Rinvio versamenti Iva per coronavirus: rischio contestazioni

18 Marzo 2020 | Autore:
Rinvio versamenti Iva per coronavirus: rischio contestazioni

La confusione sulle proroghe può generare cartelle pazze e contenziosi. Ecco come evitare le noie con il Fisco.

Attenzione a non far diventare un boomerang l’agevolazione che, nell’ambito dell’emergenza coronavirus, prevede delle proroghe per i versamenti Iva in scadenza a marzo 2020: le idee poco chiare in merito possono portare a generare delle cartelle pazze (non sarebbe la prima volta) che portano inevitabilmente a delle contestazioni ed ai successivi contenziosi. Per esempio: il limite di 2 milioni di euro di ricavi o di compensi nel 2019, come fa notare questa mattina il quotidiano Il Sole 24Ore, può generare dei malintesi nelle imprese che non hanno ancora chiuso il bilancio dello scorso anno.

Vale la pena, dunque, ricordare che la proroga delle scadenze dei pagamenti Iva riguarda quelle previste per il 16 marzo scorso per il saldo 2019 o per l’Iva di febbraio e che, in questi casi, il Governo ha deciso:

  • per tutti i contribuenti, la sospensione di 4 giorni, dal 16 al 20 marzo;
  • la sospensione personalizzata per le imprese turistico-ricettive, agenzie di viaggio e turismo, tour operator, società sportive, professionistiche e dilettantistiche, e altri soggetti, per il mese di marzo 2020. In questi casi, per ora, non è prevista la ripresa degli adempimenti;
  • la sospensione dei versamenti, Iva compresa, che scadono tra l’8 marzo e il 31 marzo 2020, per i contribuenti esercenti impresa, arte o professione con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019. Bisognerà effettuare i pagamenti in unica soluzione entro il 31 maggio 2020, che slitta a lunedì 1° giugno 2020, o a rate fino ad un massimo di 5 rate mensili di pari importo, a decorrere dal 31 maggio 2020, che slitta al 1° giugno 2020.

Discorso a parte per le persone fisiche e i soggetti diversi dalle persone fisiche che, in data 21 febbraio 2020, avevano la residenza o la sede legale, oppure operativa, negli undici Comuni della zona rossa di Lombardia e Veneto. Per loro, sono sospesi gli adempimenti e i versamenti tributari, Iva compresa, in scadenza tra il 21 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020. Il pagamento va fatto in unica soluzione entro il 31 maggio 2020, che slitta a lunedì 1° giugno 2020, o a rate fino ad un massimo di 5 rate mensili di pari importo, a decorrere dal 31 maggio 2020, che slitta a lunedì 1° giugno 2020.

Chi deve effettuare il versamento del saldo Iva relativo al 2019, scaduto lunedì 16 marzo, può farlo per evitare di fare confusione entro il 30 giugno 2020, versando le somme dovute con la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successiva al 16 marzo, oppure entro il 30 luglio 2020, maggiorando le somme dovute (Iva più maggiorazioni dello 0,40%) aggiungendo un ulteriore 0,40%.



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