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Risarcimento per stalking

23 Maggio 2020 | Autore:
Risarcimento per stalking

Come si quantifica il risarcimento da stalking? Danno morale, esistenziale e biologico derivante da atti persecutori: come ottenere il risarcimento?

Tante persone in Italia sono vittime di atti persecutori posti in essere da individui poco raccomandabili; si va dai pedinamenti alle telefonate notturne, dagli appostamenti sino al danneggiamento dei propri beni. Queste forme di vessazioni sono punite dal nostro ordinamento giuridico, il quale oramai da diversi anni prevede il reato di stalking. La vittima di stalking non ha solamente diritto a vedere applicata la giusta pena al suo aguzzino, ma vanta anche il diritto al risarcimento del danno patito. Con questo articolo ci soffermeremo proprio su questo specifico punto, e cioè sul risarcimento per stalking.

Devi sapere che, secondo la legge italiana, a ogni atto criminale corrisponde l’obbligo di dover risarcire il pregiudizio arrecato alla vittima. Se qualcuno uccide un’altra persona, dovrà pagare il risarcimento ai familiari; se una persona ne ferisce un’altra, dovrà pagargli il risarcimento; se un individuo compie atti persecutori nei confronti di un altro, dovrà ugualmente ristorarlo del pregiudizio patito. Insomma: l’autore dello stalking deve pagare il risarcimento. In che misura? Come si quantifica il risarcimento da stalking? Scopriamolo insieme.

Gli atti persecutori secondo la legge italiana

Il codice penale non parla mai di stalking, ma di atti persecutori: si tratta della terminologia italiana con cui si individua il reato di stalking.

Secondo la legge, il delitto di stalking (o meglio, di atti persecutori) scatta quando taluno, con comportamenti ripetuti, minaccia o molesta un’altra persona in modo da provocare alla stessa una di queste conseguenze:

  • un perdurante e grave stato di ansia o di paura;
  • un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva;
  • un’alterazione delle proprie abitudini di vita [1].

Esempi di stalking

Tizio è innamorato di Caia e non accetta di essere rifiutato. Comincia, pertanto, a inviarle regali non graditi, a telefonarla anche di notte e a farsi trovare in tutti i luoghi che abitualmente frequenta. Caia, pur di non incontrare né sentire Tizio, è costretta a uscire meno che può e a cambiare numero cellulare.

Sempronio è creditore di Mevio. Per mettere pressione a quest’ultimo, lo pedina ovunque per ricordargli di pagare il proprio debito. Non contento, giunge a compiere piccoli danneggiamenti ai danni di Mevio, come graffi alla carrozzeria della macchina e lesione dei vetri della finestra dell’abitazione.

Filano e Calpurnio vivono nello stesso condominio. Filano, consapevole di infastidire Calpurnio, attiva gli elettrodomestici nelle ore notturne e trascina i mobili senza sollevarli dal pavimento, con il preciso scopo di arrecare molestia all’inquilino del piano di sotto.

Vittima stalking: cosa deve fare?

La vittima di stalking ha tempo sei mesi per sporgere querela alle autorità competenti. Il termine decorre dall’ultimo atto molesto compiuto dallo stalker.

Fatta la segnalazione, la Procura della Repubblica competente provvederà a dare avvio alle indagini preliminari e, se la responsabilità dello stalker denunciato risulterà fondata, si procederà con il rinvio a giudizio e, dunque, con l’inizio di un procedimento penale in piena regola.

È proprio il giudizio penale il luogo ove la vittima può chiedere il risarcimento per lo stalking subito. Come ti spiegherò nel prossimo paragrafo, esiste un formidabile strumento per poter chiedere al giudice penale il risarcimento del danno subito a causa di un reato: si tratta della costituzione di parte civile. Affrontiamo nello specifico questo argomento.

Costituzione parte civile vittima stalking

La vittima di stalking può costituirsi parte civile nel processo penale intrapreso contro lo stalker al fine di ottenere il risarcimento dei danni patiti dalla condotta persecutoria dell’autore del crimine.

Con la costituzione di parte civile, dunque, la vittima di stalking può esercitare l’azione civile all’interno del processo penale [1]. In buona sostanza, ciò significa che la persona danneggiata dal reato, cioè la persona che ha subito un pregiudizio economico dal fatto illecito, potrà chiedere il risarcimento del danno direttamente al giudice penale anziché a quello civile.

Per tutto ciò che riguarda la procedura che consente alla vittima di costituirsi parte civile, ti rinvio alla lettura dell’articolo Parte civile: cosa significa?

Stalking: come si calcola il risarcimento del danno morale?

Ma veniamo probabilmente al punto più importante di tutto l’articolo: come si calcola il risarcimento spettante alla vittima di stalking? Come si fa a provare il danno?

Ebbene, se lo stalker ha provocato dei danni materiali, tipo il danneggiamento ripetuto dell’autovettura della vittima, allora provare il danno non sarà difficile: basterà presentare in giudizio la documentazione che comprova il pregiudizio (ad esempio, le fatture del carrozziere che ha dovuto riparare il veicolo).

Ben più difficile, invece, è provare il danno morale, cioè il patimento psicologico subito dalla vittima di stalking. In un caso del genere, come si calcola il risarcimento del danno?

Ebbene, il giudice può decidere di liquidare il danno morale in maniera equitativa, cioè basandosi sul suo prudente apprezzamento e, ovviamente, sulle prove fornite dalla vittima.

Come ha stabilito la giurisprudenza [2], il giudice, nel dover risarcire il danno morale da stalking, potrà tenere conto di molteplici fattori, quali:

  • la durata delle condotte persecutorie;
  • l’intensità e la varietà dei comportamenti illeciti;
  • le caratteristiche della vittima (soprattutto se precedentemente legata da relazione sentimentale con lo stalker);
  • delle testimonianze rese nel corso del procedimento.

Alla luce di questi fattori, il giudice può desumere la gravità dello stalking e, di conseguenza, l’impatto che ha avuto sulla vittima.

In sintesi, una volta che il giudice accerta gli atti molesti reiterati nel tempo, riconosce alla vittima il risarcimento per danno morale. Non ci sono delle tabelle indicative della somma del risarcimento: ovviamente dipende dal caso, dalla gravità dei fatti e viene deciso dal giudice secondo equità.

Quanto detto vale anche per il calcolo del danno esistenziale patito dalla persona offesa, ove per danno esistenziale devono intendersi le ripercussioni negative sulla vita sociale e di relazione della vittima (pensa a chi, per paura dello stalker, abbia rinunciato ad uscire di casa se non per movimenti necessari).

Stalking: il risarcimento del danno biologico

Per quanto riguarda il risarcimento del danno biologico derivante dallo stalking, in tal caso la vittima dovrà dimostrare, mediante idonea certificazione medica, i danni alla propria salute derivanti direttamente dalle condotte persecutorie.

Pensa a chi sia caduto in depressione a causa delle persecuzioni subite, oppure a chi sia costretto a una terapia di ansiolitici: in casi del genere, sarà possibile depositare in giudizio tutta la documentazione medica che attesta il danno alla salute derivante dallo stalking.

Per quanto riguarda la concreta quantificazione, trattandosi di danno non patrimoniale (esattamente come il danno morale e quello esistenziale), anche in tale circostanza il giudice, in assenza di elementi più precisi, potrà ricorrere a un giudizio di tipo equitativo.

note

[1] Art. 612-bis cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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