Coronavirus: vaccino in arrivo entro l’autunno?

17 Marzo 2020
Coronavirus: vaccino in arrivo entro l’autunno?

Corsa contro il tempo per studiare una strategia che consenta di bloccare l’avanzata del Covid-19 e contenere il numero di malati e vittime.

Si continua a sperare di avere presto un vaccino contro il Covid-19. Molte sono state, in questi giorni, le buone notizie riguardanti possibili cure allo studio di équipe mediche per arginare l’emergenza coronavirus. Ma la speranza si materializza e diventa di colpo più realistica se a parlarne è un’autorità come la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen.

CureVac e la sua tecnologia che fa ben sperare

“Ieri ho parlato con il management di una società di ricerca innovativa europea”, la CureVac di Tubinga, in Germania. La stessa dalla quale Donald Trump voleva comprare i diritti di utilizzo del vaccino in esclusiva, incassando il secco rifiuto di Berlino, per bocca del ministro tedesco dell’Economia Peter Altmeir, che ha ricordato all’inquilino della Casa Bianca che “la Germania non è in vendita”. “Lavorano su una tecnologia promettente per sviluppare un vaccino contro il coronavirus – ha continuato Von Der Leyen -. L’Ue fornisce loro fino a 80 milioni di euro e spero che, con questo sostegno, potremo avere un vaccino sul mercato, forse prima dell’autunno”. La presidente lo ha detto in un messaggio video pubblicato poco fa su un social network. Le sue dichiarazioni sono state riportate dalla nostra agenzia di stampa Adnkronos. “Potrebbe salvare vite in Europa e anche nel resto del mondo”, è la speranza di Von der Leyen. CureVac è uno spin-off dell’università di Tubinga. Fondata nel 2000, la società biofarmaceutica ha oggi circa 400 dipendenti ed è all’avanguardia nelle terapie mRna (Messenger Rna). In pipeline ha terapie mRna oncologiche, per le malattie rare e diverse malattie infettive, tra cui l’influenza e la rabbia, a diversi stadi di sviluppo.

Vaccini Covid-19, chi è al lavoro per realizzarli 

Non è l’unico vaccino attualmente allo studio. Sempre oggi altre due società, la Pfizer e la BioNTech hanno dato notizia di aver sottoscritto un accordo per iniziare a lavorare insieme proprio a questo, nel tentativo di accelerare il programma di vaccinazioni. L’obiettivo ambizioso è quello di fare i primi test sul finire di aprile. Fervono i preparativi anche all’Istituto nazionale di Allergie e Malattie infettive (Niaid) statunitense, dove lavora Antony Fauci, italo-americano tenuto in grande considerazione dal presidente Donald Trump. Oggi è iniziato il primo trial a Seattle: un test di una terapia per prevenire il Covid-19 eseguito su una quarantina di volontari. Anche se le procedure per verificarne il funzionamento sono lunghe, ha avvertito Fauci: “Un vaccino contro il nuovo coronavirus probabilmente non sarà ampiamente disponibile per più di un anno“. Se davvero così fosse il coronavirus avrebbe il tempo di mietere una quantità di vittime probabilmente non inferiore ad alcuni milioni. Mai come in questo caso la corsa contro il tempo può rivelarsi decisiva per impedire al virus di fare altra strada.



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