Proroga termini accertamenti fiscali

17 Marzo 2020 | Autore:
Proroga termini accertamenti fiscali

L’attuale sospensione di adempimenti e versamenti comporta in favore del Fisco il recupero successivo: 2 anni di tempo in più per fare i controlli.

Ogni cosa ha il suo prezzo e neppure la sospensione degli adempimenti fiscali sfugge a questa regola. Lo stop ai versamenti a partire da quelli in scadenza il 16 marzo previsto nel nuovo decreto Cura l’Italia prevede, a quanto traspare dalla bozza definitiva del provvedimento approvato ieri dal Consiglio dei ministri e che deve ancora essere pubblicato, un successivo “recupero” dei termini degli accertamenti fiscali.

Nel provvedimento, si legge che ci sarà la sospensione dei versamenti delle ritenute e dei contributi previdenziali e assistenziali per i mesi di marzo e di aprile (per i versamenti Iva al momento lo stop è previsto solo per quelli di marzo); senza limiti di fatturato per i settori più colpiti, come il turistico-alberghiero, l’intrattenimento e la ristorazione, e con un limite di 2 milioni di euro per gli altri esercizi.

Ma il decreto in arrivo prevede anche la sospensione sino al 31 maggio 2020 dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici dell’Agenzia delle Entrate che già nei giorni scorsi aveva deciso di bloccare gli accertamenti fiscali. Contemporaneamente vengono sospesi anche i termini per la riscossione delle cartelle esattoriali già emesse e per l’invio delle nuove, per la rottamazione-ter ed il saldo e stralcio e per gli atti esecutivi.

Questa interruzione attuale sarà recuperata ampiamente in futuro. Il nuovo decreto legge richiama anche le norme in materia di prescrizione e di decadenza dell’attività di accertamento degli Uffici finanziari nel caso in cui si verifichino eventi eccezionali [1] come appunto l’emergenza Coronavirus in atto. Questo comporta che i termini che scadono entro il 31 dicembre dell’anno in cui è stata eccezionalmente disposta la sospensione dei versamenti, vengono poi automaticamente prorogati, fino al 31 dicembre del secondo anno successivo alla fine del periodo di sospensione.

Ciò significa che l’Amministrazione finanziaria avrà due anni di tempo in più per accertare le dichiarazioni e gli altri adempimenti dei contribuenti: i poteri di controllo e rettifica che sarebbero scaduti alla fine del 2020 slitteranno di due anni, arrivando al 31 dicembre 2022.

Ma questo non copre soltanto i nuovi adempimenti, cioè quelli che avrebbero dovuti essere realizzati durante l’attuale periodo di sospensione e sono slittati di qualche mese, ma anche tutti quelli pregressi e non ancora decaduti; questo rende possibili al Fisco per altri due anni i controlli a ritroso, ad esempio sull’intera annualità d’imposta 2015 o addirittura al 2014 nel caso di omesse dichiarazioni.


note

[1] Art. 12 D.Lgs. n. 159 del 24 settembre 2015.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube