Coronavirus: ecco i rischi della nuova autocertificazione

17 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: ecco i rischi della nuova autocertificazione

Il nuovo modello contiene una dichiarazione in più: renderla falsa può comportare reati molto più gravi di quello per l’uscita di casa senza valido motivo.

Come sappiamo, da stamattina è cambiato il modulo dell’autocertificazione che serve per dichiarare i motivi di uscita da casa (lo puoi scaricare qui): esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute, oppure una tantum per chi ancora si trova fuori e deve rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Adesso nella nuova versione del modello compare un’altra importante voce: bisogna dichiarare di “non essere sottoposto alla misura della quarantena e di non essere risultato positivo al virus Covid-19″. Non è una semplice clausola di stile: dietro la casella ci sono molti rischi per chi mente su queste circostanze.

La dicitura richiama espressamente il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri dell’8 marzo 2020, inizialmente emesso per la sola Lombardia e per le 14 province del Nord Italia, ma che appena il giorno dopo è stato esteso a tutta l’Italia, applicando così sull’intero territorio nazionale le restrizioni agli spostamenti che ormai ben conosciamo.

Ma la portata della nuova dichiarazione è molto impegnativa: chi è sottoposto alla quarantena oppure è positivo al Coronavirus non può uscire di casa per nessun motivo, neanche per una qualsiasi delle comprovate esigenze che abbiamo indicato.

Chi è in questa condizione ma esce lo stesso e viene trovato fuori di casa viola questo preciso divieto imposto specificamente ai quarantenati e agli infetti e perciò – se rende “a cuor leggero” l’autodichiarazione al momento del controllo, omettendo queste fondamentali circostanze o dichiarando il falso su di esse, non rischia soltanto la “semplice” sanzione dell’arresto fino a tre mesi o della multa fino a 206 euro per l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità ma può essere denunciato per un reato molto più grave: quello di false attestazioni sulle qualità personali che è punito con la reclusione da 1 anno fino a 5 anni.

Non ci vorrà molto per le forze dell’ordine controllare, al momento o successivamente, che il soggetto era stato messo in quarantena dalle autorità o territoriali locali oppure era risultato positivo ai test e quindi ha reso una dichiarazione falsa.

Ma c’è di più: l’uscita dalla propria abitazione comporta il pericolo di contatti con altre persone e dunque di diffusione del contagio. Quindi, a seconda delle circostanze – ad esempio chi si reca al supermercato o prende la metropolitana – potrà rendersi responsabile del gravissimo reato di epidemia che nella forma dolosa è punito con la pena detentiva fino all’ergastolo mentre nella forma colposa con la reclusione che può arrivare fino a 12 anni.

Ecco spiegati i motivi del giro di vite adottato oggi dal Governo, che con la nuova autocertificazione ha voluto prevenire che si verifichino tali fenomeni, rendendo i cittadini consapevoli di quanto dichiarano.  Leggi anche Coronavirus: cosa si rischia a uscire di casa.



9 Commenti

  1. Ma potrebbe succedere che al momento non sia positivo e il giorno dopo si sente si prende quella dichiarazione potrei incorrere sempre in quei reati

    1. Appunto. Io sto firmando una dichiarazione che potra’ essere usata contro di me in qualsiasi momento.
      Dovrebbero inserire la clausola che “ad oggi non sono ancora stato sottoposto a test per COVID-19”.

      1. Qualora dovessi essere sottoposta a controlli per la veridicità autocertificazione, oltre ad un Pubblico Ufficiale, deve essere presente un incaricato della Sanità per l’esecuzione del tampone orofaringeo. Soltanto così possiamo evitare di incorrere in penale.

      2. Scusate, ma il modello dice “Il sottoscritto […] dichiara […] di non essere risultato positivo al virus”. È ovvio che se uno non ha fatto il test non è risultato positivo, e quindi non sta dichiarando il falso, anche se magari il virus, senza saperlo, ce l’ha. Non c’è scritto “il sottoscritto dichiara di non avere il virus” o qualcosa del genere. Per favore!

  2. come posso dichiarare di non essere risultato positivo se non mi hanno fatto fare il test?
    Quella richiesta di dichiarazione avrebbe senso se il test fosse fatto a tutti gli italiani (sintomatici e non); diversamente ogni cittadino (che non ha fatto il test) dichiara il falso con tutte le conseguenze di legge previste.

  3. Io penso che nell’auto dichiarazione ci si mette la data e l’ora in qui si e controllati , se succede che dopo della data e l’ora del controllo il dichiarante sta male e risulta positivo al corona virus non incorre a nessun reato. L’importante farsi rilasciare una copia della dell’auto dichiarazione dall’agente di polizia e conservarla con cura , in questi casi non farsi prevalere dalla fretta . io credo che bisogna preparare l’auto certificazione due copie uguale prima di uscire di casa. E una mia impressione .

  4. La mia paura e che dopo questa notizia qualche persona non si fa controllare anche se sta male , sempre secondo me , in sieme al gli agenti di polizia ci dovrebbe essere anche un sanitario e al momento del controllo fare il ted al cittadino , e una mia idea .

  5. Comunque secondo me dichiarare di non essere in quarantena senza aver fatto un tampone e dichiarare il falso, E questo e un reato x art 495 c p dovrebbero
    Togliere la voce della quarantena secondo me non e legale ,potreste darmi una risposta in merito grazie

  6. Non è vero!
    TESTO DELLA GAZZETTA UFFICIALE LEGGE 445
    Art. 49 (R)
    Limiti di utilizzo delle misure di semplificazione

    1. I certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di
    conformita’ CE, di marchi o brevetti non possono essere sostituiti da
    altro documento, salvo diverse disposizioni della normativa di
    settore.
    QUINDI NON POSSO AUTO CERTIFICARE DI NON ESSERE POSITIVO AL CORONAVIRUS!

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