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Miscellanea Avvocati e nuovi parametri: aumenti fino al 40%

Miscellanea Pubblicato il 2 ottobre 2013

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> Miscellanea Pubblicato il 2 ottobre 2013

Il ministero della giustizia sblocca i parametri per i compensi: l’effetto è quello di un generale innalzamento per le liquidazioni giudiziali: aumenti fino al 40%.

Dopo i ripetuti inviti e le sollecitazioni da parte del CNF, ieri il ministero della Giustizia ha finalmente inviato al Consiglio di Stato e allo stesso Consiglio Nazionale Forense il nuovo regolamento sui parametri per la liquidazione giudiziale delle parcelle agli avvocati.

Il ministero della Giustizia ha quindi sbloccato i compensi degli avvocati. Lo ha comunicato ieri sera lo stesso dicastero, mentre inviava il testo del regolamento al Consiglio di Stato e al Cnf stesso.

Per l’effettiva entrata in vigore però servirà ancora tempo, posto che il provvedimento potrà subire ancora una messa a punto dopo le (eventuali) osservazioni del Consiglio di Stato ma anche del Cnf; inoltre anche il Parlamento potrà esprimere un parere attraverso le commissioni di Camera e Senato.

Il testo è più vicino alla proposta del Cnf e al mondo dell’avvocatura intero, rimasto scontento della messa punto circa un anno fa dall’allora ministro della Giustizia Paola Severino.

L’aumento complessivo di diritti e onorari per le future parcelle si aggira tra il 35 e il 40 per cento. È stata accolta la proposta del Cnf con la divisione in fasi del procedimento, con la possibilità di apportare aumenti e diminuzioni. Nel giudizio civile (ma è disciplinata anche tutta l’attività stragiudiziale), gli importi possono essere soggetti, a discrezione del giudice, a un aumento sino al 70% o a una diminuzione fino al 30 per cento.

Inoltre sono state apportate delle semplificazioni, eliminando dal progetto Cnf alcune voci che apparivano una pura e semplice duplicazione (come quella relativa alla fase della post decisione, quando è già previsto un compenso per quella esecutiva).

Il nuovo regolamento mira a superare anche le perplessità che erano state sollevate in termini di copertura per quanto previsto a titolo di gratuito patrocinio.


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2 Commenti

  1. La foto usata per illustrare questo articolo non e’ divertente e la trovo poco appropriata per una categoria di professionisti che, nella stragrande maggioranza dei casi, lavora con dedizione ed onesta’, assume responsabilita ‘e, nella stragrande maggioranza dei casi viene sottopagata o non pagata affatto.Direi che questa foto e’ piu’ appropriata a descrivere tutti quelli che approfittano del nostro lavoro,della nostra professionalita’, del nostro decoro e dignita’ per ottenere i loro interessi senza pagare e, a volte, neppure dire grazie. Direi anche che questa vignetta si addice anche al nostro Stato che non perde occasione per oberarci di adempimenti e tartassarci senza nulla dare in cambio. Avv. Ida Di Masso

  2. Condivido il commento della collega Ida Di Masso. Ore e ore ad ascoltare problemi, a dare possibili soluzioni e poi un “ci sentiamo”. Ricorsi preparati all’ultimo momento perchè ci si ricorda il giorno prima che bisogna andare dall’avvocato che è pronto ad aiutarti. Cause portate avanti con la massima serietà e pagamenti, SE ci sono, fatti con rate minime e dilazionate in anni….come se l’avvocato pagasse le tasse in rate da 50 euro al mese, o pagasse le spese di studio, di benzina ecc. ecc. quando gli pare…..diciamo pure che si è perso il rispetto per una professione che annovera gente onesta, preparata e seria e che questa vignetta è il riassunto di tutto questo, Le immagini degli avvoltoi, degli asini e quant’altro andrebbero usate per rappresentare altre categorie di persone, non certamente gli avvocati di oggi. Avv. Eugenio Polito

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