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Liberatoria foto asilo

28 Maggio 2020
Liberatoria foto asilo

Per la pubblicazione delle foto dei minori è necessario il consenso dei genitori?

Sei una mamma che lavora a tempo pieno. Per questo motivo, dopo tanti sensi di colpa, hai deciso di iscrivere i tuoi due figli piccoli all’asilo nido. In pratica, accompagni i bambini la mattina alle 10 e li vai a prendere il pomeriggio alle 18. Loro si divertono: giocano, disegnano, cantano e imparano tante cose.

D’altronde, è la soluzione migliore quando i nonni non possono tenere con sé i nipoti. Qualche settimana fa, però, hai notato che sulla pagina Facebook del nido sono state pubblicate delle foto che ritraggono anche i tuoi figli. Non ricordi di aver dato alcun consenso, né hai firmato una liberatoria per la pubblicazione delle foto. La legge prevede, infatti, che quando il soggetto delle immagini è un minore occorre sempre chiedere l’autorizzazione dei genitori.

Cos’è una liberatoria?

Se intendi mostrare in pubblico (ad una mostra, su internet, ad un concorso, su una rivista, ecc.) una fotografia che ritrae una persona, devi essere in possesso di una liberatoria. In pratica, si tratta di un documento con cui il soggetto fotografato ti autorizza a pubblicare la propria immagine. È sempre consigliabile redigere il documento in duplice copia (l’originale per il fotografo e la copia per il soggetto ritratto). Ti faccio un esempio.

Tizio pubblica sul proprio profilo Facebook la foto della cantante Madonna scattata ad un concerto tenuto in uno stadio. In questo caso, non occorre alcuna liberatoria perché si tratta di una cantante nota a livello mondiale.

Quindi, l’autorizzazione non è necessaria quando la persona ritratta nella fotografia è un personaggio pubblico (cioè famoso) oppure quando si tratta di immagini scattate nel corso di avvenimenti e cerimonie di interesse pubblico o comunque che si svolgono in pubblico.

Foto minori: quando e come si possono pubblicare?

Sgombriamo il campo da ogni possibile equivoco: le fotografie che ritraggono i soggetti minori non possono essere pubblicate se manca il consenso dei genitori. La Convenzione di New York del 1989 e la Costituzione italiana sanciscono, infatti, la preminenza dell’interesse del bambino alla riservatezza.

Per la pubblicazione delle foto di minori è indispensabile l’autorizzazione di entrambi i genitori da esprimere mediante una liberatoria scritta, revocabile in qualsiasi momento. Ma non è tutto. È necessario che la fotografia rispetti il decoro, la reputazione e l’immagine del bambino. Ma cosa succede se i genitori sono separati o divorziati? È sufficiente il consenso di un solo genitore? Assolutamente no, se il tribunale ha stabilito l’affidamento condiviso dei figli. Il Garante della Privacy, tuttavia, ha stabilito che in ogni caso l’autorizzazione deve essere data sia dalla mamma che dal papà.

Pensa, ad esempio, alla tua ex moglie che pubblica sul proprio profilo Instagram le foto di vostro figlio senza averti prima consultato. In questo caso, puoi chiedere al giudice provvedimenti inibitori e di rimozione delle fotografie già pubblicate. La ragione è molto semplice: quando si pubblicano immagini di minori sui social network c’è il rischio che la diffusione delle foto (fra un numero indeterminato di persone) possa indurre i malintenzionati ad utilizzarle come materiale pedo-pornografico da far circolare su internet. Quindi, occorre prestare molta attenzione prima di decidere di “regalare” l’immagine del proprio figlio perché i rischi sono altissimi.

Foto minori: pubblicazione senza il consenso dei genitori

Le cose si complicano quando vengono pubblicate le fotografie dei propri figli senza che i genitori abbiano dato il loro consenso. Ti faccio un altro esempio.

Tizio allena una squadra di calcio composta da bambini. Decide di organizzare un piccolo torneo e per questo realizza una locandina per pubblicizzare l’evento. I genitori, però, lamentano che sulla locandina sono presenti i volti dei loro figli e specificano di non aver firmato alcuna liberatoria per la pubblicazione delle immagini. 

