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Le insolite multe per il coronavirus

17 Marzo 2020 | Autore:
Le insolite multe per il coronavirus

Consegnati in diverse città ai senza tetto dei verbali in cui si contesta loro l’essere usciti di casa senza motivo. Ma una casa non ce l’hanno.

Si può e si deve multare chi non rispetta la richiesta del Governo di restare a casa per contenere il contagio da coronavirus. Ma si può e si deve multare chi non può rispettare questo obbligo perché la casa non ce l’ha? Certo che si può. Lo dimostrano le decine di verbali che sono stati consegnati ai senzatetto per non rispettare le disposizioni sul coronavirus. Che si debba fare o meno, è un altro discorso.

La violazione contestata in città come Milano, Modena, o Verona è quella dell’articolo 650 del Codice penale, ovvero quello che punisce «l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità». In pratica – si legge nel Codice – «chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro».

La decisione di multare i clochard è stata denunciata dall’associazione Avvocato di strada, che ha inviato un appello in merito al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

«Siamo a lavoro per chiedere le archiviazioni – si legge nella nota spedita a Palazzo Chigi – ma intanto continuiamo a porre la nostra domanda. Come fanno a restare a casa le persone che una casa non ce l’hanno?».

L’associazione spinge per «occuparsi, e in fretta, di chi non ha un tetto sulla testa ed è costretto a vagare per le città. Diciamo da più di 20 anni che chi vive in strada ha bisogno di una casa e di una residenza per potersi curare ma oggi, ai tempi del coronavirus, queste necessità assumono una drammatica urgenza».

Sulle strade in Italia vivono in condizioni di indigenza circa 50mila persone. Secondo l’associazione, sono persone «diventate talmente povere da finire in strada ed oggi non possono rispettare le ordinanze e decreti previsti dall’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, tanto da essere addirittura incriminate perché vengono trovate in giro senza giustificazione».

Avvocato di strada chiede di «garantire il diritto alla salute di queste persone, consentendo loro l’accesso immediato alle cure ovvero assegnando loro un medico di base pur in assenza di residenza», di prolungare l’apertura delle strutture utilizzate per il ricovero invernale dei senza dimora e di velocizzare le procedure per iscrivere queste persone nelle liste anagrafiche, in modo da poterle anche monitorare dal punto di vista sanitario.



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1 Commento

  1. Chi fa le multe ai senzatetto non sa evidentemente come impiegare il proprio tempo più proficuamente e anche “l’avvocato di strada” non ha perso tempo per mettersi in mostra. Chi conosceva questa figura?

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