Coronavirus: aiuti per famiglie, autonomi e imprese

18 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: aiuti per famiglie, autonomi e imprese

Bonus per professionisti, crediti d’imposta, finanziamenti per didattica a distanza, rimborsi per soggiorni o biglietti, detrazioni per erogazioni.

Famiglie, lavoratori autonomi ed imprese sono interessati dagli aiuti contenuti nel decreto Cura Italia appena entrato in vigore dopo la firma del presidente della Repubblica e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento approvato dal Governo per contrastare gli effetti economici e sanitari dell’emergenza coronavirus riconosce, ad esempio, un’una tantum da 600 euro a professionisti con partita Iva attiva al 23 febbraio scorso iscritti ad un ordine professionale e ai collaboratori, così come ai lavoratori iscritti alla gestione separata Inps. L’indennità sarà esente da Irpef e relative addizionali. Per ottenere il beneficio, si dovrà presentare domanda all’Inps. Tuttavia, si ha diritto al bonus solo nel 202. Nel caso in cui l’Inps dovesse registrare uno sforamento del tetto di spesa di 170 milioni complessivi, non potranno «essere adottati altri provvedimenti concessori».

Per quanto riguarda gli autonomi, in particolare artigiani e commercianti, arriva per il mese di marzo 2020 un credito d’imposta del 60% dell’ammontare del canone di affitto di negozi e botteghe. Sono esclusi dunque i professionisti.

Per il settore turismo, spettacolo e cultura, il rimborso o il riconoscimento di un voucher da consumare entro l’anno viene esteso anche ai contratti di soggiorno. Previsto anche il diritto a un voucher di pari importo, da utilizzare entro un anno dall’emissione, per biglietti relativi a manifestazioni, spettacoli vari inclusi cinema e teatro o relativi a musei e luoghi culturali. Bisognerà presentare domanda facendo riferimento alla sospensione dell’evento causa emergenza coronavirus. Arriva, inoltre, un fondo da 130 milioni per sostenere i settori dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo.

Artisti ed autori possono beneficiare di una quota pari al 10% dei compensi incassati dalla Siae per «copia privata».

Il decreto introduce un doppio sconto sulle erogazioni liberali in denaro. Uno per le persone fisiche e gli enti non commerciali che per le erogazioni liberali in favore degli enti pubblici avranno una detrazione d’imposta del 30%, per un importo non superiore a 30mila euro. L’altro, invece, per le società e le persone giuridiche, che avranno la deducibilità dell’erogazione effettuata dal loro reddito d’impresa. La Protezione Civile potrà aprire dei conti correnti destinati a raccogliere in via esclusiva le donazioni liberali di somme finalizzate all’emergenza coronavirus, a cui si applica il regime di impignorabilità.

Previsti, poi, 85 milioni per potenziare la didattica a distanza: 10 milioni per l’acquisto di licenze per piattaforme, 5 milioni per la formazione del personale scolastico ed i 70 milioni restanti per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso, dispostivi digitali individuali, come pc o tablet.

Il decreto pensa anche ai tassisti: un finanziamento di 2 milioni è destinato alle spese per l’istallazione di pareti divisorie tra il posto guida e i sedili riservati ai clienti. Per il 2020, ci sarà un credito d’imposta del 50% degli ambienti e degli strumenti di lavoro, fino a un massimo di 20mila euro.

Per l’agricoltura e la pesca, un fondo da 100 milioni coprirà in modo integrale i costi sostenuti per interessi maturati negli ultimi due anni sui mutui.



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