L’esempio riporta un classico caso in cui la pubblicazione delle foto sia legata ad un fine di lucro, cioè ad un profitto.

Ebbene, in questo caso, si risponde:

  • del reato di trattamento illecito di dati: punito con la reclusione fino a tre anni;
  • del reato di diffamazione aggravata qualora la pubblicazione illecita dell’immagine offenda la reputazione del minore. In tal caso, colui che ha messo la foto online deve risarcire il danno cagionato, oltre ad essere sottoposto alla pena della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a 516 euro.

Attenzione: il Garante della Privacy ha stabilito che se si tratta di finalità istituzionali e didattiche dell’asilo, la pubblicazione delle fotografie è lecita anche senza il consenso dei genitori.

Liberatoria foto asilo

A questo punto, ti è chiaro che quando il soggetto della foto è un minore occorre sempre l’autorizzazione dei genitori, altrimenti si rischia di incorrere in conseguenze legali. L’autorizzazione è richiesta anche se si scattano fotografie ai minori in pubblico. 

Un tipo particolare di liberatoria è quella da rilasciare all’asilo a cui è iscritto tuo figlio. Il documento va sottoscritto:

  • nel caso in cui si effettuino o utilizzino fotografie, video o altri materiali audiovisivi contenenti l’immagine, il nome e la voce del minore;
  • per attività educative.

Ovviamente, i genitori devono essere preventivamente informati sulla privacy del minore che l’asilo si deve impegnare a tutelare. Se non hai prestato il tuo consenso, ma l’asilo provvede comunque alla pubblicazione delle foto, puoi chiedere la cancellazione immediata delle immagini. La richiesta può essere fatta anche oralmente, senza alcuna formalità.

Va ricordato, infine, che per redigere una liberatoria valida occorre indicare:

  • la finalità dell’utilizzo delle foto: in pratica, i genitori devono avere ben chiaro come e perché verrà utilizzata l’immagine del proprio figlio. Ad esempio, specificare che la fotografia verrà utilizzata per documentare delle attività extra scolastiche;
  • i siti internet dove verranno pubblicate le foto e il livello di privacy applicata. Ad esempio, occorre specificare bene se le foto saranno condivise sui social network collegati all’account dell’asilo.

In conclusione, si caldeggia molta attenzione e prudenza per i propri figli. Se decidi di non prestare il consenso alla pubblicazione delle foto, l’asilo può comunque condividere l’immagine, ad esempio sulla propria pagina Facebook, avendo cura di oscurare il volto del tuo bambino.

Nel box sottostante troverai un modello di liberatoria utilizzato normalmente dagli asili.


 Liberatoria utilizzo foto e filmati
Autorizzazione pubblicazione lavori e foto scolastiche

Il modulo deve essere debitamente compilato. Non sono ammessi omissioni o dati incompleti

Io sottoscritto ……………………………………, padre del minore…………………………….. nato a ………………………….il……………………., residente a………………………………., indirizzo:……………………………………………………..

Io sottoscritta ………………………………………, madre del minore ………………………… nata a ………………………….il……………………., residente a………………………………., indirizzo:……………………………………………………..

AUTORIZZIAMO NON AUTORIZZIAMO

Le insegnanti dell’asilo nido/scuola dell’infanzia___________________________a realizzare fotografie, video o altri materiali audiovisivi contenenti l’immagine, il nome e la voce del proprio figlio/a, all’interno di attività educative e didattiche nel corso dell’anno scolastico____________________, esclusivamente per motivi didattici.

PRESTIAMO NON PRESTIAMO

il consenso alla pubblicazione dei lavori/fotografie/riprese filmate effettuate durante le recite, saggi, feste di fine anno.

Tale autorizzazione è da ritenersi valida per l’intero ciclo scolastico.

Dichiariamo altresì che copie di CD e DVD realizzate dal personale docente, a scopo didattico, relativi a foto e filmati, e consegnateci durante l’anno scolastico, verranno usate esclusivamente ad uso famigliare.

In fede,*

Luogo e data:…………………………. ………………………………………… (alleghiamo fotocopia dei documenti d’identità)

………………………………………… *E’ necessaria la firma di ambedue i genitori o del tutore legale del minore


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