un coordinamento dedicato esclusivamente al coronavirus di cui fanno parte alcuni presidi ospedalieri regionali per un totale di 1.000 posti letto, mentre le terapie intensive dovrebbero poter disporre nei prossimi giorni di 500 posti, cioè 150 in più rispetto a quelli attuali.

In Calabria, sono previsti altri 107 posti letto di terapia intensiva ordinaria altre 190 unità. Ma i macchinari potrebbero arrivare fra 45 giorni. Pronti all’utilizzo 30 posti nelle terapie intensive degli hub di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria.

In Sardegna, infine, gli attuali posti letto in rianimazione sono 127 (strutture pubbliche) e 5 in strutture private. Il dato complessivo sarà incrementato di un terzo per arrivare a circa 170 unità.



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